venerdì 1 novembre 2013

La Corte Costituzionale: la VIA si applica a tutti i centri commerciali, anche in Liguria




LA SENTENZA DELLA  CORTE COSTITUZIONALE IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELLA VIA  AI CENTRI COMMERCIALI


La Corte Costituzionale con la sentenza n. 251 del 28/10/2013 (vedi QUI)  ha dichiarato la incostituzionalità  della legge regionale veneta in materia di applicabilità della Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) ai centri commerciali  

Afferma la Corte sul punto: “ La norma regionale censurata sarebbe manifestamente difforme da quanto stabilito dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), Allegato IV alla Parte II, punto 7, lettera b), il quale richiede che sia sottoposta alla verifica di assoggettabilità ambientale la costruzione di tutti i centri commerciali. La norma censurata, al contrario, limiterebbe l’applicazione della normativa sulla VIA alle sole grandi strutture aventi le caratteristiche sopra descritte. In tal modo, la disciplina regionale escluderebbe indistintamente dall’applicazione della verifica di assoggettabilità a VIA o screening i centri commerciali dalla superficie di vendita superiore a 150 e fino a 1.500 metri quadrati, nei Comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti, e superiori a 250 e fino a 2.500 metri quadrati nei Comuni con popolazione oltre i 10.000 abitanti. Pertanto, la disposizione regionale restringerebbe illegittimamente il campo di applicazione della disciplina della VIA, come definito dal legislatore statale nell’esercizio della sua competenza esclusiva in materia ambientale, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost.”

Questa sentenza afferma quindi un principio applicabile sia pure indirettamente e per interpretazione anche alla legge ligure sulla VIA, vediamo perché........  

martedì 29 ottobre 2013

Rapporto Ecosistema Urbano: Spezia quinta solo sulla carta!

Nuovo Rapporto Ecosistema Urbano (vedi QUI).  

La riflessione su scala nazionale  è che nessuna città si è avvicinata al dato assoluto di 100 che significa rispetto di tutti i parametri legislativi e gli obiettivi delle politiche in materia ambientale. Il massimo punteggio è quello di Belluno 72,19.
Questo significa che al di la delle classifiche, che servono più ai tifosi delle singole amministrazioni o ai loro detrattori, esiste nel nostro Paese una gravissima crisi urbana che ha nomi e cognomi: traffico, inquinamento dell’aria, rumore, rifiuti, politiche di risparmio energetico assenti , trasporti pubblici locali a livello di terzo mondo etc. etc.   
D'altronde gli stessi estensori del Rapporto nella parte iniziale (pagina 8)  affermano: "il piazzamento in una posizione alta della classifica generale non è necessariamente un riconoscimento di buone performance ambientali, quanto piuttosto un primato relativo avvantaggiato da una complessiva mediocrità delle città".

Spezia apparentemente si piazza bene  (quinta nelle città medie tra 80.000 e 200.000 abitanti, decima nella classifica assoluta). 
Ma i dati che emergono da questi Rapporti vanno letti  in modo accurato,  settore per settore,  per capire davvero cosa ci sta dietro la posizione in classifica della nostra città. 

giovedì 17 ottobre 2013

Perchè Forcieri non può essere Presidente della Autorità Portuale

Il Consiglio di Stato in una recentissima sentenza ( vedi  QUI),  curiosamente cancellata dal dibattito pubblico spezzino, ha chiarito in modo netto quali debbano essere le qualifiche professionali per lo svolgimento della funzione di Presidente della Autorità Portuale. 

sabato 12 ottobre 2013

Discarica di Mangina: come dovrebbe funzionare la Inchiesta Pubblica.

PREMESSA  PERCHÉ UNA INCHIESTA PUBBLICA PER LA VIA SULLA DISCARICA DI MANGINA

La vicenda del progetto di discarica in località Mangina (Borghetto Vara) costituisce un esempio classico di conflitto ambientale dove una intera comunità si pone in palese e motivato contrasto con la realizzazione di un progetto che potrà produrre un rilevante impatto ambientale ma anche economico e sociale sull’intera Val di Vara. Una Valle che è stata dichiarata bio-distretto con Delibera Giunta Regionale 379/2013 in attuazione della Legge Regionale 66/2009.
Il progetto, ma soprattutto il sito in cui dovrà essere eseguito,  sono contestabili sotto vari aspetti come dimostrano le osservazioni presentate dal Comitato Nessuna Discarica in Val di Vara, nonché i documenti e le dichiarazioni di tutti i Sindaci dei Comuni della Valle.

Siamo in un caso tipico che richiede l’applicazione di uno strumento previsto dalla stessa legge regionale Ligure della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale di progetti ed opere) : L’Inchiesta Pubblica.   Il comma 5 articolo 11 della legge regionale sulla VIA recita: 5. La Regione favorisce, di intesa con i Sindaci dei Comuni interessati, inchieste pubbliche, con particolare riguardo ai progetti assoggettati a procedura regionale.  6. Qualora le inchieste di cui al comma 5 non abbiano luogo, il proponente può, anche su propria richiesta, essere chiamato ad un sintetico contraddittorio con i soggetti che hanno presentato osservazioni sul progetto.  7. Gli atti conclusivi dell'inchiesta o del contraddittorio vengono acquisiti e valutati al fine dell'emissione della decisione di VIA”. 

Il Comitato “Nessuna discarica in Val di Vara” ha richiesto ufficialmente (vedi  QUIalla Regione Liguria  la convocazione, ai sensi della norma sopracitata, dell’Inchiesta Pubblica, sospendendo quindi i termini della procedura di VIA sul progetto di discarica per il tempo necessario allo svolgimento di detta Inchiesta.



COME FUNZIONA UNA INCHIESTA PUBBLICA
Ma come dovrebbe funzionare questa Inchiesta Pubblica?  

venerdì 27 settembre 2013

Quelli che "ci sono troppe leggi" ….. e poi vogliono solo farsi i fatti loro!

Fateci caso quelli che criticano gli obblighi di legge eccessivi in materia ambientale,  qualche volta  sono solo degli ignorantoni in materia, ma il più delle volte sono coloro che uniscono tale critica  alla difesa di progetti inquinanti, impattanti e non voluti dai cittadini che dovrebbero subirli senza averli discussi preventivamente.

Fateci caso nessuno di loro affronta il tema di come vengono elaborati i progetti, di come vengono coinvolti i cittadini interessati, di come vengono svolte le istruttorie per valutarli,  tutte fasi decisive ad ogni decisione ponderata e soprattutto non contestata ex post magari davanti alla magistratura (vedi QUI).

giovedì 19 settembre 2013

Centrali a carbone Vado chiama Spezia: cittadini o cavie?

Gli esami epidemiologici effettuati dai consulenti della procura di Savona nell'ambito della inchiesta per verificare le conseguenze sulla salute delle polveri emesse dalla centrale a carbone di Vado (gestita dalla Tirreno Power)  hanno evidenziato un aumento esponenziale di mortalità in quella zona (vedi Secolo XIX di oggi).

Sono un garantista e ovviamente so bene che ora dovrà aprirsi un contraddittorio con i gestori della centrale ma resta una domanda che emerge da questa vicenda e vale anche per Spezia: Perchè queste indagini non vengono svolte prima delle autorizzazione a questi impianti?

Sia a Savona che ora per la centrale di Spezia ( anche da noi l’autorizzazione è ormai pronta per la pubblicazione) si sono autorizzate queste centrali carbone senza una adeguata e preventiva valutazione del potenziale impatto sanitario/ambientale (storico e futuro) sui cittadini e sui territori interessati. Eppure la legge lo imporrebbe, eppure questa è una specifica competenza del Sindaco del Comune territorialmente interessato dalla centrale.

domenica 15 settembre 2013

L’Ilva di Taranto, legalità, democrazia e il caso Spezia.

Quanto al potere giudiziario, deve essere sottoposto solo alla legge, di cui deve attuare alla lettera i contenuti,  deve essere la  bouche de la lois)”  Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu.


Il Professore Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di oggi sul caso Ilva di Taranto scrive: "se non fossero stati sostenuti da una diffusa sindrome antindustriale, i magistrati di Taranto, avrebbero forse attivato, come chiedeva il governo, percorsi dagli esiti meno distruttivi per l'industria italiana". 

Diciamo la verità Il professore Panebianco con questa dichiarazione dimostra di avere la cultura istituzionale di un lombrico (senza offesa per i lombrichi)....

venerdì 6 settembre 2013

Garavini A.D. di Acam, discarica di Mangina e… i veri cialtroni!

Garavini , amministratore delegato di Acam, nello stile Federici in una intervista sul Secolo XIX (vedi  QUI)  insulta pesantemente cittadini e sindaci della Val di Vara, per la loro opposizione alla discarica di Mangina.

Questo signore pagato con i nostri soldi: 

lunedì 2 settembre 2013

Piazza Verdi: ennesimo autogol di Federici

Riesco solo ora a commentare l'intervista di Federici su Piazza Verdi pubblicata oggi dal Secolo XIX. 

Premesso che ho trovato non degna di un Sindaco la dichiarazione per cui da un lato si dichiara di voler collaborare con il Ministero dei Beni Culturali e poi si afferma di voler impugnare le eventuali decisioni finali degli organi periferici dello stesso.

Ripeto premesso questa sorta di ossimoro istituzionale,  mi ha colpito la seguente dichiarazione del Sindaco......