Il Ministero dell’Ambiente con Decreto dirigenziale dello scorso 8 aprile (QUI) ha deciso di non applicare la più rigoroso Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) al progetto di ammodernamento del rigassificatore di Panigaglia.
Prosegue il consolidamento dell’impianto in un sito che se scelto oggi non passerebbe nessuna istruttoria della normativa sul rischio di incidenti rilevanti (c.d. Seveso III).
Consolidamento di cui il progetto ora
avvallato è solo l’ultimo tassello visti gli altri progetti approvati Vessel
Reloading (QUI) e Truck Loading (QUI). Il tutto frazionamento la valutazione di ognuno
violando i principi di diritto comunitario della VIA e senza un piano di
emergenza portuale complessivo e senza applicare il piano emergenza esterno del
rigassificatore a questi progetti (QUI).
I motivi che hanno portato ad escludere la VIA ordinaria sono
fondamentalmente due:
1. DRAGAGGI
Non ci sarebbe più il dragaggio di nuovi tratti di mare.
Peccato che nel nuovo pontile sono previste palificazioni fino ad oltre 40
metri di profondità. Evidentemente alla Snam hanno inventato nuove tecniche non
invasive per la perforazione del fondo marino. Tanto poi quando si “accorgeranno”
che le nuove navi gasiere pescheranno troppo e ci vorranno ulteriori dragaggi con
un progetto frazionato otterranno quello che vogliono con un semplice screening
ancora senza VIA ordinaria. I dati parlano chiaro e confermano quanto ho appena scritto: il progetto di ammodernamento prevede l'arrivo di navi gasiere da 145.000 mc che hanno un pescaggio fino a 18 metri. Lo Studio Preliminare Ambientale (QUI) presentato da GNL Italia a pagina 23 prevede che: "Per realizzare la zona di manovra ed il corridoio di accesso al pontile occorrente al previsto utilizzo di navi con capacità di 145.000 m3 è necessario aumentare la profondità dei fondali dagli attuali 10,00 m a circa 14,00 m." Il dato dei 145.000 mc è stato oggi (10 aprile 2026) confermato da testata specialistica vedi QUI.
Si aggiunge che il Parere (QUI) della Commissione VIA del Ministero dell'Ambiente afferma genericamente a pagina 6: "Una modifica sostanziale introdotta nel progetto ottimizzato è l’eliminazione dei dragaggi previsti nel progetto autorizzato, grazie alla scelta di utilizzare navi metaniere compatibili con la batimetria attuale. Ciò riduce tempi, impatti ambientali e pressione sull’ecosistema marino". Mi pare poco praticamente si fidano solo di quello che dichiara GNL Italia senza una verifica di merito e tecnica sulla tipologia di navi in grado di garantire l'aumento delle dimensioni delle stesse per il gnl che arriverà all'impianto che ha costituito fin dall'inizio il vero motivo di questo progetto di ammodernamento compreso l'ampliamento del pontile di accesso delle gasiere. A conferma della ambiguità di fondo come sopra esposta si veda le integrazioni allo Studio Preliminare Ambientale a pagina 19 dove GNL Italia afferma: "L’adeguamento del pontile dovrà consentire la manovrabilità in entrata e in uscita delle navi dalla capacità di 145.000 m3 di GNL con le condizioni ambientali meteo del sito e la definizione dei tempi necessari per le manovre."
2. INTERFERENZE CON AREE NATURALI PROTETTE
Non ci sarebbero interferenze con l’area naturale protetta ZSC Portovenere-Riomaggiore-San Benedetto (IT1345005). Peccato che proprio lo studio di incidenza di GNL Italia dimostri il contrario basta vedere la mappa che riproduco di seguito
Insomma, si conferma che avevo avuto lo sguardo lungo quando il 12 marzo 2025 in un post (QUI) avevo chiarito come le integrazioni chieste dal Ministero Ambiente sul progetto di ammodernamento del rigassificatore erano state create proprio per consentire a GNL Italia di aggirare la procedura di VIA ordinaria.
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