mercoledì 1 marzo 2023

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a FEBBRAIO 2023

 

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nel mese di FEBBRAIO 2023.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

 

martedì 28 febbraio 2023

Interventi per il miglioramento della sicurezza stradale dei pedoni

Decreto Ministero Infrastrutture del 22 dicembre 2022 (QUI) destina la somma complessiva di euro 13.500.000,00 a valere sulle risorse iscritte nel capitolo 7333 per l'esercizio 2022, al finanziamento dei programmi di interventi per il miglioramento della sicurezza stradale dei pedoni, comprensivi degli eventuali costi per la progettazione e la realizzazione, nei quattordici «grandi comuni» dove, secondo il rapporto annuale ISTAT, si concentra la maggiore incidentalità stradale.

lunedì 27 febbraio 2023

Uno studio dimostra che le rinnovabili non il gas sono il tampone della emergenza energetica.

Il Think Tank EMBER (sito ufficiale QUI) ha svolto una analisi (QUI) sulla transizione elettrica dell'UE dai combustili fossili alle rinnovabili nel 2022.

Secondo l’analisi nel 2022, l'eolico e il solare hanno generato un quinto record dell'elettricità dell'UE (22%), superando per la prima volta il gas fossile (20%) e rimanendo al di sopra dell'energia a carbone (16%).

Resta comunque un ritorno importante del carbone nella generazione elettrica anche a scapito del gas per cui le emissioni del settore energetico dell'UE sono aumentate del 3,9% (+26 MtCO2) nel 2022 rispetto al 2021.

L’avanzamento di eolico e solare ha impedito che le fossili nella generazione elettrica aumentassero ulteriormente.

La produzione di gas diminuirà ancora di più di quella del carbone visto che il gas resterà nettamente più costoso.

domenica 26 febbraio 2023

Studio dal Parlamento UE sul 5G: mancano studi seri sul rischio per la salute umana

Documento del servizio ricerche del Parlamento UE (QUI) che parte da un dato per cui nei prossimi anni l'obiettivo di coprire con la comunicazione wireless 5G tutte le aree urbane, le ferrovie e le strade principali, potrà essere raggiunta solo creando una rete molto fitta di antenne e trasmettitori. In altre parole, il numero di stazioni base e altri dispositivi a frequenza più elevata lo farà aumentare in modo significativo.

Infatti, come ricorda il Documento qui esaminato utilizzando onde millimetriche e frequenze più elevate rispetto alle tecnologie precedenti, il 5G ha bisogno di una rete più estesa di antenne e altri dispositivi di trasmissione.

Tutto questo secondo il documento solleva la questione se vi sia un impatto negativo sulla salute umana e sull'ambiente da frequenze più alte e miliardi di connessioni aggiuntive, che produrranno una nuova (per intensità) esposizione costante per l'intera popolazione, compresi i bambini. In questo senso mancano ad oggi ricerche sull'esposizione costante che il 5G produrrebbe.

Tutto questo è ancora più necessario visto che le attuali disposizioni dell'UE sull'esposizione ai segnali senza fili, la Raccomandazione 1999/519/CE, del 12 luglio 1999  (QUI) del Consiglio sulla limitazione dell'esposizione del pubblico in generale ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) è vecchia di 20 anni e quindi non tiene conto delle caratteristiche tecniche specifiche del 5G.

 

Il Post che segue, partendo dal Documento predisposto per il Parlamento UE:

1. descrive i nuovi indirizzi della Commissione UE in materia di sviluppo del 5G

2. descrive i contenuti ma anche i limiti della vigente normativa comunitaria nonché line guida e studi sul rischio sanitario dei campi elettromagnetici

3. analizza i conflitti di interesse presenti negli estensori degli studi che rimuovono il rischio sanitario dei CEM da telefonia cellulare

4. analizza criticamente le nuove linee guida della Commissione Internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (icmirp)

5. individua nelle conclusioni del Documento per il Parlamento UE le alternative al 5g contenute nello sviluppo delle fibra ottica.

 

sabato 25 febbraio 2023

Corte dei Conti UE il quasi fallimento della Alleanza Mondiale per il clima

La Corte dei Conti UE ha presentato una sua relazione (QUI) sul mancato raggiungimento degli obiettivi della Alleanza Mondiale per il clima (Global Climate Change Alliance – GCCA) ormai chiusa nel 2020 per avviare interventi di aiuti ai paesi in via di sviluppo contro i mutamenti climatici.

Dalla relazione emerge che questa iniziativa:

1. non ha dimostrato il proprio impatto sulla resilienza dei paesi al cambiamento climatico;

2. non ha misurato i miglioramenti della situazione dei beneficiari, né ha prestato sufficiente attenzione alle necessità dei soggetti più colpiti;

3. era incentrata sul rafforzamento delle capacità istituzionali, ma la sostenibilità è stata limitata a causa dell’elevato grado di avvicendamento del personale;

4. non ha attirato i finanziamenti aggiuntivi attesi dagli Stati membri e dal settore privato;

5. non ha visto la Commissione esaminare in misura sufficiente la ragionevolezza dei costi iscritti nei bilanci della maggior parte delle azioni incluse nel campione;

6. è rimasta poco conosciuta nei paesi in via di sviluppo, nonché negli Stati membri dell’UE.


D'altronde che le cose sugli investimenti UE contro i mutamenti climatici non andassero benissimo lo aveva già dimostrato sempre la Corte dei Conti con il suo rapporto che dimostrava come oltre a spendere male spende meno di quello che dichiara per il clima QUI


Si riporta la sintesi del Rapporto della Corte dei Conti UE sulla gestione della GCCA...

giovedì 23 febbraio 2023

Il gas riduce produzione e domanda: due studi sulla non strategicità del gas nella transizione ecologica.

Il Think Tank EMBER (QUI) ha svolto una analisi (QUI) sulla transizione elettrica dell'UE dai combustili fossili alle rinnovabili nel 2022.

Secondo l’analisi nel 2022, l'eolico e il solare hanno generato un quinto record dell'elettricità dell'UE (22%), superando per la prima volta il gas fossile (20%) e rimanendo al di sopra dell'energia a carbone (16%).

Resta comunque un ritorno importante del carbone nella generazione elettrica anche a scapito del gas per cui le emissioni del settore energetico dell'UE sono aumentate del 3,9% (+26 MtCO2) nel 2022 rispetto al 2021.

L’avanzamento di eolico e solare ha impedito che le fossili nella generazione elettrica aumentassero ulteriormente.

La produzione di gas diminuirà ancora di più di quella del carbone visto che il gas resterà nettamente più costoso.

NewsLetter di Febbraio 2023 (QUI) del Gestore dei Mercati Energetici che analizza il calo dei consumi del gas dettati da vari fattori: il clima più temperato e i provvedimenti UE e nazionali sulla riduzione del consumo del gas anche in chiave di diversificazione degli stati produttori (Vedi per il piano italiano QUI e il Regolamento UE QUI

Ma secondo il GME un ruolo viene giocato anche dal calo della concorrenza asiatica sul GNL. Tutte circostanze che non è detto si possano ripetere ma soprattutto questo calo fa i conti con la riduzione dell’offerta che conferma quanto riportato nello studio EMBER sopra richiamato sulla riduzione della produzione di gas da qui al 2025.

Questa due analisi confermano come vedere nel gas una scelta strategica per la transizione ecologica sia un errore da parte dell’Italia in primo luogo. Non casualmente sempre il GME nella sua NewsLetter di Dicembre 2022 (QUI) aveva dimostrato come la necessità di grandi quantità di gas e in particolare di GNL comporti nell’immediato grandi investimenti pubblici in infrastrutture che rischiano di entrare in rotta di collisione con:
1. la sempre maggiore rigidità dei contratti a lungo termine nell’approvvigionamento del GNL rischiando di rendere gli impianti nuovi o ampliati a rischio carenza GNL
2. gli obiettivi della decarbonizzazione da qui al 2030 che rischiano di far diventare i nuovi impianti stranded assets, letteralmente beni incagliati!

Ma vediamo cosa dicono questi due studi con più precisione

mercoledì 22 febbraio 2023

Porti l'autonomia regionale come scusa per coprire la privatizzazione delle Autorità Portuali

Il Governo Meloni sta mettendo in cantiere l’ennesima riforma dei porti. Si vuole favorire una governance (parolina magica abusata per nascondere altro come vedremo) più efficiente da parte delle Autorità di sistema portuale.  

Il Presidente della Regione Liguria vede addirittura un modello misto: "un modello con un porto Spa guidato da un consiglio di amministrazione espressione degli enti locali può anche convivere con altri tipi di Autorità portuali" Secolo XIX 22/2/2023 vedi anche il titolo del quotidiano all’inizio del post. 

Insomma una guazzabuglio e una commistione sempre maggiore tra operatori portuali e livelli istituzionali facendo venire meno il ruolo di terzietà che le Autorità Portuali e ancora di più i Comuni e le Regioni dovrebbero avere sulla gestione del rapporto porto/territori. Dietro gli slogan c’è il disegno che va avanti da anni di privatizzare sempre di più non solo la Governance ma addirittura il Government dei porti.

lunedì 20 febbraio 2023

Biodigestore a Vezzano Ligure il Presidente Toti parla del passato per rimuovere presente e futuro.

Il Presidente della Regione Liguria rispondendo (QUI) alle critiche sul progetto di biodigestore che sta per essere realizzato la butta sul passato. Chiaro che su questo terreno ha buon gioco perchè è oggettivo che la gestione dei rifiuti nella nostra Provincia (Spezia) da parte delle giunte di centro sinistra precedenti sia stata fallimentare.

Personalmente io sono tra quelli che in epoca non sospetta (quando la sinistra trionfava in questi territori) ho criticato duramente questa gestione passata (vedi per esempio QUI) che ha prodotto più che impianti molte emergenze e anche qualche inchiesta della magistratura e soprattutto scelte scellerate per l’ambiente ma anche per i costi a carico della collettività. All’epoca eravamo in pochi a denunciare tutto questo e tra i politici di centro destra rari, se non inesistenti, erano quelli che protestavano visto che si parla di responsabilità passate, perché a volte le responsabilità si hanno anche dalla cattiva opposizione.

 

Rapporto su un nuovo metodo di calcolo delle emissioni navali nei porti

Rapporto di Ispra e SNPA 2023 (QUI) finalizzato a raccogliere dati ed informazioni in merito alle emissioni navali in ambito portuale di ossidi di zolfo, composti organici volatili, monossido di carbonio e materiale particolato”.

L’attività di ricerca oggetto del Rapporto prevede un suo svolgimento: “attraverso analisi statistiche delle informazioni disponibili circa le caratteristiche dei motori navali utilizzati, il tipo di alimentazione, i flussi di traffico, i tempi di permanenza e di manovra. Ove disponibili si prenderanno altresì in esame i risultati delle campagne di misura delle emissioni realizzate dalle Agenzie regionali”.

Dal dal calcolo dei fattori di emissione specifici per tipologia di nave e fase di navigazione, contenuto nel Rapporto, emerge una attenzione principale verso le navi commerciali, e in particolare, su quelle che occupano per un maggior tempo le banchine per le operazioni di carico/scarico ovvero le navi container, delle dry bulk carriers (trasporto rinfuse solide) e delle liquid bulk ships (trasporto liquidi petrolio e grezzo derivati), ma lo stesso discorso si può fare per le navi passeggeri.

Inoltre sempre secondo il Rapporto emerge che, applicando la metodologia in esso utilizzata, i dati dei composti organici volatili e del monossido di carbonio dell’Inventario Nazionale Emissioni sono sottovalutati e risultano in realtà nettamente superiori. Questo conferma come nei monitoraggi delle emissioni nei porti alcuni inquinanti continuano ad essere sottovalutati nonostante siano cancerogeni dichiarati ufficialmente dall’OMS.