martedì 17 ottobre 2017

Centrale Enel: data e modalità di dismissione dipendono in gran parte dalla bonifica dell’area


Al dibattito dello scorso Venerdì a Teleliguria sud sul futuro dell'area delle centrale Enel di Spezia (vedi QUI) qualcuno dei presenti (Assessore e la rappresentante della Unione Industriali spezzini) ha ironizzato sulle mie spiegazioni relative alla data di scadenza, di legge, dell'attuale autorizzazione della centrale (AIA), come se spiegare come funziona la legge fosse una questione secondaria. Oppure come se spiegare che la legge proroga la scadenza della autorizzazione, comporti da parte mia un auspicio affinché la centrale resti qui dopo il 2021 (data indicata da Enel per ora come chiusura unilaterale anticipata della centrale).

I rappresentanti delle culture politiche ed economiche in studio, che hanno ironizzato sulla data di scadenza dell'AIA, sono gli stessi che per decenni hanno dichiarato che la centrale era una risorsa per il territorio. Nel 2013 quando venne rilasciata l’AIA attuale il sottoscritto insieme con le associazioni ambientaliste e il Comitato SpeziaViadalcarbone, fummo tra i pochissimi che criticarono quella scelta non solo perché manteneva la centrale li dove è ancora adesso ma perché si sarebbero potute dare prescrizioni più stringenti a cominciare da un maggior uso del metano e da una effettiva valutazione di impatto sanitario della presenza delle centrale in tutti questi anni. L’Unione Industriali spezzina fu tra le più accanite nel difendere la pessima AIA che venne rilasciata allora (vedi QUI).

Ma questa è una città di smemorati compulsivi e ci sono abituato.

Il vero problema è invece che questi ironizzatori, poco avveduti, non si rendono conto (o forse si e sarebbe ancora peggio) che conoscere la data ex lege di scadenza della autorizzazione è fondamentale non tanto perché l'Enel voglia cambiare la data del 2021 (questo non sono in grado certo di valutarlo da solo ci mancherebbe) ma perché la questione della data di scadenza ex lege potrebbe diventare significativa proprio per la questione della bonifica e soprattutto del livello di bonifica da raggiungere.

Infatti a seconda del tipo di bonifica  è ovvio che cambieranno i costi. Non a caso il rappresentante della Unione Industriali spezzina al dibattito a TeleLiguria sud  ha ricordato questo aspetto: Enel è un associato e quindi si cerca di farlo pagare il meno possibile nei limiti della legge ovviamente.

Uno scontro sul livello di bonifica da raggiungere tra Enel ed istituzioni potrebbe allungare inevitabilmente la data di scadenza della autorizzazione e questo la legge lo permetterebbe. Magari così non sarà ma è un elemento che va valutato in questa fase o no? Non dobbiamo spiegarlo ai cittadini spezzini questo rischio? Non potremmo attrezzarci per impedire o quanto meno gestire questo possibile rischio, vedi QUI? Dobbiamo sempre subire le strategie dei grandi enti e società non spezzini che hanno spadroneggiato sul nostro territorio per decenni? 

Peraltro diciamo la verità quando, come al dibattito a TeleLiguria Sud, sento dire "ma io ho parlato con i dirigenti Enel e mi hanno assicurato che chiuderanno nel 2021" mi viene da sorridere. Che queste affermazioni le faccia la rappresentante della Unione Industriali lo posso capire (difende gli interessi di un suo socio) ma un Amministratore pubblico non può permetterselo. Attenzione non voglio dire che non sia vero quanto riportato dall'assessore, ma un Amministratore pubblico non può basare la sua azione e le sue strategie su quello che dichiara un imprenditore che è mosso da interessi totalmente diversi e che possono comportare valutazioni diverse con il passare del tempo, per fare un esempio leggete questa intervista contraddittoria del responsabile generazione globale di Enel nel non lontano 5 giugno 2015 QUI. Un amministratore serio invece deve analizzare tutti i dati di fatto che ha davanti compresa la normativa applicabile e su questi costruire le sue proposte che certo dovranno essere confrontate con l'imprenditore di turno ma sulla base di autonome valutazioni della Istituzione e non sul sentito dire o su generiche dichiarazioni messe a verbale di una riunione qualsiasi.

Ma la cosa che lascia stupiti è che nessuno abbia ricordato, proprio a proposito di bonifica dell’area in questione, quanto dichiarato da Amministratori Comunale ed Arpal pochi mesi fa anche sulla stampa locale, ma soprattutto di quanto fino ad ora Enel ha fatto su questa tema. La nuova Amministrazione allora non c'era ovviamente ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensa. 

Perché una cosa di cui non si è parlato nel dibattito, nel mio brevissimo intervento registrato non ho avuto il tempo di spiegare vista la complessità tecnica del tema, che la riforma della normativa sull’AIA, oltre a cambiare le modalità di di scadenza delle autorizzazioni, ha anche introdotto l’obbligo di allegare un documento (la Relazione di Riferimento) che si occupa proprio di descrivere lo stato di inquinamento di un area in relazione alla futura dismissione dell'impianto autorizzato.

Ebbene l’analisi di quel documento dice cose interessanti ma anche preoccupanti e fa capire come, al di la degli slogan politichesi, sarà complessa la strada della dismissione dell’area e relativa bonifica. Per chi ha voglia di approfondire ne ho scritto QUI.



RIFLESSIONE FINALE 
Alla fine le cose più sensate  nel dibattito a TeleLiguria Sud l'hanno dette il rappresentante del Sindacato e Lorenzo Forcieri: 
Il primo ha affermato giustamente: "invece che "giocare"  con l'accelerazione della dismissione della centrale perchè il territorio nelle sue diverse rappresentanze istituzionali e sociali non prova a avanzare una sua proposta forte e realisticamente realizzabile ad Enel e Governo?" 
Il secondo che: "se non vogliamo subire gli "interessi" dell'Enel su bonifica e dismissione occorre coinvolgere anche finanziamenti pubblici nella bonifica", ovviamente (aggiungo io) in un grande progetto di reindustrializzazione dell'area in questione. 


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