domenica 9 febbraio 2025

Stato emissioni da traffico marittimo: l’uso del GNL non deve essere strategico

Seconda edizione di European Maritime Transport Environmental Report (EMTER), una relazione (TESTO COMPLETO QUI) congiunta dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA-QUI) e dell'Agenzia europea per l’ambiente (AEA-QUI). Fornisce un aggiornamento sulle prestazioni ambientali del settore e una valutazione degli sforzi per renderlo più sostenibile.

Due sono gli elementi critici che emergono in particolare: il GNL non può essere considerato strategico come combustibile marittimo se si vogliono raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica, in secondo luogo strategica è invece una applicazione integrale e accelerata della normativa sulle emissioni di gas serra dalle navi (al contrario di quello che chiedono armatori QUI e politici vari,QUI QUI e QUI, anche in Italia) ed anzi una sua implementazione per altri inquinanti nonché sulle modalità di monitoraggio soprattutto nelle aree portuali.  

Di seguito una sintesi dei punti più significativi della relazione per poi riportare la traduzione delle parti della Relazione relative in particolare alle emissioni aeriformi e le modalità di controllo delle stesse e le tendenze sui combustibili alternativi per il traffico marittimo.

venerdì 7 febbraio 2025

Analisi critica della nuova autorizzazione al rigassificatore di Panigaglia

Il Presidente della Provincia di Spezia con un comunicato trionfante (QUI) ha informato che è stata aggiornata l’AIA (QUI) al rigassificatore di Panigaglia. Un aggiornamento che per certi versi nella sostanza conferma quanto previsto dall’AIA del 26 giugno 2023 (modificata due volte nel 2024 sulla solo questione delle emissioni acustiche). Nell'aggiornamento ci sono in particolare proroghe  sull’applicazione di alcuni limiti emissivi inquinanti.

Insomma, di nuovo c’è poco, invece ci sono molti aspetti che vanno analizzati fuori dalla propaganda politica.

Il Presidente della Provincia nel fare le sue dichiarazioni in una sorte di excusatio non petita, afferma che la sua amministrazione fa fatti concreti e non dibattiti accademici. I fatti anzi l'atto c'è ma il problema è capirne il valore per l’ambiente e la salute pubblica.

Quanto alle amministrazioni di centro sinistra precedenti alla sua è vero che non hanno brillato sulla gestione del rigassificatore. Però almeno in un caso importante si sono comportate in modo più deciso di quella di Peracchini, a proposito di fatti e atti. In particolare la Regione Liguria all’epoca della giunta Burlando (peraltro non particolarmente attenta in generale alle questioni ambientali) negò l’Intesa (DGR 393 del 3 aprile 2009) al progetto di ampliamento del rigassificatore e quindi del suo consolidamento. 

Le Giunte Toti e Peracchini invece da tempo stanno avvallando con atti frazionati l’ampliamento e consolidamento del rigassificatore, il tutto con procedure inadeguate: 

  • mancata VIA ordinaria; 
  • inadeguate Valutazioni di Incidenza sulla biodiversità; 
  • piano di emergenza esterna incompleto; 
  • concessioni portuali in palese contrasto con lo stesso Piano Regolatore del Porto; 
  • sottovalutazioni quanto meno nelle informazioni al pubblico dell’incidente avvenuto nell’agosto 2023;
  • istruttorie sul rischio di incidenti rilevanti non del tutto adeguate alla evoluzione della vigente normativa e ad altre esperienze nazionali e internazionali. 

Il tutto spiegato più volte nel mio blog alla sezione apposita QUI

D’altronde non casualmente nelle premesse dell’aggiornamento dell’AIA 2025 viene citata la Capitaneria di Porto che afferma non esistere alcun rischio sotto il profilo della maritime security. Peccato che quella che riguarda il rischio incidentale da evento umano o naturale sia la maritime safety!


Ma torniamo all’ultimo aggiornamento dell’AIA della Provincia spezzina e disveliamo, fuori dalla propaganda, le reali novità e le criticità di questo aggiornamento dell’AIA...

martedì 4 febbraio 2025

Impatto sanitario e Riesame AIA negli impianti di interesse strategico nazionale

Il Decreto-Legge 30 gennaio 2025 n° 5 QUI (di seguito Nuovo Decreto-legge) interviene sulla disciplina del riesame dell’AIA agli impianti definiti di interesse strategico nazionale ai sensi della legge 231/2012 integrandola con una valutazione dell’impatto o danno sanitario. Il tutto anche per rispondere in qualche modo alla sentenza della Corte di Giustizia UE 25 giugno 2024, C-626/2022 (QUI).

Per una analisi critica della legge 231/2012 vedi QUI

Nel seguito del post prima di tutto vedremo una sintesi delle parti più significative del Nuovo Decreto-Legge nonché un’analisi su cosa si intende, da un punto di vista normativo, per impianto di interesse strategico nazionale.  Dopodiché analizzeremo più compiutamente il testo delle novità del Nuovo Decreto-Legge.


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venerdì 24 gennaio 2025

Rifiuti elettronici: recupero materie critiche e nuova disciplina recupero “uno contro uno”, “uno contro zero”

L’articolo 14-bis della legge 166/2024 (QUI) che ha convertito il Decreto Legge 131/2024 modifica varie norme al Decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49 (Attuazione della Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche: RAEE). La finalità generale delle modifiche è di recuperare e valorizzare le materie prime critiche e/o strategiche (QUI trovate ampia informazioni su cosa sono e come sono disciplinate estrazioni e riciclaggio) generabili dal riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), di semplificare la raccolta e il deposito dei RAEE e di impegnare in modo efficiente 'eco-contributo, anche per migliorare il livello di consapevolezza sulla corretta gestione separata degli stessi e assicurarne il corretto riciclo.

In sintesi le modifiche più significative:

1. I sistemi collettivi (QUI) devono progettare, realizzare e finanziare i programmi di comunicazione, informazione e sensibilizzazione   dei cittadini sull'importanza della raccolta separata dei RAEE e sui benefici ambientali ed economici del loro riciclaggio. Se non adempiono l’obbligo scatta una sanzione in percentuale dei ricavi del sistema collettivo

2. viene completamente sostituito l’articolo 11 del DLgs 49/2014 che disciplina il ritiro uno contro uno (ritirare il RAEE consegnato dal consumatore a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente) e uno contro zero (obbligo di ritiro gratuito "uno contro zero" dei tecno rifiuti di piccolissime dimensioni conferiti dall'utenza).  

Si veda anche documento indirizzo centro coordinamento RAEE nella attuazione legge 166/2024 QUI.

 

Analizziamo la ricostruzione delle suddette modifiche

 

giovedì 23 gennaio 2025

La Corte dei Conti UE rileva le criticità della politica comunitaria sull’idrogeno

Nel 2020 la UE ha prodotto una Strategia per l’idrogeno (Vedi News/Ambiente doc  ottobre 2020 QUI) che aveva aggiornato che ha aggiornato con il piano REPowerEU (QUI) nel 2022.

La Corte dei Conti UE ha pubblicato una relazione (QUI) sullo stato della strategia di promozione dell’idrogeno nella UE anche nella versione rinnovabile.

Gli allegati alla relazione contengono analisi dello stato dei progetti per l’idrogeno dei vari stati membri.

L’allegato I invece analizza la normativa statunitense per promuove l’idrogeno,

Di seguito una sintesi delle principali criticità emerse dalla Relazione della Corte dei Conti UE e poi analizzare più compiutamente i passaggi principali della stessa.

mercoledì 22 gennaio 2025

Le ultime sentenze su ambiente della Corte di Giustizia UE e Corte Costituzionale

Pubblicata nella apposita sezione "LE NOVITA' DI LEGISLAZIONE GIURISPRUDENZA STUDI DOCUMENTI IN MATERIA AMBIENTALE (QUI) del blog, la NEWS/AMBIENTE sulle sentenze in materia ambientale della Corte di Giustizia UE e della Corte Costituzionale  pubblicate nei mesi da settembre a dicembre 2004 .

Per ogni sentenza troverete una analisi ragionata e il link al testo completo. 
Di seguito le sentenze trattate nella NEWS/AMBIENTE SETTEMBRE- DICEMBRE 2024... 

Disciplina personale ispettivo ARPA: il ruolo delle segnalazioni dei cittadini

DPR 4 settembre 2024, n. 186 (QUI), di seguito DPR, che approva il Regolamento concernente disposizioni sul personale ispettivo del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (SNPA): del quale fanno parte l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le agenzie regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano per la protezione dell'ambiente (vedi Legge 132/2016 QUI.

Il Dpr definisce le modalità di acquisizione del ruolo di ispettore e i principi e criteri generali per lo svolgimento della loro attività. 

Vediamo di seguito i contenuti generali del DPR, i criteri da rispettare nello svolgimento delle ispezioni da parte dei dipendenti delle Arpa ed infine le modalità con le quali i cittadini possono segnalare al SNPA e quindi alle singole Arpa potenziali illeciti ambientali ed il modo in cui le Arpa devono trattarle. 

martedì 21 gennaio 2025

La nuova direttiva sulle inchieste degli incidenti in mare

Pubblicata la Direttiva (UE) 2024/3017 (QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2024, che modifica la Direttiva 2009/18/CE (di seguito Direttiva- QUI) del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo. La Direttiva è stata recepita dall’Italia con il DLgs 165/2011 (QUI) che ora dovrà adeguarsi, entro il giugno 2027, alle modifiche apportate dalla nuova Direttiva (UE) 2024/3017.

Vedi studio Maritime Accident Information – Entrants’ Evaluation of Dissemination Forms QUI.

Di seguito nella prima parte del post una sintesi della Direttiva con le modifiche apportate dalla Direttiva 2024/3017 e successivamente una analisi più puntuale della Direttiva con le novità apportate.

lunedì 20 gennaio 2025

Corte dei Conti UE le violazioni del diritto comunitario e denunce dei cittadini sono concluse in eccessivo ritardo

Nella sua Relazione speciale 28/2024 (QUI) la Corte dei Conti rileva che, se da un lato la Commissione ha migliorato la gestione per rilevare e correggere le violazioni della normativa dell’UE, dall’altro l’archiviazione dei casi di infrazione (QUI) richiede ancora troppo tempo.

Nella stessa Relazione la Corte dei Conti sottolinea i ritardi nel trattare le denunce e le petizioni che i cittadini presentano al Parlamento UE e alla Commissione

La Corte alla fine dell’analisi delle criticità attuali formula alcune raccomandazione alla Commissione UE per superarle o ridurle.