mercoledì 2 maggio 2012

Promemoria elettorale: i dati socio economici di Spezia


Visto che siamo a pochi giorni dal voto, voglio ricordare, soprattutto ai candidati a sindaco, i dati reali, aggiornati, dell’economia spezzina, basati sui elaborazioni ISTAT, Bank Italia e rapporti del Sole 24ore e Italia Oggi e rapportati con gli altri capoluoghi di provincia italiani.

Riporterò i dati così come emergono dalla pubblicazioni ufficiali perché credo si commentino da soli. 





SIAMO UNA CITTà CON COSTI ELEVATI PER I CITTADINI
1. la ricchezza prodotta procapite ( il c.d. prodotto interno lordo) vede la provincia di Spezia agli ultimi posti esattamente all’89° su 105 totali
2. Siamo solo al 74° posto per il livello dei redditi imponibili dichiarati ai fini addizionale Irpef. Siamo scesi di 4 posti negli ultimi 5 anni.
3. siamo una città cara per il costo delle case  2350 euro il che ci piazza al 72° posto nella classifica dei capoluoghi di provincia;
4. siamo una città che consuma meno in termini di spese ordinarie per la famiglia al 64° posto con 729 euro per famiglia in media (l’anno scorso spendevamo 770 quindi i consumi si sono ulteriormente ridotti pur restando sostanzialmente invariata la posizione in classifica dal 66° al 64° posto).
5. siamo al 10° posto assoluto come indice del costo della vita.
6. a questo aggiungiamo una tendenza negativa a peggiorare la classifica di Spezia nel rischio evasione fiscale: abbiamo perso nel 2011 ben 19 posti in classifica scendendo lentamente verso tassi di evasione da sud Italia (fonte studio Unione Camere del Veneto)


OCCUPAZIONE  E  IMPRESA
1. Siamo al 59° posto assoluto e praticamente agli ultimi posti di tutte le città del nord e del centro nord: qui il dato reale è nettamente peggiorato rispetto all’anno scorso, si passa dal 73% al 69% di percentuale di occupati!
2. Per l‘occupazione femminile siamo al 72° posto confermando il dato dello scorso anno con poco più del 30% di occupate.
3. Per la predisposizione ad investire siamo solo al 62° posto e siamo al 76° posto per spirito di impresa cioè per numero di imprese ogni 1000 abitanti.
4. Dal 2005 al 2010 le imprese del commercio a Spezia sono calate di 400 unità da 5.344 a 4.946 con un trend negativo del 7,4% mentre il comparto del terziario (tutto) in Liguria pur arrancando è riuscito a strappare un incremento del 2% con Spezia che invece è andata sotto dello 0,3. In calo anche gli occupati: 13% in meno in dieci anni.

Questi dati  economici sono alla base del tonfo più significativo in classifica, quello della posizione nel settore affari lavoro: siamo passati dal 48° al 71° posto!


RIDUZIONE SOSTENIBILITà DEL PARCO IMPRESE: PREVALE IL MATTONE
Tra giugno 2010 e aprile 2011, la crescita dei finanziamenti alle imprese liguri con meno di 20 addetti è stata del 4% e ha riguardato circa 4.200 imprese (il 21,7% del totale). In Italia, il macrosettore che assorbe maggiori finanziamenti è quello dei servizi, che, al contrario, in Liguria registra un calo del 4,4% nell’accesso al credito. La Liguria, con un +19,3%, è la prima regione in Italia per la crescita dei finanziamenti nel settore delle costruzioni, tra giugno 2010 e aprile 2011. Secondo dati della Confartigianato ligure la Liguria è la terza regione (dopo Basilicata e Lombardia) dove il divario di trattamento tra Mpi (medie imprese) e Pmi (piccole sotto i 20 dipendenti) è maggiore: 2,96 punti. La Liguria è tra le regioni in cui maggiore è stato l’aumento dei tassi di interesse a breve termine, tra dicembre 2009 e marzo 2011. Il picco nel settore manifatturiero che registra un + 0,54%. In leggero aumento anche nel settore dei servizi (+0,20%). Tassi in calo, invece, per le imprese edili liguri (-0,13%).
Non a caso secondo gli ultimi dati della Camera di Commercio spezzina le uniche aziende che hanno permesso di mantenere in equilibrio con il 2010 il numero di imprese operanti nel nostro territorio, sono quelle edili  con 84 imprese in più rispetto al 2010, ed aumentano anche le società immobiliari (+2,7%).
Calano in particolare le aziende turistiche: -1% contro il trend positivo del resto della Liguria (+ 0,7%)  e nazionale (+2,2%).
Il dato dell’immobiliare, appare prevalentemente speculativo e non fa ben sperare per il futuro visto che abbiamo il più basso numero di transazione immobiliari sia su scala comunale che provinciale rispetto al resto della Liguria, nonché con le quotazioni medie minori (dati ufficio statiche immobiliari Agenzia del Territorio).


DISAGIO SOCIALE E PROSPETTIVE DI FUTURO
1. bassissimo indice di natalità : siamo al 100° posto, e anche qui siamo peggiorati rispetto all’anno scorso 7,21 contro il dato precedente di 7,6 di percentuale di nascite ogni mille abitanti.
2. alto indice di divorzi per 1000 abitanti siamo al 99°posto 
3. bassa percentuale di giovani sul totale della popolazione siamo al 15° posto quindi tra le città con l’indice più basso in Italia; ne siamo messi meglio come percentuale di giovani laureati ogni 1000 giovani siamo solo 58° con un indice  di 58,40 laureati ogni 1000 abitanti lontanissima dalla prima in classifica con 93,52.
E infatti l’indicatore medio di questi dati, diciamo demografici e sociali, conferma la tendenziale crisi di futuro: siamo complessivamente al 79° posto su 107 Province.


ORDINE PUBBLICO
1. sull’ordine pubblico dove siamo solo all’88° posto con una ulteriore discesa rispetto allo scorso anno. Qui la pessima classifica è dettata soprattutto da una forte presenza con i fenomeni estorsivi (76° posto a livello di aree ad alta criminalità organizzata) che dimostrano un disagio economico soprattutto della piccola imprenditoria: commercianti, artigiani, ma anche fenomeni legati alla presenza della malavita organizzata. 
2. Problema  microcriminalità e  truffe informatiche che traccia un quadro inquietante sul futuro del nostro territorio con un tendenza al peggioramento come dimostra l’indicatore sull’aumento del trend dei delitti in generale dal 2006 ad oggi: siamo al 95° posto.


EFFICIENZA FINANZIARIA DEL COMUNE DI SPEZIA
Anche senza andare  a cercare la questione Acam che come dire parla da sola, sulla base di un recente ( uscito all’inizio dello scorso autunno 2011) studio dell’IFEL (Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Anci) non è piazzata nei primi posti per tutti le voci importanti:
1. autonomia finanziaria (peso entrata proprie sul totale)
2. equilibrio di parte corrente (tra entrate e spese)
3. tasso di copertura dei servizi a domanda individuale
4. capacità di riscossione delle entrate correnti


QUADRO REGIONALE DELLA LIGURIA
A peggiorare il quadro c'è il dato che siamo una città  all'interno una Regione ferma con tendenze economiche da sud Italia, come ho avuto modo di spiegare qui, sulla base dei dati di Banca Italia 2011 (vedi qui). 


CONCLUSIONI
I dati sopra riportati sono sicuramente il frutto anche di trend nazionali, ma resta il fatto che le amministrazioni locali spezzine, compresa quella di Federici, non solo non hanno fatto granchè per contribuire a migliorare la situazione ma anzi hanno peggiorato la situazione in molti comparti con le scelte di questi anni  basti pensare al commercio e al turismo.
Ma la cosa più grave è che non si vede alcun ripensamento neppure a livello metodologico per le scelte della prossima legislatura.  Due esempi:
1. La nascita dell’ipercoop Le Terrazze non si è accompagnata ad alcuna seria riflessione su come tutelare il commercio del centro città che non può essere lasciato solo alla iniziativa spontanea dei singoli operatori che poco possono fare di fronte a potenze economiche come la lega coop. Si veda quanto analizzato qui, ma anche quiin entrambi questi post ho avuto modo di analizzare quali dovrebbero essere le politiche da attivare per contemperare i grandi centri commerciali e outlet con il commercio al dettaglio dei centri cittadini.
2. Sul porto commerciale dove la discussione è ancora fondata sul dato del numero dei containers movimentati senza alcuna riflessione generale sulla evoluzione del rapporto tra porti commerciali di grandi dimensioni e resto del territorio, vedi qui.
3. sul nuovo waterfront e la stazione crocieristica dove manca una analisi anche socio economica sulle reali esigenze per lo sviluppo della economica spezzina e sugli impatti che una nuova stazione crocieristica potrà produrre al nostro territorio e  soprattutto al centro urbano. Vedi qui per un approfondimento.  









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