giovedì 12 aprile 2012

Le Terrazze: le querele annunciate contro i fatti rimossi!

I rappresentanti di Le Terrazze Shopping e Coop Liguria con un comunicato intimidatorio (vedi qui) minacciano querele contro chi critica la bonifica dell’area ex IP.

IL COMUNICATO DI TERRAZZE SHOPPING E COOP LIGURIA
Le tesi del comunicato di Le Terrazze Shopping sono:
1. non esistono rischi per la salute dei frequentatori e dei lavoratori del centro commerciale perché la bonifica della zona è stata corretta e completa;
2. la bonifica dell’area del centro commerciale è stata realizzata in conformità della legge;
3. la certificazione della avvenuta bonifica (rilasciata dalla Provincia ndr) non impone o suggerisce alcuna limitazione, temporale o di altro genere, alla permanenza di persone nel centro commerciale e nelle relative infrastrutture.

E’ vero quello che affermano i rappresentanti del centro commerciale? NO e vi riassumo perché….



ECCO COME STANNO LE COSE SULLA BONIFICA DELL’AREA EX IP

Su tutti questi punti ho scritto molti post sia nel mio attuale blog vedi qui, che, nel passato sul blog speziapolis (vedi qui), rimando quindi per un approfondimento ai quei post.

Chiunque sia dotato di buona fede ed obiettività leggendo tutta la massa di argomentazioni prodotte in questi anni sul tema della bonifica dell’area ex IP, non solo dal sottoscritto ma anche dal Comitato Salamandra e dal suo consulente dott. Busà, nonché gli atti ufficiali (peraltro non facili da reperire), potrà dedurre che la situazione è stata ed è la seguente:

1. La bonifica non è stata fatta a regolare d’arte si è scelta la strada più facile e meno costosa per la società (usando discrezionalmente e discutibilmente la legge vigente). Un esempio solo ma emblematico: dal verbale della conferenza dei servizi relativa alla variante del progetto di bonifica del 28/7/2008 risulta che, la ditta che ha gestito la bonifica, rifiutò tecniche meno invasive per la popolazione perché avrebbero comportato: “tempi lunghi” (pagina 4 verbale della Conferenza dei Servizi del 19/5/2008), decidendo così di mantenere “più fronti scavo aperti”. Il tutto contro i consigli degli stessi consulenti del Comune come vedremo nella parte finale di questo post.

2. la bonifica non è stata fatta nel rispetto della legge neppure in relazione al centro commerciale. Un solo esempio che da solo dice tutto, legge regionale 18/1999 comma 1 articolo 56 :”il Comune può, previa certificazione di avvenuta bonifica dei singoli lotti da parte della Provincia, e in assenza di interazione tra gli stessi rilasciare la concessione edilizia ed il certificato di agibilità e di abitabilità relativo alle opere nei singoli lotti." . La concessione edilizia rilasciata al centro commerciale era ed è chiaramente illegittima perché rilasciata prima della certificazione della avvenuta bonifica dell’area interessata.

3. riguardo alla durata della sosta per le persone nell’area ex IP, i rappresentanti del centro commerciale fanno affermazioni false. Nessuno ha mai scritto, tanto meno il sottoscritto, che la certificazione della bonifica dell’area interessata da Le Terrazze contenga limiti temporali alla permanenza di persone dentro il centro commerciale. E’ il Comune di Spezia che con la sua determina (vedi qui) ha previsto il via libera della realizzazione di aree verdi (sub distretti 2 e 4) con la possibilità di realizzare strutture funzionalmente connesse dove le persone non possono stare oltre le 8 ore giorno! La determina aggiunge che per poter arrivare a permettere la permanenza ad uso residenziale (24 ore) occorrerà una nuova analisi di rischio! In altri termini in quelle aree fino ad ora il rischio di inquinamento valutato non permette soste oltre le 8 ore per le persone!
Infine, sempre secondo la determina del Comune, eventuali terreni nuovi di scavo finalizzati a realizzare strutture residenziali diverse dalla aree verdi dovranno essere nuovamente analizzati.



CONCLUSIONI
Da quanto sopra descritto non si evince un automatico rischio per la salute di chi frequenta il centro commerciale ma si evince oggettivamente che:
1. la costruzione del centro è stata avviata con atti illegittimi
2. la bonifica, anche dell’area dove è stato realizzato il centro commerciale (sub distretto 3) poteva essere svolta con tecniche meno impattanti per i cittadini residenti e ciò non è stato fatto perché avrebbe creato “tempi lunghi”.
3. le aree intorno al centro commerciale risultano ancora non bonificate almeno al livello necessario per una sosta delle persone nelle 24 ore: unico ambito temporale che garantisca una assoluta certezza di sicurezza per la salute delle persone.



ALCUNE DOMANDE AI SIGNORI DI TERRAZZE SHOPPING
A questo punto vorrei fare due domande ai signori di Terrazze Shopping:
La prima perché hanno deciso di aprire comunque un centro commerciale a fianco di un’area ancora non completamente bonificata? Tanto che pochi mesi fa il Comune ha dovuto approvare l’ennesima variante al progetto di bonifica iniziale dell’area ex IP.
La seconda perché non accettano di far svolgere una perizia da soggetti indipendenti nominati con accordo tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale e con la partecipazione di rappresentanti dei cittadini, comitati e associazioni che hanno seguito la vicenda in questi anni. Se le cose stanno come affermano i rappresentanti di Terrazze Shopping non dovrebbero avere alcun problema ad accettare questa proposta.


P.S. LE QUERELE ANNUNCIATE… CONTRO I DANNI RIMOSSI AI CITTADINI
I rappresentanti di Terrazze Shopping e della Coop Liguria si ritengono danneggiati dalle informazioni e dalle critiche sopra esposte e minacciano querele? Intanto sulla questione delle 8 ore dovrebbero querelare il Comune di Spezia non certo il sottoscritto o altri che hanno semplicemente manifestato la richiesta di chiarimenti.  
Quanto ai danneggiamenti…… dei danni ai cittadini (migliaia) per le puzze intollerabili che per anni hanno ammorbato l’aria di interi quartieri, nessuno parla, eppure quei danni potevano essere evitati in gran parte come affermato dallo stesso consulente del Comune che il 23/9/2007 (dopo oltre 3 anni di puzze intollerabili) scriveva a pagina 7 della sua relazione: ”.....occorre porre fine ai trattamenti di landfarming che sono al presente condotti senza alcun controllo delle emissioni di odori e di polveri"

Chi ha autorizzato questa tecnica di bonifica, considerata inadatta dagli stessi consulenti del Comune?
Chi doveva impedire fin dall’inizio la emissione di odori e polveri?
Perché le puzze sono continuate anche dopo e anche recentemente ? vedi qui e qui (pagina 42)
Alle prime due domande è facile rispondere il Comune, la Provincia, la Regione, l'Arpal. Quanto alle puzze, anche se queste non contenessero inquinanti specifici (tutto da dimostrare peraltro come ho spiegato qui),  sono di per se dannose per la salute dei cittadini. Ma evidentemente l'Arpal di Spezia non ha letto quello che scrivono i "cugini" dell'Arpat (Toscana vedi qui) con riferimento all'inquinamento persistente da odori:  la percezione del disagio è esclusivamente di natura personale e può anche diventare una componente di sofferenza psicologica. Una possibile riflessione generale, potrebbe portare a pensare che una prolungata esposizione ad un disturbo, può provocare una sensibilizzazione nella popolazione esposta, generando anche importanti stati d'ansia, che a lungo andare, scalzano il problema stesso, diventando la principale fonte di disturbo. Il tempestivo intervento è quindi da auspicare per contenere questa possibile risposta ansiogena, limitando la deriva e contendo così il problema all'origine.”



ALLORA CHI DEVE QUERELARE , CHI DEVE ESSERE QUERELATO E  PERCHÉ? 

E SOPRATTUTTO... 

PERCHÉ I CITTADINI DEVONO SEMPRE SUBIRE I DISAGI ANCHE QUANDO POSSONO ESSERE EVITATI CON SOLO UN MINIMO DI RISPETTO PER LA VITA DI TUTTI.  

PERCHÉ IN QUESTA CITTÀ SI SENTONO SEMPRE DANNEGGIATI E OFFESI SOLO  QUELLI CHE HANNO POTERE E DENARO (Enel, operatori portuali, gestori di cave e ora gestori di centri commerciali)? 




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