giovedì 10 settembre 2015

Perché i platani di Sesta Godano non potevano essere tagliati

La vicenda dei platani di Sesta Godano dimostra, nel suo piccolo, la arroganza che ormai caratterizza il modo di governare di Sindaci che, eletti ormai quasi sempre da una minoranza di cittadini, pensano di avere una sorta di  diritto assoluto di governare per 5 anni a prescindere da un continuo confronto con tutti i cittadini che vivono nel territorio di un Comune e che a maggioranza sicuramente non lo hanno neppure votato. È come se la democrazia rappresentativa dopo le elezioni venisse sospesa.
D’altronde la “megalomania” di questo Sindaci (eletti dal popolo) la si riscontra nella risposta del Sindaco di Sesta Godano alla richiesta di Italia Nostra di sospendere il taglio dei platani, afferma il Sindaco: “Riguardando i nostri precedenti scambi, trovo infine un poco sgradevole la diffusione che si è scelto di dare alla “lettera aperta”…… cioè mi faccia capire Signor Sindaco perché la lettera doveva rimanere segreta? Forse perché in questo modo lei non sarebbe stato costretto a rispondere, come è vostro costume di voi Sindaci “unti” dal mandato elettorale?

Ma veniamo ai fatti di questa vicenda.  Il Sindaco per ragioni risibili, il solito progetto di riqualificazione della Piazza di turno, decide di tagliare i platani della piazza principale del paese. 
Come è noto in area urbana per un taglio di alberi sia in area pubblica che privata occorre il parere tecnico obbligatorio e vincolante dell’ufficio comunale ma sulla base appunto di una apposita perizia salvo che i vigili del fuoco intervengano per rischi di cadute imminenti.

martedì 8 settembre 2015

Impianto rifiuti pericolosi Follo: senza autorizzazione e fuori controllo

Ci sono problematiche ambientali discutibili, contestabili, ma ce ne sono alcune che sono intollerabili. Intollerabili perchè dimostrano il totale disprezzo delle leggi nonchè della salute e della qualità della vita dei cittadini, da parte delle Autorità Pubbliche. Ci sono esempi in questo senso nel nostro territorio come quello dell'impianto di Saliceti a Vezzano Ligure, di cui mi sono occupato spesso anche su questo blog,  con le sue emissioni odorigene pluriennali nel totale disinteresse di Acam e Provincia e nella passività del Comune di Vezzano.......e poi c'è l'impianto di rifiuti in località Cerri di Follo. 

Le foto che pubblico in questo post riguardano proprio questo ultimo impianto di trattamento e recupero di rifiuti speciali pericolosi collocato a poche decine di metri da numerose abitazioni........ 

lunedì 7 settembre 2015

Rigassificatore e nuovo progetto:chiarimenti urbanistici,ambientali, informativi

PREMESSA SINTESI DEL PRESENTE POST

Il Sindaco di Portovenere in relazione al nuovo progetto relativo al rigassificatore di Panigaglia (Le Grazie) di cui ho trattato ampiamente QUI, dichiara oggi sul Secolo XIX: “Chi parla di dismissione deve proporre un’alternativa e considerare che l’area è di Snam”.

Vorrei ricordare che compito del Sindaco non è quello di limitarsi a registrare una presunta impossibilità di dismettere il rigassificatore dall'attuale sito, ma intanto e prima di tutto di svolgere la propria funzione che rispetto a questo impianto è tutt’altro che banale come spiego in questo post.

In secondo luogo sarebbe bene che prima di parlare di nuovi interventi le autorità preposte controllassero lo stato del rispetto delle norme di tutela ambientale e di prevenzione del rischio di incidente che si applicano a questo impianto nella attuale versione. 
Il Sindaco in particolare dovrebbe farsi portavoce di queste richieste in quanto massima autorità sanitario sul territorio oltre che responsabile del governo urbanistico dello stesso. Le autorità a cui chiedere chiarimenti, sono le seguenti:
1. il Prefetto (questioni di protezioni civile),
2. la Provincia (questioni sul controllo del rispetto della autorizzazione integrata ambientale),
3. la Regione il Ministero dell’Interno - Dipartimento  Vigili  del  Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile,  che attraverso il Comitato tecnico regionale preposto  devono effettuare i  controlli sul rispetto della normativa sulle industrie a rischio.

Le questioni che affronto in questo post riguardano:
1. la mancanza di adeguate informazioni alla popolazione sui rischi di incidenti potenziali;
2. le modalità di funzionamento dell’impianto, su cosa devono fare i cittadini in caso di incidente (la esercitazione svolta qualche anno fa non è sufficiente e non ha adeguatamente coinvolto la cittadinanza). Sullo stato del rispetto della normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante per il rigassificatore di Panigaglia ho scritto recentemente QUI;
3. lo stato del coordinamento della disciplina urbanistica del Comune di Portovenere in rapporto alla presenza di un impianto come il rigassificatore;
4. la questione della mai, risolta o comunque affrontata con rigore amministrativo, contraddizione tra la incompatibilità  del rigassificatore e gli attuali strumenti di pianificazione urbanistica: PUC, PTC, PTCP;
5. la questione delle compatibilità strategica di un rigassificatore in un golfo come quello spezzino in profonda evoluzione sotto il profilo dell’aumento del traffico mercantile, passeggeri e militare nonché con la vocazione turistica dello stesso anche in relazione alle vicine 5Terre.

martedì 1 settembre 2015

Regione Liguria: sul rischio alluvioni si risponda nel merito senza insultare!

Secondo l’assessore alla Difesa del Suolo della Regione Liguria,  le richieste di chiarimenti sugli indirizzi operativi in materia di difesa idraulica e idrogeologica richiesti dal gruppo consiliare 5stelle,  dimostrerebbero che questi ultimi continuerebbero: "a vivere nel paese delle meraviglie".


Dobbiamo dire che cambiano i suonatori ma l'arroganza maleducata da vertigine del potere resta? Sembrerebbe di si a leggere le suddette dichiarazioni dell'Assessore. 

lunedì 31 agosto 2015

Da oggi nei porti siamo meno sicuri contro i rischi di incidenti pericolosi

Quatti quatti zitti zitti....il nostro governo con l'avvallo della commissione parlamentare competente ha abrogato la normativa che disciplinava il rischio di incidente industriale per i porti commerciali con presenza di sostanze pericolose.

Lo hanno fatto attraverso il Decreto Legislativo 105/2015 che ha attuato la nuova Direttiva Seveso III: Direttiva 2012/18/UE.

Lo hanno fatto abrogando (ex articolo 33 del DLgs 105/2015) il Decreto ministeriale 16 maggio 2001, n. 293 (QUI) che disciplinava il rapporto di sicurezza che la autorità portuale doveva presentare e aggiornare per valutare in termini cumulativi (rispetto a tutte le attività a rischio nei porti) il rischio industriale.

Il Decreto era uno strumento di garanzia in più per cittadini, peraltro totalmente disinformati su questa normativa...... la lobbie portuale chiedeva da anni l'abrogazione di questo decreto, come dimostra questo vecchio post del 2003 vedi QUI.


Da oggi anche i cittadini spezzini sono meno sicuri!

sabato 29 agosto 2015

Nuovo progetto per il rigassificatore di Panigaglia: perché e come va bloccato!

Nel post precedente (vedi QUI) ho spiegato la situazione del rigassificatore di Panigaglia sotto il profilo del rispetto della normativa sulla prevenzione del rischio industriale ma anche dell’adeguamento alle ultime novità della normativa in materia di AIA. Come spiegavo nel post la questione non è solo di legalità (peraltro decisiva visto che si tratta di legge a tutela della incolumità pubblica di decine di migliaia di cittadini) ma assume un significato ancor più rilevante visto che SNAM GNL Italia ha deciso di avviare il percorso di elaborazione e approvazione di un progetto che mira a far diventare l’impianto di  Porto Venere  uno dei punti di distribuzione di ingenti quantità di GNL (gas naturale liquefatto ) sia per autotrazione che come combustibile per navi container etc.

Di seguito analizzo il contenuto del progetto di SNAM GNL Italia, da quali norme europee nasce, quali sono i rischi ambientali e incidentali, come dovrà svolgersi la procedura di autorizzazione e come provare ad impedire questo ennesimo tentativo di consolidamento di un impianto, il rigassificatore, che non doveva essere collocato in un golfo come quello spezzino per le ragioni di effetto domino e di concentrazione urbanistica e logistica che lo caratterizzano oltre alle ancor più rilevanti ragioni ambientali e di pregio naturalistico.

giovedì 27 agosto 2015

Rigassificatore di Panigaglia: le normative attualmente non rispettate.

L’impianto di rigassificazione di Panigaglia torna di attualità perché, come già apparso sui quotidiani locali, la Snam ha pubblicato un bando (vedi QUI) per uno studio di fattibilità e pre-fattibilità per la fornitura servizi di tipo «Small Scale LNG»presso il Terminale GNL di Panigaglia.

L’impianto di Panigaglia come è noto prevede una serie di lavorazioni complesse consistenti nella rigassificazione, a ciclo continuo, del gas naturale liquefatto (GNL) che arriva all’impianto dalle navi gasiere (vedi QUI) 

Il nuovo progetto va a consolidare la presenza di un impianto che avrebbe già dovuto essere ricollocato da anni e per il quale già la Regione Liguria aveva espresso un chiaro no alla Intesa per il suo ampliamento qualche anno fa. Impianto che come è noto è attualmente in contrasto con tutti gli strumenti di pianificazione vigenti, a cominciare dal Piano paesaggistico, che ne prevedono la dismissione concordata non certo l’ampliamento sia pure nella forma nuova ora prospettata da Snam.

Il nuovo progetto quindi va ad incidere su due aspetti:
1. il primo riguarda l’impianto esistente, il suo livello di adeguamento alla vigente normativa compreso il nuovo decreto legislativo  che recepisce la terza versione della Direttiva europea sulle industrie a rischio di incidente rilevante
2. il secondo riguarda il nuovo progetto legato al circuito dell’uso del gnl

In questo post analizzerò lo stato di conformità dell’attuale impianto di rigassificazione di Panigaglia rispetto alla normativa entrata in vigore in questi ultimi tempi ma anche a quella previgente ed in parte ancora efficace, come vedremo nel seguito di questo post. E' ovvio infatti che il nuovo progetto presuppone un consolidamento della presenza dell'impianto e quindi è fondamentale capire intanto se questo sta o meno rispettando la vigente normativa anche in vista dell'applicazione del nuovo DLgs 105/2015. 

Nel post successivo affronterò, invece,  il tema relativo al nuovo progetto: da quali politiche e norme europee origina, quali sono i parametri normativi per giustificarne la fattibilità sotto il profilo sia tecnico economico, della politica europea dei trasporti, ma soprattutto della sostenibilità ambientale.

domenica 23 agosto 2015

Area ex Pittaluga alle Grazie: l’asfalto non è bonifica ne messa in sicurezza definitiva

Secondo la Autorità Portuale, come dichiarato con un comunicato pubblicato questa mattina, l'area ex Pittaluga alle Grazie è stata messa in sicurezza con l'asfaltatura!


L'AP confonde (volutamente?) la messa in sicurezza con una mera misura di prevenzione nel caso di area individuata da bonificare. Una misura di prevenzione sufficiente a tutelare parzialmente e temporaneamente chi calpesta quell'area ma non certo in via definitiva considerato che l'area ad oggi è ancora da bonificare. Inoltre l'AP, o chi per essa (Arpal), non dice se dopo l'asfaltatura avvenuta lo scorso anno sono stati effettuati monitoraggi delle acque e dell'aria come peralto previsto dalla normativa vigente per gli interventi di messa in sicurezza temporanea come spiego in questo post......

giovedì 20 agosto 2015

Parco delle 5 terre ancora senza Piano e Regolamento: una analisi critica

Come è noto almeno agli addetti ai lavori: il Piano del Parco delle 5terre non è mai stato approvato in via definitiva, era stato adottato con deliberazione della Giunta Regionale n.488 del 22 maggio 2002, ma successivamente è stato revocato con deliberazione della Giunta Regionale n. 1482 del 10.12.2010.


Quindi il Parco delle 5terre non ha mai avuto un Piano del Parco completamente efficace e ancora di più non ha mai avuto un Regolamento del Parco. Solo recentemente con Decreto del Ministero dell'Ambiente 24/2/2015 (vedi QUI) è stato approvato il regolamento di organizzazione ma per la sola area marina, restando fuori quindi tutta la parte terrestre del Parco.

Questa era una delle critiche, sotto il profilo gestionale, che veniva svolta alla Presidenza Bonanini. Sono passati ormai oltre 4 anni dalla fine di questa Presidenza ma del Piano del parco e del Regolamento ancora non vi è traccia come risulta dalla apposita sezione del sito dell’Ente Parco Nazionale 5Terre, vedi QUI.