SEZIONI DI APPROFONDIMENTO E DOCUMENTAZIONE

martedì 31 gennaio 2023

Piani controllo fauna selvatica in mano alla politica e ai cacciatori!

La legge 197/2022 (bilancio previsione 2023 e pluriennale 2023-.2025 - QUI) modifica la legge quadro sulla caccia relativamente ai piani di controllo e abbattimento della fauna selvatica a rischio danni ambientali economici e sociali.

Modifiche che hanno un obiettivo preciso rimuovere il ruolo tecnico scientifico dell’Istituto Nazionale per la fauna selvatica ridotto a mero ente consultivo e lasciare in mano alle Regioni e ai cacciatori la gestione dei piani di abbattimento della fauna selvatica, arrivando alla follia di prevedere di abbattere la fauna in aree urbane!

Ma vediamo nel merito cosa prevedono queste modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2023. 

lunedì 30 gennaio 2023

Impianti di interesse strategico nazionale contro l’ambiente e la Costituzione

L’articolo 5 del Decreto Legge n° 2 del 5 gennaio 2023 (QUI) modifica il Decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (QUI), recante disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.

Relativamente a stabilimenti industriali dichiarati di interesse strategico nazionale secondo la legge 231/2012 (QUI) la cui gestione ha realizzato reati anche ambientali da comportare una sanzione di interdizione della attività, si permette la continuazione dell’attività affidata ad un commissario nominato come amministratore straordinario.  Il giudice detta le prescrizioni necessarie alla continuazione della attività tenendo conto dei provvedimenti autorizzativi delle autorità competenti rilasciati in precedenza. "Tenere conto" come si sa ha la valenza giuridica che in cucina ha una padellata di aria fritta!

Insomma il famoso bilanciamento tra interessi di impresa e tutela di ambiente e salute qui va a farsi benedire in contrasto, come vedremo nel post integrale che segue questa breve introduzione, con la stessa giurisprudenza costituzionale ma anche con l’ultima versione dell’articolo 41 della Costituzione (in realtà anche con la precedente) che chiaramente afferma come l’iniziativa economica privata (ma anche pubblica ovviamente) non possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. In questo articolo non si parla di bilanciamento tra economia e ambiente ma che comunque qualsiasi attività economica non può recare danno a salute e ambiente.

Infine la nuova normativa introduce due ulteriori novità sotto il profilo processuale penale:

1. Se chi continua a gestire l’attività di interesse strategico nazionale sulla base delle prescrizioni del giudice non risponderà comunque degli eventuali illeciti anche ambientali commessi in questa attività se si è limitato a rispettare le prescrizioni del giudice

2. Qualsiasi contenzioso contro le decisioni del giudice e/o del gestore saranno di competenza del tribunale di Roma violando così il principio costituzionale secondo cui “nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge “(articolo 25 Costituzione)

sabato 28 gennaio 2023

L'emergenza Ucraina sdogana il CSS in deroga alle norme ambientali della UE

L’articolo 4-bis della legge 6/2023  (QUI) modifica l’articolo 5-bis della legge 28/2022 relativo a disposizioni per l'adozione di misure preventive necessarie alla sicurezza del sistema nazionale del gas naturale.  

Il comma aggiunto prevede che al fine di fronteggiare l'eccezionale instabilità del sistema nazionale del gas naturale derivante dalla guerra in Ucraina e di consentire il riempimento degli stoccaggi di gas per l'anno termico 2022-2023, nonché di massimizzare l'impiego di impianti alimentati con combustibili diversi dal gas naturale, esclusivamente fino al 31 marzo 2024, la sostituzione del gas naturale con combustibili alternativi, compreso il combustibile solido secondario (di seguito CSS).

Siamo di fronte all’ennesima semplificazione in deroga alle norme ambientale nell’uso di combustibili inquinanti come appunto il CSS, semplificazioni e deroghe che per il CSS sono in atto da tempo vedi QUI. Nella nuova norma introdotta dal Decreto Legge 6/2023 si prevede, come vedremo nel seguito del post, tra l’altro perfino il silenzio assenso per la Valutazione di Impatto Ambientale e per l’Autorizzazione Integrata Ambientale relativamente all’avvio dell’utilizzo dei combustibili alternativi compreso il CSS.

Così l’uso semplificato del CSS nella norma del 2021 (QUI) era giustificato dalla attuazione del PNRR ora con il nuovo decreto legge 6/2023 la giustificazione diventa la guerra in Ucraina, alla fine l’emergenza diventerà ordinaria e riusciranno a usare il CSS ovunque senza norme ambientali appropriate nonostante la giurisprudenza abbia cominciato a mettere dei paletti come spiego nel post che segue questa introduzione.

venerdì 27 gennaio 2023

Sanatorie opera abusive in aree vincolate: no a deroghe regionali

La Corte Costituzionale con sentenza n° 252 del 19 dicembre 2022 (QUI) ha dichiarato la incostituzionale di una norma regionale per la quale il legislatore regionale intendeva fornire l'interpretazione autentica dell'art. 24 della legge reg. Siciliana n. 15 del 2004, che ha recepito in Sicilia il terzo condono edilizio, previsto dall'art. 32 del d.l. n. 269 del 2003 convertito nella legge 326/2003 (QUI). 

In forza della disposizione regionale impugnata, la menzionata norma di recepimento deve essere interpretata nel senso che è ammissibile la sanatoria delle opere abusive «realizzate nelle aree soggette a vincoli che non comportino inedificabilità assoluta».

giovedì 26 gennaio 2023

Antenne Telefonia autorizzazioni e norme urbanistiche: analisi della giurisprudenza

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 10228 del 21 novembre 2022 (QUI) ha deciso l’appello contro una sentenza del TAR che accoglieva la richiesta di annullamento del provvedimento con il quale il Responsabile Area Urbanistica Edilizia Privata Attività Produttive di un Comune aveva annullato, in autotutela, il titolo formatosi per silentium sull’istanza presentata da una società di gestione dei servizi di telefonia mobile ai sensi dell’art. 87 del d.lgs. 259/03 Codice Comunicazione Elettroniche di seguito Codice (ora vedi nuova versione del Codice articolo 44 QUI) per realizzare un impianto tecnologico di telefonia mobile.

Oltre alla tematica del silenzio assenso (analizzata QUI) la sentenza affronta anche la tematica del rapporto tra installazione di antenne di telefonia mobile e norme urbanistiche e vincoli ambientali alla localizzazione delle stesse. Di seguito una analisi della sentenza sopra citata ma anche della giurisprudenza in generale sul rapporto tra autorizzazione antenne e disciplina edilizia ed urbanistica...

mercoledì 25 gennaio 2023

Quali criteri regionali per escludere la localizzazione di impianti eolici

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 9038 del 24 ottobre 2022 (QUI) ha giudicato la illegittimità della delibera regionale avente ad oggetto “Criteri per la individuazione delle aree non idonee all'installazione di impianti eolici con potenza superiore a 20 kw”.

Viene contestata di questa delibera regionale la parte in cui, eccedendo dai limiti stabiliti dal legislatore statale (Vedi Decreto del 10/9/2010 QUI), avrebbe prescritto che la costruzione di nuovi aerogeneratori debba essere esclusa in tutti i comuni con una densità di impianti pari o superiore a 0,4 MW per chilometro quadrato imponendo un vincolo ulteriore non consentito dalla legge nazionale da applicarsi in via generale su tutto il territorio regionale, in violazione dei principi fondamentali della legislazione statale e comunitaria di riferimento come interpretati dalla Corte costituzionale in particolare con la sentenza n. 13 del 30 gennaio 2014 (QUI).

Inoltre, la deliberazione suindicata violerebbe anche i principi in materia di concorrenza tutelati ex artt. 3, 97 e 117 della Costituzione poiché incide negativamente sugli obiettivi di produzione di energia da fonte rinnovabile previsti dall’articolo 13 della direttiva CE 2009/28/CE del 23 aprile 2009 (QUI).

 

lunedì 23 gennaio 2023

Impianti rifiuti distanti da zone abitate: è un obbligo!

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 8441 del 20 dicembre 2021 (QUI) ha statuito sulla necessità o meno di rispettare il criterio del Piano Regionale gestione rifiuti che stabilisce: gli impianti che trattano rifiuti pericolosi debbono essere ubicati a non meno di 500 metri dagli “insediamenti abitativi”, non rilevando invece, a tal fine, le mere “case sparse”.

Sul tema vedi in precedenza anche QUI.

Varianti urbanistiche e industrie insalubri i poteri del Consiglio Comunale

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 2941 del 12 aprile 2021 (QUI) è intervenuto per decide la legittimità di una variante al piano urbanistico comunale bocciata dal Consiglio Comunale perché permetteva di insediare sul territorio di competenza: una industria insalubre di prima classe.

 

sabato 21 gennaio 2023

Ammodernamento impianti telefonia mobile esistenti i poteri del Comune

Il Consiglio di Stato (sentenza n° 236 del 9/1/2023 QUI) è intervenuto su appello di un Comune contro una sentenza del TAR che aveva riconosciuto il diritto di un gestore di telefonia mobile di realizzare un intervento di adeguamento tecnologico mediante installazione di moduli precablati all’interno del cabinet già esistente, aggiunta di carpenteria metallica e nuove antenne, al fine di ammodernare il sistema UMTS 2100 MHz della stazione radio base esistente.

La motivazione di fondo del rigetto dell’appello riguarda il tipo di procedura molto agevolata per questi adeguamenti di impianti di telefonia mobile esistenti.

 

venerdì 20 gennaio 2023

Danno da discarica quando è risarcibile: una sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato con sentenza n°10075 del 16 novembre 2022 (QUI) ha statuito sulla richiesta di risarcimento avanzata dai ricorrenti appellanti per pretesi danni da loro subiti in conseguenza dell’attività di raccolta e smaltimento rifiuti svolta presso una discarica a partire dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso.

La sentenza chiarisce due aspetti rilevanti:

Il primo quando una azione di questo tipo si prescrive.

Il secondo quando la presenza di una attività potenzialmente inquinante come una discarica possa avere prodotto un danno frutto di una illecita gestione della discarica. 

giovedì 19 gennaio 2023

Rendicontazione societaria di sostenibilità e informativa sui rischi ambientali e climatici

La Direttiva (UE) 2022/2464 (QUI)del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 dicembre 2022 modifica la Direttiva 2013/34/UE (QUI) sui bilanci di imprese.

La Direttiva 2022/2464 introduce un nuovo articolo 19-bis alla vecchia Direttiva del 2013, Nel nuovo articolo si prevede che le imprese di grandi dimensioni e le piccole e medie imprese, ad eccezione delle microimprese includono nella relazione sulla gestione informazioni necessarie alla comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità, nonché informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione.

Invece il Regolamento UE 2022/2453 (QUI) del 30 novembre 2022 introduce al Regolamento 2021/637 l’obbligo di una serie di informazioni sui rischi ambientali e climatici come elencate negli allegati a detto nuovo Regolamento

Vediamo più in particolare queste due novità della normativa UE.

CSS nessun automatismo ex lege per evitare la modifica sostanziale dell’AIA

Come ho già spiegato in questo blog (QUI) il Combustibile Solido Secondario (di seguito CSS-Combustibile) può essere utilizzato in varie tipologie di impianti soggetti ad operazioni di recupero energetico rifiuti senza bisogno di essere assoggettato alla più complessa procedura di modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), una procedura che richiede sostanzialmente l’avvio di una nuova procedura di AIA. Unica condizione per evitare la procedura di modifica sostanziale è che l’utilizzo del CSS non comporti un incremento della capacità produttiva autorizzata, nel rispetto dei limiti di emissione per coincenerimento dei rifiuti.

Ora il TAR Lazio con sentenza n° 12232/2022 (QUI, non appellata) ha chiarito che comunque la valutazione delle condizioni per ottenere l’applicazione della procedura semplificata al posto della modifica sostanziale, resta nella piena discrezionalità della Autorità Competente al rilascio della autorizzazione

 

mercoledì 18 gennaio 2023

Antenne come funziona il silenzio assenso secondo il Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 10228 del 21 novembre 2022 (QUI) ha deciso l’appello contro una sentenza del TAR che accoglieva la richiesta di annullamento del provvedimento con il quale il Responsabile Area Urbanistica Edilizia Privata Attività Produttive di un Comune aveva annullato, in autotutela, il titolo formatosi per silentium sull’istanza presentata da una società di gestione dei servizi di telefonia mobile ai sensi dell’art. 87 del d.lgs. 259/03 (ora vedi articolo 44 QUI) per realizzare un impianto tecnologico di telefonia mobile.

La Sentenza affronta oltre alla problematica del ruolo del silenzio nei procedimenti relativi ad impianti di telefonia mobile anche la ulteriore problematica relativi ai motivi di rilevanza pubblica che possono giustificare l’annullamento del silenzio assenso alla realizzazione di una antenna di telefonia mobile;

martedì 17 gennaio 2023

Zona logistica semplificata a Spezia: i rischi per l’ambiente e i territori

Tutti i partiti locali spezzini sono intenzionati a sostenere la realizzazione di una Zona Logistica Semplificata (di seguito ZLS) per il porto di Spezia. 

Obiettivo che fino a poco tempo fa era vietato dalla legge nazionale che impediva due ZLS nella stessa Regione. Ma successivamente l’articolo 48-quater della legge 120/2020 ha previsto che qualora in una Regione ricadano più Autorità di sistema portuale di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84 (QUI) e nell'ambito di una delle dette Autorità rientrino scali siti in regioni differenti, la Regione é autorizzata ad istituire una seconda ZLS, il cui ambito ricomprenda, tra le altre, le zone portuali e retroportuali relative all'Autorità di sistema portuale che abbia scali in regioni differenti. Ovviamente si parla anche dell'area ex centrale a carbone dell'Enel e non a caso Enel ha costituito una società di logistica container!

Ma cosa si intendono per agevolazioni e semplificazioni relativamente agli interventi ed opere realizzabili in queste ZLS?

 

lunedì 16 gennaio 2023

Regime efficacia Piani rifiuti portuali previgenti

Il Ministero della Transizione Ecologica (ora Ambiente e Sicurezza Energetica) ha risposto a due quesiti in un Interpello (Testo completo QUI):

 

domenica 15 gennaio 2023

I piani antenne unica garanzia per Ambiente e Salute Pubblica: una sentenza

Il Consiglio di Stato con sentenza n° 10318 del 23 novembre 2022 (QUI) ha respinto l’appello di un gestore di telefonia mobile contro la sentenza di primo grado che aveva confermato la legittimità del diniego del Comune di localizzazione di una antenna in quanto in contrasto con i criteri “preferenziali” di siti indicati dal Piano Comunale Antenne.

La sentenza è particolarmente rilevante perché conferma quanto da tempo scrivo su questo blog sulla importanza di Piani antenne elaborati correttamente sotto il profilo tecnico come strumento principale per permettere ai Comuni di controllare il proliferare di questi impianti sul loro territorio.

Su questo tema avevo già trattato QUI e più recentemente QUI quindi ora mi limito a riportare quanto affermato dal Consiglio di Stato in questa nuova sentenza, non tanto con riferimento al caso in essa trattato, ma proprio al contenuto che il piano antenne deve avere per superare i rischi di contestazione sulla sua legittimità da parte dei gestori e allo stesso tempo a come un Comune debba gestire i rapporti con i gestori una volta che ha a disposizione un Piano adeguato.

sabato 14 gennaio 2023

Quale risarcimento danno ai singoli cittadini per violazioni delle norme UE su qualità dell’aria

La Corte di Giustizia con sentenza del 22 dicembre 2022 causa C‑61/21 (QUI) ha
esaminato le due questioni pregiudiziali sollevate dalla Cour administrative d’appel de Versailles (Corte d’appello amministrativa di Versailles, Francia).

Il rinvio alla Corte di Giustizia da parte dell’organo giudiziario nazionale nasce dal ricorrente nel procedimento principale che
 chiedeva il risarcimento dei danni che gli sarebbero stati causati da superamenti dei valori limite di concentrazione in NO2 e in PM10 fissati all’allegato XI della direttiva 2008/50, che hanno arrecato pregiudizio al suo stato di salute a partire dal 2003.

La Corte nella sentenza analizza gli obblighi degli Stati membri che emergono dalle diverse Direttive succedutesi nel tempo in materia di qualità dell’aria per concludere sulla non risarcibilità del danno a livello individuale ma senza escludere ulteriori iniziative a livello di giustizia nazionale.

Restano invece attivabili da parte dei singoli cittadini azioni per obbligare gli stati membri ad adempiere a quanto previsto dalle Norme Comunitarie e di conseguenza nazionali in questa materia in caso di superamento dei limiti dei singoli inquinanti: piani di risanamento della qualità dell’aria, obbligo di migliorare la qualità dell’aria in tempi brevi.

venerdì 13 gennaio 2023

Industrie Insalubri il Sindaco se vuole può discostarsi dal parere ASL se insufficiente

Il Consiglio di Stato con sentenza n. 10681 del 6 dicembre 2022 (QUI) ha dichiarato la illegittimità di una ordinanza sindacale che vietava il proseguimento della attività di una industria classificata insalubre(lavorazione marmi) in quanto non adeguatamente motivata sotto il profilo del rischio sanitario prodotta dalla stessa.

La sentenza è interessante, al di la del caso specifico, perché conferma un indirizzo presente anche in altra giurisprudenza amministrativa sul rapporto tra atti del Sindaco come massima Autorità Sanitaria sul territorio comunale ai sensi degli articoli 216 e 217 del Testo Unico Leggi Sanitarie -TULS (QUI) e parere tecnici dell’ASL territorialmente competente.

In particolare, il tema è quello fino a che punto il Sindaco è vincolato nell’esercitare le sue funzioni in materia di industrie insalubri dai pareri dell’ASL territorialmente competente.  Su questo tema ho prodotto un ampio dossier sui poteri dei Sindaci in materia di tutela della salute pubblica dall’inquinamento, vedi QUI.

Ma vediamo cosa dice la nuova sentenza...

giovedì 12 gennaio 2023

La UE: sistema di scambio quote emissioni di CO2 alle navi, problemi per il GNL e comunque non basta!

Il Consiglio e il Parlamento europeo 
hanno raggiunto un accordo politico provvisorio su importanti proposte legislative del pacchetto "Pronti per il 55%" per ridurre ulteriormente le emissioni e affrontarne le conseguenze sociali. L'accordo è provvisorio in attesa dell'adozione formale da parte di entrambe le istituzioni.

Per i passaggi che hanno portato all’accordo vedi QUI.

Per il testo  completo della descrizione dell’accordo e della documentazione interferente QUI.


L’accordo prevede tra l’altro anche l’estensione del sistema di scambio quote emissione gas serra al settore del trasporto marittimo, provocando forti contrasti da parte del mondo armatoriale.

Il dato interessante è che questa decisione rischia di incidere sullo sviluppo del gnl come combustibile marittimo in un quadro generale dove le tecnologie per ridurre le emissioni da navi richiederebbero forti investimenti e fondi adeguati a livello di IMO.

Ma al di là delle logiche contestazioni “interessate” del mondo armatoriale restano i dati molto preoccupanti sulle prospettive di aumento delle emissioni di gas serra e di inquinanti (soprattutto ossidi di azoto) del trasporto marittimo come rilevato dall’ultimo Rapporto della Agenzia Europea per l’Ambiente che tratto nell’ultima parte del post.

mercoledì 11 gennaio 2023

Seveso III, emergenze radiologiche nucleari in Italia: la normativa non applicata

Documento (QUI) risultato di una ricerca condotta nell'ambito del progetto CBRN-Italy che mira ad analizzare il quadro normativo internazionale, regionale (Unione Europea) e nazionale (Italia) relativo alla prevenzione, preparazione, risposta e recupero da eventi CBRN (Chemical, Biological, Radiological and Nuclear defense) intesi in senso lato (eventi intenzionali, accidentali e naturali) e a proporre delle raccomandazioni per rafforzare le norme internazionali e regionali ed il quadro normativo e operativo nazionale.

Il progetto CBRN-Italy (QUI) è stato finanziato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) nell'ambito del programma PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) con il contributo n° 20175M8L32, ed ha una durata di 36 mesi (marzo 2020 - febbraio 2023). La ricerca è condotta da quattro Università: Scuola Superiore Sant'Anna (Pisa), Università di Bologna, Università di Firenze, Università di Torino.

Di seguito analizzo le criticità specifiche che emergono dallo studio CBRN-Italia relativamente alla applicazione nel nostro Paese:

1. della normativa sulle industrie a rischio di incidente rilevante c.d. Seveso III

2. della pianificazione nelle risposte alle potenziali emergenze radiologiche nucleari

3. una serie di proposte innovative sulla gestione delle emergenze chimiche biologiche radiologiche e nucleari (CBRN)

4. la definizione di un codice per la ripresa dopo eventi CBRN.

lunedì 9 gennaio 2023

ENEA sul sistema energetico italiano: LA DECARBONIZZAZIONE SI ALLONTANA

Enea ha pubblicato (QUI) l'Analisi trimestrale del Sistema Energetico Italiano II e III trimestre 2022.

In sintesi, per poi svilupparli meglio nella seconda parte del post, gli elementi che emergono nei primi 6 mesi del 2022:

 

SINTESI DELLA ANALISI TRIMESTRALE

1. aumentano consumi di petrolio e soprattutto di carbone che producono aumento emissioni gas serra;

2. si riduce drasticamente il ruolo dell’idroelettrico;

3. permane un rischio capacità del sistema elettrico nazionale vale a dire la capacità disponibile in eccesso rispetto alla domanda (incrementata della riserva di sostituzione);

4. l’obiettivo della decarbonizzazione si allontana: l’indice della transizione energetica è in peggioramento del 60% rispetto all’anno precedente

5. il punto 4 è ancora più grave considerati i nuovi obietti della UE. Dopo che l’obiettivo è divenuto più ambizioso (-55% entro il 2030) è ora necessario che nei prossimi otto anni si registri una riduzione media annua di oltre il 5%, un tasso quasi triplo di quello che era necessario nel 2019 per raggiungere l’obiettivo fissato allora nel PNIEC.

6. la riduzione del gas russo non può essere compensata solo da produttori alternativi ma occorre una riduzione netta dei consumi. Non solo ma la distribuzione delle provenienze risulta di conseguenza meno concentrata rispetto a quella degli ultimi anni, sebbene con nuove criticità legate al fatto che essa risulta anche altamente precaria, per la sua maggiore vulnerabilità sia sotto il profilo geopolitico sia per la maggiore volatilità in risposta all’andamento dei prezzi.

7. sulle materie c.d. critiche occorre puntare sul riciclo dei materiali contenenti dette materie più che cercare nuovi fornitori creando nuove dipendenze. Su questo la situazione attuale non è ottimale ma potrebbe migliorare come dimostro in questo post dove riporta la recente normativa nazionale e uno studio proprio sulle problematiche del recupero di materie critiche dal riciclo soprattutto dei rifiuti elettronici, vedi QUI.

8. Il boom del GNL: nel II trimestre il GNL statunitense è arrivato a rappresentare oltre 1/4 dell’import totale di gas naturale dell’UE 28 (Regno Unito incluso). Tutto questo rischia strategicamente di creare problemi per il raggiungimento dei nuovi obiettivi UE: passaggio da 40% al 55% di riduzione di gas serra entro il 2030.

9. Rischi adeguatezza sistema gas UE: l’offerta globale di GNL è attesa crescere di soli 20 mld m3 nel 2023 (molto meno del previsto calo addizionale delle forniture russe) e poco di più nel 2024, mentre una nuova ondata di capacità di liquefazione è attesa solo dal 2025, per le ridotte decisioni di investimento degli anni passati. Tutto questo conferma quanto paventato nella Newsletter di Dicembre del Gestore Mercati Energetici vedi QUI.

  

RIPORTIAMO IN MODO PIÙ APPROFONDITO GLI ELEMENTI SIGNIFICATIVI DELLA ANALISI ENEA:

 

Nuovi obiettivi UE sui gas serra: revisioni radicali dei piani nazionali energia e clima

Comunicazione della Commissione (QUI) che fornisce indicazioni per l’aggiornamento dei PNEC da parte degli Stati Membri entro giugno 2023 (proposte di piani) e giugno 2024 (piani definitivi) come previsto dall’articolo 14 del Regolamento UE 2018/1999 (QUI) sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima.

I nuovi obiettivi del Pacchetto “Pronti per il 55%” (QUI) e del Piano REPowerEU (QUI) modificano radicalmente le riduzioni di gas serra richieste al 2030 rispetto ai livelli del 1990, si passa dal 40% di riduzione al 55%. Questo richiederà un aggiornamento radicale dei Piani Nazionali Energia e Clima da parte degli Stati Membri della UE. In particolare:

1.riduzione del metano

2. crescere ulteriormente rinnovabili ed efficienza energetica proprio come alternativa al metano fossile nella transizione alla neutralità climatica del 2050

3. obbligo di descrivere nei Piani Nazionali Ripresa e Resilienza (PNRR) in un apposito capitolo che recepisce sia il Pacchetto pronti per il 55% che il REPowerEU, al fine di dimostrare quanto i vari PNIEC rispettano (anche in termini di finanziamento) i nuovi obiettivi della UE nonché il rispetto del principio «non arrecare un danno significativo» (do-no-significant-harm, DNSH) al momento della definizione delle politiche e delle misure per i PNEC aggiornati.

domenica 8 gennaio 2023

Mar Mediterraneo nuovi limiti degli inquinanti per le emissioni navali

La 79° sessione dello scorso Dicembre 2022 (QUI) del Comitato per la protezione dell’Ambiente Marino (MPEC) ha adottato emendamenti alla Convenzione Marpol sull’inquinamento da navi (in particolare allegato VI - QUI).

In particolare, è stato deciso di estendere a tutto il Mar Mediterraneo la definizione di Area di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo e particolato.

Le Emission Control Areas (ECA, acronimo di Emission Control Area) sono aree marittime in cui sono stati stabiliti controlli più severi sulle navi da parte dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) per ridurre le emissioni di ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e particolato. Queste aree sono chiamate SECA (acronimo di Sulphur Emission Control Area), NECA (acronimo di Nitrogen Emission Control Area), o semplicemente ECA quando si regolano questi tre tipi di inquinanti.

La 79° sessione ha modificato ulteriori parti della Convenzione Marpol: rifiuti da navi di minori dimensioni, riduzione emissioni gas serra, efficienza energetica navi su consumo olio.


Sono state avanzate proposte da formalizzare in sessioni successive su:

1. prevenzione dell'inquinamento atmosferico sistemi di depurazione dei gas di scarico;

2. istituzione nel mediterraneo di zona di mare particolarmente sensibili per tutela specie protette (cetacei).

Peraltro come spiegavo in questo vecchio post del 2013 (QUI) l’Italia avrebbe potuto anticipare alcune delle scelte, che descrivo di seguito in questo post,  oltre che introdurre anche nei nostri porti a cominciare da quello spezzino controlli più stringenti.

Ma veniamo alle novità apportato in tema di inquinamento da traffico navale dalla nuova sessione del MPEC... 

sabato 7 gennaio 2023

Agenzia Internazionale Energia: Rinnovabili in aumento ma non è sufficiente

Rapporto sullo stato delle Rinnovabili della Agenzia Internazionale per l’Energia (QUI).

Il rapporto di quest'anno inquadra la politica attuale e le dinamiche di mercato ponendo al contempo il recente aumento dei prezzi dell'energia e delle sfide per la sicurezza energetica.

Oltre alle dettagliate analisi e previsioni di mercato, Renewables 2022 esamina gli sviluppi e le tendenze chiave per il settore, incluso i più ambiziosi obiettivi di energia rinnovabile recentemente proposti dall'Unione Europea. Analizza anche la questione dei guadagni imprevisti; la diversificazione della produzione solare fotovoltaica; la capacità rinnovabile per la produzione di idrogeno; e un possibile scricchiolio delle materie prime l'industria dei biocarburanti e modi praticabili per evitarlo.

Il Rapporto pur analizzando, come vedremo di seguito, in sintesi, la positiva evoluzione delle fonti rinnovabili rileva che questa crescita non è abbastanza veloce per contenere l'uso di combustibili fossili.

giovedì 5 gennaio 2023

Nuovo Regolamento UE su ripresa e resilienza: limitare uso dei fossili, gas compreso

Con 471 voti favorevoli, 90 contrari e 53 astensioni, il Parlamento UE ha approvato emendamenti alla Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/241 che ha introdotto Dispositivo per la ripresa e la resilienza da cui i vari PNRR degli Stati Membri. La proposta di Regolamento in particolare introduce al Regolamento 2021/241 (testo attuale Regolamento 2021/241 QUIun apposito capo III-bis dedicato al Pino REPowerEU (QUI).

Testo Proposta di Regolamento della Commissione con gli emendamenti del Parlamento UE (in grassetto): QUI.

Gli emendamenti in sintesi prevedono che i Paesi UE che presenteranno un piano di ripresa e resilienza (PNRR - QUI) modificato dopo l'entrata in vigore di questa proposta saranno obbligati a includere misure per il risparmio energetico, la produzione di energia pulita e la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, come previsto da REPowerEU (QUI).

Un indirizzo in rotta di collisione con le politiche della transizione dei governi italiani compreso quello attuale.

mercoledì 4 gennaio 2023

Corte Costituzionale il divieto di caccia nei valichi montani è assoluto e non derogabile

Sentenza della Corte Costituzionale su una questione di costituzionalità sollevata dal TAR Lombardia relativamente ad una norma regionale di disciplina della caccia nelle zone di valico di montagna in contrasto con la disciplina nazionale sulla caccia.

In particolare la questione relativa all'art. 43, comma 3, della legge reg. Lombardia n. 26 del 1993 è stata posta per contrasto con l'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., in relazione alla norma interposta dell'art. 21, comma 3, della legge n. 157 del 1992 (QUI), poiché la norma censurata restringe il divieto di caccia sui valichi interessati dalle migrazioni aviarie al solo comparto di maggior tutela della zona faunistica alpina e non in assoluto, per tutti i valichi di montagna interessati dal sorvolo delle specie migratorie, come invece previsto dall'art. 21 della legge quadro nazionale sulla caccia, che sottopone a protezione tutti i valichi nell'arco di un chilometro.

martedì 3 gennaio 2023

Blocco assunzioni al nuovo Ministero Ambiente: la transizione ecologica può aspettare

Il Decreto Legge 198/2022 (QUI) rinvia a data incerta, vedi forbici temporali contenute nella nuova norma, assunzioni rilevanti presso il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica come pure presso i Commissari che devono affrontare il diffuso rischio idrogeologico del nostro Paese.

Una scelta assolutamente sbagliata che dimostra la superficialità con la quale si continua ad affrontare la Transizione Ecologica nel nostro Paese. Diciamo un pessimo inizio del neonominato Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica che ha sostituito quello appena nato della Transizione Ecologica, come peraltro avevo previsto vedi QUI.

Insomma non si potenziano le strutture pubbliche, ad esempio per i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), ma piuttosto si deroga alla VIA e alle norme ambientali come ho spiegato più volte in numerosi post di questa sezione del mio blog QUIAncora, si producono lacrime di coccodrillo (da parte della nostra classe dirigente) di fronte ai disastri come quello recente di Ischia eppoi si bloccano le assunzioni nel settore rischio idrogeologico. 

LA PREVENZIONE QUESTA SCONOSCIUTA IN ITALIA!  

Vediamo con precisione in cosa consiste questo blocco/rinvio delle assunzioni e come rischi di rendere inefficiente l'attuazione dello stesso PNRR per la parte energetico ambientale proprio ora che la UE si è data nuovi e più rigorosi obiettivi da qui al 2030...

Nuovo Regolamento UE impianti da fonti rinnovabili senza Valutazione di Impatto Ambientale

Nuovo Regolamento (UE) 2022/2577 del Consiglio del 22 dicembre 2022 (QUI) stabilisce norme temporanee di carattere emergenziale tese ad accelerare la procedura autorizzativa applicabile alla produzione di energia da fonti rinnovabili, con particolare attenzione a tecnologie per le energie rinnovabili o tipi di progetti specifici in grado di accelerare in tempi rapidi il ritmo di diffusione delle energie rinnovabili nell'Unione.

Quello che lascia perplessi è che venga derogata, secondo le modalità che descriverò nel seguito del post, la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) in modo generalizzato anche per progetti (come, ad esempio i Parchi Eolici ma non solo) che possono avere rilevanti impatti soprattutto se localizzati in zone protette. Peraltro il Regolamento richiama una definizione generale di fonti rinnovabili per la quale occorre fare riferimento alla Direttiva quadro 2018/2001 (QUI) secondo la quale per fonti rinnovabili si intendono: “energia da fonti rinnovabili» oppure «energia rinnovabile»: energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare (solare termico e fotovoltaico) e geotermica, energia dell'ambiente, energia mareomotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina, energia idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;”.

Il Regolamento è immediatamente in vigore e costituisce un indirizzo applicativo per gli Stati Membri che potranno quindi avere anche il via libera dalla UE per derogare ulteriormente alle norme ambientali al fine di realizzare i progetti in questione come avviene da tempo nel nostro Paese, vedi QUI.

lunedì 2 gennaio 2023

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a DICEMBRE 2022

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nel mese di DICEMBRE 2022.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

Tra i provvedimenti più significativi di questo mese troverete: