Rapporto di Alphaliner (QUI) che è una
piattaforma di intelligence online leader per l'industria globale del trasporto
marittimo.
Secondo il Rapporto il GNL (gas naturale liquefatto) è
diventato la soluzione alternativa dominante per le nuove portacontainer
ordinate dagli armatori.
Ma obiettivamente il Rapporto dimostra che i motivi di
tale dominio sono solo economici con la lotta ai mutamenti climatici e
l’inquinamento c’entrano poco o niente.
Peraltro, come dimostro nell’ultima parte del post un
recente studio del Oxford Institute for Energy Studies dimostra come anche la
convenienza economica rischia di ridursi a breve (massimo 8 - 9 anni!) se
continuerà ad essere applicato il Regolamento UE FuelEU Maritime.
D’altronde che il gnl per il trasporto marittimo non sia una soluzione strategica per l’ambiente lo avevano già sottolineato vari autorevoli studi, da ultimo vedi QUI.
A questa strategicità si aggiungono i rischi incidentali
nelle aree portuali determinati dal bunkeraggio e trasporto del gnl. Rischi
rimossi dalla lobby di Assocostieri (logistica energetica) che anche poche
settimane fa ha chiesto ulteriori semplificazioni per i bunkeraggi del gnl e
regole uguali per tutti i porti. Dimenticando le linee guida ministeriali per i
bunkeraggi del gnl anche troppo permissive e rischiose per lavoratori e
residenti nelle aree limitrofe a quelle portuali come ho spiegato QUI.
Ma vediamo cosa afferma in sintesi il Rapporto
Alphaliner..
Il Rapporto Alphaliner evidenzia quanto segue:
1. Le navi dual fuel GNL rappresentano circa il 56% della
capacità complessiva del portafoglio ordini mondiale delle portacontainer.
2. Tra il 2024 e il 2026, il GNL è stato la scelta
prevalente nelle nuove commesse, superando nettamente metanolo e propulsione
convenzionale.
3. Nel 2026 sono stati ordinati circa 2,3 milioni di TEU
di capacità in navi dual fuel GNL, contro circa 2 milioni di TEU nello stesso
periodo del 2025.
Però nonostante questa forte propensione per il gnl i
combustibili tradizionali (diesel) continuano ad avere un ruolo importante
anche nelle nuove portacontainer (un terzo dei nuovi ordini). Questo perché: il
costo di costruzione è inferiore; non richiede serbatoi criogenici o sistemi
speciali; alcuni armatori preferiscono attendere che emerga con chiarezza il
combustibile del futuro prima di impegnarsi su una tecnologia specifica.
Le ragioni del boom del gnl per il trasporto marittimo.
1. Il GNL dispone ormai di una rete di bunkeraggio
relativamente sviluppata nei principali porti mondiali. Molti terminali,
bettoline e impianti di rifornimento sono già operativi;
2. Il GNL fossile è generalmente meno costoso dei
carburanti sintetici;
3. I motori dual-fuel GNL sono oggi una tecnologia
consolidata e installati su centinaia di portacontainer
Il Rapporto Alphaliner riconosce apertamente i rischi ambientali legati
al GNL.
Il Rapporto riconosce che esiste una forte critica
ambientale al GNL per il cosiddetto methane slip, cioè le emissioni di
metano non combusto dai motori. Poiché il metano è un gas serra molto potente,
diversi studi sostengono che i benefici climatici del GNL possono essere
inferiori a quanto inizialmente previsto.
Le problematiche ambientali del gnl nascono dalla evoluzione della normativa.
L'adozione del criterio "well-to-wake"
(dall'estrazione all'utilizzo a bordo) nel regolamento FuelEU Maritime e nel
quadro normativo dell'IMO trasforma le fughe di metano (methane slip) e le
perdite a monte in un costo economico diretto
|
Combustibile |
gCO₂e/MJ
(WtW) |
|
HFO (olio combustibile pesante) |
90-95 |
|
MGO (gasolio marino) |
89-94 |
|
GNL fossile (senza methane slip significativo) |
75-90 |
|
GNL fossile (con methane slip realistico) |
85-105 |
|
Metanolo fossile |
75-95 |
|
Bio-GNL da rifiuti/biometano |
10-35 |
|
Bio-metanolo |
10-40 |
|
E-metanolo (idrogeno verde + CO₂ biogenica o DAC) |
5-20 |
In sostanza se si considera il methane slip sotto il profilo
degli effetti climalteranti (ciclo di vita completo, Well-to-Wake, cioè estrazione
+ produzione del combustibile + trasporto + utilizzo a bordo) il gnl è a
livello addirittura del gasolio marino se non peggio!
Secondo il Rapporto Alphaliner la vera differenza emerge con i
combustibili rinnovabili:
|
Combustibile
rinnovabile |
gCO₂e/MJ |
|
Bio-GNL avanzato |
10-30 |
|
E-GNL |
5-25 |
|
Bio-metanolo |
10-40 |
|
E-metanolo |
5-20 |
Per rispettare gli obiettivi climatici IMO e FuelEU, occorre
scendere molto sotto i livelli dei combustibili fossili. Sia il GNL sia il
metanolo possono arrivarci solo se diventano bio o sintetici.
Significativo uno studio 2024 (QUI) di
sintesi sulle linee guida IMO evidenzia che il GNL fossile migliora le
emissioni sull'intero ciclo di vita soltanto di circa 10-17% rispetto
all'HFO (oliocombustibile pesante), molto meno del miglioramento
osservato allo scarico nave
IL RAPPORTO
OXFORD INSTITUTE FOR ENERGY STUDIES.
Il Rapporto (QUI)
dimostra come l’applicazione progressiva del principio Well-to-Wake ex
regolamento UE FuelEU Maritime cambia la convenienza economica del gnl a
breve termine.
I rischi aumento costi del gnl:
L'adozione del criterio "well-to-wake"
(dall'estrazione all'utilizzo a bordo) nel regolamento FuelEU Maritime e nel
quadro normativo dell'IMO trasforma le fughe di metano (methane slip) e le
perdite a monte in un costo economico diretto. Le analisi contenute nella
Sezione 6 mostrano le implicazioni pratiche di questo nuovo regime di prezzi:
considerando l'intensità di emissioni predefinita dal regolamento FuelEU per i
motori a ciclo Otto, l'esposizione complessiva a sanzioni – sia a livello UE
che globale – potrebbe far lievitare il costo effettivo del GNL di origine
fossile dagli attuali 14 USD/GJ circa a circa 98 USD/GJ entro il 2050. Secondo
le ipotesi centrali del modello, tale traiettoria porterebbe il costo del GNL a
superare quello dell'ammoniaca sintetica (e-ammonia) nel giro di otto-nove
anni. Questo punto di incrocio non è fisso: si anticipa per le navi dotate di
motori a quattro tempi (caratterizzati da elevate fughe di metano) e per quelle
con una significativa esposizione alle normative UE; si posticipa, invece, per
le flotte con motori a due tempi – che costituiscono la maggior parte degli
ordini per nuove costruzioni – e per le imbarcazioni che hanno accesso al
bio-GNL su larga scala.
Flessibilità terminali dal GNL al bio-GNL
Laddove le infrastrutture e i terminali per il GNL siano
stati progettati prevedendo una flessibilità nel tipo di combustibile, il
percorso basato sul metano – che va dal GNL di origine fossile al bio-GNL (biometano liquefatto ottenuto dalla purificazione del
biogas e successiva liquefazione a circa −160 °C, prodotto da rifiuti organici
come scarti agricoli, urbani, letame e fanghi di depurazione.), fino
all'e-metano (metano sintetico prodotto
utilizzando energia elettrica rinnovabile) – offre una strategia
coerente per mantenere l'operatività lungo tutto questo arco temporale, senza
la necessità di una sostituzione integrale della flotta. Nei casi in cui tale
flessibilità non sia stata prevista, il divario tra le stime teoriche e le emissioni
reali di metano (il cosiddetto "methane slip") è sufficiente a
trasformare un progetto di punta per la decarbonizzazione in una fonte di
emissioni più elevate, anziché ridotte.
Conclusioni significative del Rapporto Oxford che demoliscono la strategicità
del gnl ad uso marittimo
Per l'industria e gli investitori, il messaggio è che il
vantaggio offerto dal GNL in termini di conformità normativa va considerato
come un "ponte" che durerà solo pochi anni, e non come una posizione
strutturale duratura. Le decisioni prese oggi in merito alla flotta – tipo di
motore, prestazioni in termini di fughe di metano (*methane slip*),
predisposizione all'uso di combustibili diversi, rotte commerciali –
determineranno, nel 2035, da quale parte di questo vantaggio, ormai in
progressiva erosione, si troverà una determinata nave. Per entrambi i gruppi,
l'elemento di maggior rilievo non è un singolo dato sui costi – che dipende
sempre da ipotesi esplicitate nel documento – bensì la direzione e il ritmo del
cambiamento in atto: il valore del GNL fossile ai fini della conformità
normativa è in costante deprezzamento.
Aggiunge il Rapporto di Oxford che il mantenersi
dell’attuale vantaggio competitivo del gnl quindi dipende dalla politica e
dalle scelte del legislatore se vorrà traghettare velocemente il passaggio da
combustibile climalterante come il gnl a combustibili a zero emissioni oppure
prorogare la vita commerciale di un combustibile fossile oltre il limite in cui
ciò risulti ancora economicamente o ambientalmente giustificabile

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