sabato 7 dicembre 2019

Parco Montemarcello Magra: quale ruolo attivo dei Comuni senza distruggere il Parco


Vorrei ricordare ai Sindaci che si lamentano per non essere dentro il Consiglio direttivo del Parco Montemarcello Magra Vara (anche oggi ad esempio quello di Lerici sul secolo XIX) che nel Consiglio sono presenti ben tre rappresentanti dei Comuni sul totale di 5. Che poi tra i tre ci debba essere il Sindaco con maggiore territorio interessato dal Parco è questione che va decisa dalla Comunità del Parco che designa i tre membri oltre a quello che rappresenta interessi generali (anche qui termine generico).
Semmai andrebbero meglio chiariti i parametri della rappresentanza...

venerdì 6 dicembre 2019

Il DDL di abolizione del Parco Magra - Montemarcello – Vara è incostituzionale e anti UE


Il pensiero “forte” che sta dietro la richiesta di abolizione del Parco Montemarcello Magra si riassume in questa frase di uno dei sostenitori più accaniti della abolizione: “L’abolizione del parco non spegne le tutele in sua difesa, non annulla le normative regionali, ma consente ai Sindaci la pianificazione e la gestione delle zone, un’autonomia superiore agli enti locali. Dire che dopo si cementifica gratis è una bugia perché rimangono tutti i vincoli connessi.” 

Questa affermazione dimostra una profonda ignoranza (voluta o meno non mi interessa rilevarlo qui visto che questo è un post a valenza giuridico amministrativa e non certo politica) della normativa che disciplina le aree protette anche regionali e la collocazione di questa materia nell’ambito della Costituzione.

Vediamo perché…


martedì 3 dicembre 2019

Nuova legge sulla cessazione qualifica rifiuto: limiti e contraddizioni con giurisprudenza UE

La legge 128/2019 all’articolo 14-bis (QUI) modifica l’articolo 184-ter del  DLgs 152/2006 (parametri normativi per definire la cessazione della  qualifica di rifiuto). In particolare:
1. Si stabilisce che tra le condizioni per la cessazione della qualifica di rifiuto la sostanza o l'oggetto devono essere destinate ad essere utilizzate per scopi specifici (mentre nella versione precedente si faceva riferimento al termine più blando “comune utilizzo per scopi specifici”.
2. La seconda modifica prevede che, in assenza di norme specifiche comunitarie o di decreti ministeriali che per singole tipologie di rifiuto definiscano quando il rifiuto cessa di essere tale dopo attività di recupero, sono validi i criteri definiti nell’ambito delle procedure autorizzatorie per le attività di recupero. 

La Corte di Giustizia: obbligatoria la VIA ex post, quella che per la Regione Liguria non esiste!

La Regione Liguria, attraverso il Vice Direttore Ambiente e la stessa Giunta Regionale sostiene da da tempo che la VIA ex post  non essendo prevista dalla legge regionale (abrogata recentemente) e da quella nazionale, non è più applicabile. 
La Corte di Giustizia con una mirabile e recentissima sentenza (12 novembre 2019 causa C-261-18, il testo completo  QUI)  ha ribadito tutti i principi sulla obbligatoria applicazione della VIA ex post:
- sia nel caso di totale mancata applicazione della VIA al momento della autorizzazione e quindi realizzazione dell'impianto che invece doveva essere assoggettato a detta procedura di valutazione,
- sia nel caso di applicazione della VIA solo sulle ultime modifiche e non sull'impianto fin dalla sua realizzazione.

Insomma mentre per la Regione Liguria la VIA ex post non esiste (vedi QUI) la Corte di Giustizia condanna uno Stato Membro ad una sanzione di 5 milioni di euro per non averla applicata con conseguente inevitabile illegittimità degli atti di autorizzazione dell'ìmpianto in questione da far valere in sede nazionale. 

Riassumo di seguito i principi chiarissimi sulla obbligatoria applicazione della VIA ex post affermati da questa ultima sentenza della Corte di Giustizia.

lunedì 2 dicembre 2019

Niente Piano Regolatore di Sistema Portuale a Spezia, basta quello vecchio. Quale?


La Autorità di Sistema Portuale, come riportato oggi sul Secolo XIX,  ritiene che il piano regolatore del porto spezzino approvato nel 2006, tutt’ora in fase di attuazione, non richieda alcuna  revisione  e quindi tanto meno la realizzazione di un nuovo piano. Non casualmente questa dichiarazione è legata al nuovo Piano Triennale delle opere 2020- 2022 che conferma appunto la accelerazione di quanto previsto nel PRP del 2006.
La Autorità conferma ufficialmente quanto già emergeva con chiarezza nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema DPSS (NOTA[1]), atto propedeutico alla realizzazione del nuovo Piano Regolatore di Sistema Portuale e previsto dall’ultima versione della legge quadro sui porti.

A Pagina 50 del DPSS si legge: “Le previsioni future, basate soprattutto sulle previsioni di completamente delle opere previste dal PRP vigente, saranno invece sviluppate nei paragrafi seguenti…”, paragrafi che confermano la vecchia impostazione della attuazione del PRP del 2006 portata avanti dalle Amministrazioni precedentei.

Insomma questa ultima uscita della Autorità di Sistema Portuale non fa che confermare quanto era già scritto nel DPSS ma soprattutto si conferma la volontà di non rispettare neppure quanto indicato dal provvedimento di VIA del Ministero dell’Ambiente ma anche dello stesso Consiglio Regionale che approvò il PRP e questo provvedimento fa parte del PRP 2006 che la Autorità vuole oggi attuare completamente.

Quindi come si doveva e si dovrebbe procedere  su fascia di rispetto e pianificazione dello sviluppo del porto è scritto nei documenti ufficiali di valutazione e approvazione del prp del 2006:

mercoledì 27 novembre 2019

Autostrade e viadotti: i monitoraggi come dovevano funzionare per la legge

Ministro alle Infrastrutture oggi sul Secolo XIX dichiara: "Per essere efficaci i monitoraggi devono essere continuativi, quotidiani e non straordinari". Giusto!

Peccato che le Linee Guida 2012 del Ministero Infrastrutture e Trasporti per la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali (QUI) affermavano quasi 8 anni fa: "solo attraverso un esame continuo della rete risulta fattibile un miglioramento della sua sicurezza ai fini preventivi”.

martedì 26 novembre 2019

Traghetti per gnl nel golfo di Spezia. Ma ci sono lacune sulla sicurezza portuale


Snam ha ribadito, tramite il presidente di Gnl Italia,  l’intenzione di avviare nel golfo di Spezia, utilizzando l’esistente rigassificatore in località Panigaglia (Portovenere), un servizio di traghetti per trasportare autobotti con gnl da detto impianto ai punti di ricarica per le navi ed a distributori gnl per mezzi trasporto su gomma.

sabato 23 novembre 2019

Note su ultime dichiarazioni di Regione Liguria e ReCos SpA sui biodigestori liguri


L’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria dichiara (QUI): “Abbiamo bisogno di un biodigestore e di un sito di trattamento meccanico per ogni provincia”.


Si tratta di una dichiarazione che non corrisponde alla realtà delle procedure in corso in Liguria portate avanti dalla Amministrazione Regionale. Una dichiarazione che se applicata tenendo conto di dette procedure ma anche dei dati sui fabbisogni provinciali e regionali contenuti nei piani di area e di ambito regionale, dimostrerebbe la inutilità di un progetto come quello previsto su Saliceti (Vezzano Ligure) quanto meno nelle dimensioni attualmente in sede di autorizzazione.

mercoledì 13 novembre 2019

Risposta al comunicato di Recos SpA sulla Inchiesta Pubblica per il biodigestore di Vezzano Ligure


Secondo ReCos S.p.A. l'inchiesta pubblica sul progetto di biodigestore "ha trovato grande interesse nella popolazione" (QUI). 

Questa Inchiesta è stata così interessante che tutti i Sindaci "interessati" non hanno partecipato per protesta (Arcola, Santo Stefano Magra, Vezzano Ligure),  solo un comitato tra quelli dei cittadini ha partecipato peraltro in modo estremamente critico e dando un giudizio negativo sulle modalità di gestione della Inchiesta e sulle sue conclusioni.