SEZIONI DI APPROFONDIMENTO E DOCUMENTAZIONE

martedì 28 febbraio 2023

Interventi per il miglioramento della sicurezza stradale dei pedoni

Decreto Ministero Infrastrutture del 22 dicembre 2022 (QUI) destina la somma complessiva di euro 13.500.000,00 a valere sulle risorse iscritte nel capitolo 7333 per l'esercizio 2022, al finanziamento dei programmi di interventi per il miglioramento della sicurezza stradale dei pedoni, comprensivi degli eventuali costi per la progettazione e la realizzazione, nei quattordici «grandi comuni» dove, secondo il rapporto annuale ISTAT, si concentra la maggiore incidentalità stradale.

lunedì 27 febbraio 2023

Uno studio dimostra che le rinnovabili non il gas sono il tampone della emergenza energetica.

Il Think Tank EMBER (sito ufficiale QUI) ha svolto una analisi (QUI) sulla transizione elettrica dell'UE dai combustili fossili alle rinnovabili nel 2022.

Secondo l’analisi nel 2022, l'eolico e il solare hanno generato un quinto record dell'elettricità dell'UE (22%), superando per la prima volta il gas fossile (20%) e rimanendo al di sopra dell'energia a carbone (16%).

Resta comunque un ritorno importante del carbone nella generazione elettrica anche a scapito del gas per cui le emissioni del settore energetico dell'UE sono aumentate del 3,9% (+26 MtCO2) nel 2022 rispetto al 2021.

L’avanzamento di eolico e solare ha impedito che le fossili nella generazione elettrica aumentassero ulteriormente.

La produzione di gas diminuirà ancora di più di quella del carbone visto che il gas resterà nettamente più costoso.

domenica 26 febbraio 2023

Studio dal Parlamento UE sul 5G: mancano studi seri sul rischio per la salute umana

Documento del servizio ricerche del Parlamento UE (QUI) che parte da un dato per cui nei prossimi anni l'obiettivo di coprire con la comunicazione wireless 5G tutte le aree urbane, le ferrovie e le strade principali, potrà essere raggiunta solo creando una rete molto fitta di antenne e trasmettitori. In altre parole, il numero di stazioni base e altri dispositivi a frequenza più elevata lo farà aumentare in modo significativo.

Infatti, come ricorda il Documento qui esaminato utilizzando onde millimetriche e frequenze più elevate rispetto alle tecnologie precedenti, il 5G ha bisogno di una rete più estesa di antenne e altri dispositivi di trasmissione.

Tutto questo secondo il documento solleva la questione se vi sia un impatto negativo sulla salute umana e sull'ambiente da frequenze più alte e miliardi di connessioni aggiuntive, che produrranno una nuova (per intensità) esposizione costante per l'intera popolazione, compresi i bambini. In questo senso mancano ad oggi ricerche sull'esposizione costante che il 5G produrrebbe.

Tutto questo è ancora più necessario visto che le attuali disposizioni dell'UE sull'esposizione ai segnali senza fili, la Raccomandazione 1999/519/CE, del 12 luglio 1999  (QUI) del Consiglio sulla limitazione dell'esposizione del pubblico in generale ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) è vecchia di 20 anni e quindi non tiene conto delle caratteristiche tecniche specifiche del 5G.

 

Il Post che segue, partendo dal Documento predisposto per il Parlamento UE:

1. descrive i nuovi indirizzi della Commissione UE in materia di sviluppo del 5G

2. descrive i contenuti ma anche i limiti della vigente normativa comunitaria nonché line guida e studi sul rischio sanitario dei campi elettromagnetici

3. analizza i conflitti di interesse presenti negli estensori degli studi che rimuovono il rischio sanitario dei CEM da telefonia cellulare

4. analizza criticamente le nuove linee guida della Commissione Internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (icmirp)

5. individua nelle conclusioni del Documento per il Parlamento UE le alternative al 5g contenute nello sviluppo delle fibra ottica.

 

sabato 25 febbraio 2023

Corte dei Conti UE il quasi fallimento della Alleanza Mondiale per il clima

La Corte dei Conti UE ha presentato una sua relazione (QUI) sul mancato raggiungimento degli obiettivi della Alleanza Mondiale per il clima (Global Climate Change Alliance – GCCA) ormai chiusa nel 2020 per avviare interventi di aiuti ai paesi in via di sviluppo contro i mutamenti climatici.

Dalla relazione emerge che questa iniziativa:

1. non ha dimostrato il proprio impatto sulla resilienza dei paesi al cambiamento climatico;

2. non ha misurato i miglioramenti della situazione dei beneficiari, né ha prestato sufficiente attenzione alle necessità dei soggetti più colpiti;

3. era incentrata sul rafforzamento delle capacità istituzionali, ma la sostenibilità è stata limitata a causa dell’elevato grado di avvicendamento del personale;

4. non ha attirato i finanziamenti aggiuntivi attesi dagli Stati membri e dal settore privato;

5. non ha visto la Commissione esaminare in misura sufficiente la ragionevolezza dei costi iscritti nei bilanci della maggior parte delle azioni incluse nel campione;

6. è rimasta poco conosciuta nei paesi in via di sviluppo, nonché negli Stati membri dell’UE.


D'altronde che le cose sugli investimenti UE contro i mutamenti climatici non andassero benissimo lo aveva già dimostrato sempre la Corte dei Conti con il suo rapporto che dimostrava come oltre a spendere male spende meno di quello che dichiara per il clima QUI


Si riporta la sintesi del Rapporto della Corte dei Conti UE sulla gestione della GCCA...

giovedì 23 febbraio 2023

Il gas riduce produzione e domanda: due studi sulla non strategicità del gas nella transizione ecologica.

Il Think Tank EMBER (QUI) ha svolto una analisi (QUI) sulla transizione elettrica dell'UE dai combustili fossili alle rinnovabili nel 2022.

Secondo l’analisi nel 2022, l'eolico e il solare hanno generato un quinto record dell'elettricità dell'UE (22%), superando per la prima volta il gas fossile (20%) e rimanendo al di sopra dell'energia a carbone (16%).

Resta comunque un ritorno importante del carbone nella generazione elettrica anche a scapito del gas per cui le emissioni del settore energetico dell'UE sono aumentate del 3,9% (+26 MtCO2) nel 2022 rispetto al 2021.

L’avanzamento di eolico e solare ha impedito che le fossili nella generazione elettrica aumentassero ulteriormente.

La produzione di gas diminuirà ancora di più di quella del carbone visto che il gas resterà nettamente più costoso.

NewsLetter di Febbraio 2023 (QUI) del Gestore dei Mercati Energetici che analizza il calo dei consumi del gas dettati da vari fattori: il clima più temperato e i provvedimenti UE e nazionali sulla riduzione del consumo del gas anche in chiave di diversificazione degli stati produttori (Vedi per il piano italiano QUI e il Regolamento UE QUI

Ma secondo il GME un ruolo viene giocato anche dal calo della concorrenza asiatica sul GNL. Tutte circostanze che non è detto si possano ripetere ma soprattutto questo calo fa i conti con la riduzione dell’offerta che conferma quanto riportato nello studio EMBER sopra richiamato sulla riduzione della produzione di gas da qui al 2025.

Questa due analisi confermano come vedere nel gas una scelta strategica per la transizione ecologica sia un errore da parte dell’Italia in primo luogo. Non casualmente sempre il GME nella sua NewsLetter di Dicembre 2022 (QUI) aveva dimostrato come la necessità di grandi quantità di gas e in particolare di GNL comporti nell’immediato grandi investimenti pubblici in infrastrutture che rischiano di entrare in rotta di collisione con:
1. la sempre maggiore rigidità dei contratti a lungo termine nell’approvvigionamento del GNL rischiando di rendere gli impianti nuovi o ampliati a rischio carenza GNL
2. gli obiettivi della decarbonizzazione da qui al 2030 che rischiano di far diventare i nuovi impianti stranded assets, letteralmente beni incagliati!

Ma vediamo cosa dicono questi due studi con più precisione

mercoledì 22 febbraio 2023

Porti l'autonomia regionale come scusa per coprire la privatizzazione delle Autorità Portuali

Il Governo Meloni sta mettendo in cantiere l’ennesima riforma dei porti. Si vuole favorire una governance (parolina magica abusata per nascondere altro come vedremo) più efficiente da parte delle Autorità di sistema portuale.  

Il Presidente della Regione Liguria vede addirittura un modello misto: "un modello con un porto Spa guidato da un consiglio di amministrazione espressione degli enti locali può anche convivere con altri tipi di Autorità portuali" Secolo XIX 22/2/2023 vedi anche il titolo del quotidiano all’inizio del post. 

Insomma una guazzabuglio e una commistione sempre maggiore tra operatori portuali e livelli istituzionali facendo venire meno il ruolo di terzietà che le Autorità Portuali e ancora di più i Comuni e le Regioni dovrebbero avere sulla gestione del rapporto porto/territori. Dietro gli slogan c’è il disegno che va avanti da anni di privatizzare sempre di più non solo la Governance ma addirittura il Government dei porti.

lunedì 20 febbraio 2023

Biodigestore a Vezzano Ligure il Presidente Toti parla del passato per rimuovere presente e futuro.

Il Presidente della Regione Liguria rispondendo (QUI) alle critiche sul progetto di biodigestore che sta per essere realizzato la butta sul passato. Chiaro che su questo terreno ha buon gioco perchè è oggettivo che la gestione dei rifiuti nella nostra Provincia (Spezia) da parte delle giunte di centro sinistra precedenti sia stata fallimentare.

Personalmente io sono tra quelli che in epoca non sospetta (quando la sinistra trionfava in questi territori) ho criticato duramente questa gestione passata (vedi per esempio QUI) che ha prodotto più che impianti molte emergenze e anche qualche inchiesta della magistratura e soprattutto scelte scellerate per l’ambiente ma anche per i costi a carico della collettività. All’epoca eravamo in pochi a denunciare tutto questo e tra i politici di centro destra rari, se non inesistenti, erano quelli che protestavano visto che si parla di responsabilità passate, perché a volte le responsabilità si hanno anche dalla cattiva opposizione.

 

Rapporto su un nuovo metodo di calcolo delle emissioni navali nei porti

Rapporto di Ispra e SNPA 2023 (QUI) finalizzato a raccogliere dati ed informazioni in merito alle emissioni navali in ambito portuale di ossidi di zolfo, composti organici volatili, monossido di carbonio e materiale particolato”.

L’attività di ricerca oggetto del Rapporto prevede un suo svolgimento: “attraverso analisi statistiche delle informazioni disponibili circa le caratteristiche dei motori navali utilizzati, il tipo di alimentazione, i flussi di traffico, i tempi di permanenza e di manovra. Ove disponibili si prenderanno altresì in esame i risultati delle campagne di misura delle emissioni realizzate dalle Agenzie regionali”.

Dal dal calcolo dei fattori di emissione specifici per tipologia di nave e fase di navigazione, contenuto nel Rapporto, emerge una attenzione principale verso le navi commerciali, e in particolare, su quelle che occupano per un maggior tempo le banchine per le operazioni di carico/scarico ovvero le navi container, delle dry bulk carriers (trasporto rinfuse solide) e delle liquid bulk ships (trasporto liquidi petrolio e grezzo derivati), ma lo stesso discorso si può fare per le navi passeggeri.

Inoltre sempre secondo il Rapporto emerge che, applicando la metodologia in esso utilizzata, i dati dei composti organici volatili e del monossido di carbonio dell’Inventario Nazionale Emissioni sono sottovalutati e risultano in realtà nettamente superiori. Questo conferma come nei monitoraggi delle emissioni nei porti alcuni inquinanti continuano ad essere sottovalutati nonostante siano cancerogeni dichiarati ufficialmente dall’OMS.

venerdì 17 febbraio 2023

Ancora semplificazioni in deroga a norme ambientali mentre la Pubblica Amministrazione è inadeguata!

Il Governo Meloni, come risulta anche dal titolo del Secolo XIX pubblicato a fianco, annuncia la eliminazione di nuovi vincoli alle decisioni sulle opere per raggiungere gli obiettivi del PNRR e non solo.

Non è una novità il PNRR e in generale la Transizione Ecologica sono diventati il cavallo di Troia per far passare di tutto e di più tagliando fuori l’autonomia dei territori, le norme ambientali più importanti a cominciare dalla Valutazione di Impatto Ambientale in una sorta di commissariamento del diritto ambientale e del diritto delle comunità locali a partecipare alle scelte che impattano sui territori dove vivono. È questa la transizione ecologica che vogliamo?

La cosa indecente è che mentre continuano a semplificare i nostri governanti si dimenticano che il vero problema per l’attuazione del PNRR è l’efficienza della Pubblica Amministrazione non le leggi che ne definiscono i compiti e non lo affermo io ma la Corte dei Conti, la Corte Costituzionale e i blocchi di assunzioni decisi dal nuovo Governo.  

Della serie il vero obiettivo è commissariare il diritto ambientale non accelerare le decisioni!

In questo post elenco sinteticamente, rinviando a LINK di approfondimento, tutte le deroghe e semplificazioni assurde prodotte ad oggi in danno dell’ambiente e della partecipazione delle comunità locali.

giovedì 16 febbraio 2023

Istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare

L’articolo 12 della legge 204/2022 (QUI) introduce nel DLgs 300 del 1999 (QUI) il Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM), con il compito di assicurare, ferme restando le competenze delle singole amministrazioni, il coordinamento e la  definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare.

Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro delegato per le politiche del mare, ove nominato, sarà adottato il regolamento interno del Comitato, che ne disciplina il funzionamento. 

 

mercoledì 15 febbraio 2023

Golfo spezzino hub del gas via libera al progetto

In questo post QUI dello scorso 24 novembre 2022 ricordavo come il progetto Vessel Reloading’ di Snam per il rigassificatore di Panigaglia (Portovenere) era vicino ad ottenere la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), nel post di allora ricordavo come in un ancora precedente post del 2015 (QUI) avevo denunciato il rischio della trasformazione del golfo di Spezia e quindi del suo porto un hub del gas per tutto il Mediterraneo trasformando  l’impianto di  Porto Venere  in uno dei punti di distribuzione di ingenti quantità di GNL (gas naturale liquefatto ) sia per autotrazione che come combustibile per navi container etc.

Ora con Decreto del 6 febbraio 2023 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (QUI) è stato deciso di non applicare la VIA ordinaria a questo ennesimo progetto che impatterà per i prossimi decenni sul nostro golfo.

lunedì 13 febbraio 2023

Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA edizione 2022 : aumentano i rifiuti ma non gli impianti

Secondo il Rapporto dell'ISPRA (QUI) i dati sui rifiuti urbani riflettono un continuo aumento.

Nel 2021, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta, infatti, a 29,6 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3%. La crescita registrata si rileva ad ogni modo più contenuta rispetto agli indicatori socioeconomici quali il PIL e i consumi delle famiglie che registrano un incremento, rispettivamente, del 6,7% e del 5,3%.

L’aumento si riscontra in tutte le macroaree geografiche: le regioni del Sud fanno registrare la crescita percentuale più consistente (+2,9%), seguono le regioni del Centro (+2,5%) e quelle del Nord (+1,9%). In valore assoluto, il nord Italia produce quasi 14,2 milioni di tonnellate, il Centro oltre 6,3 milioni di tonnellate e il Sud oltre 9,1 milioni di tonnellate.

Per gli impianti invece siamo di fronte ad una carenza impiantistica soprattutto per la gestione dei rifiuti da raccolta differenziata soprattutto al Sud.

La Commissione UE su attuazione Direttiva Seveso: pessimi risultati per Italia

Dalle conclusioni della Relazione (QUI) emerge che nel corso del periodo 2005-2015 si sono verificati ogni anno nell'UE, in media, meno di 25 incidenti rilevanti, con un impatto sempre più contenuto.

Vediamo di seguito nel post come dalla Relazione emergano sia il numero di stabilimenti a cui si applica la Direttiva Seveso III (Direttiva 2012/18/UE QUI) e lo stato di attuazione della stessa da parte degli Stato membri relativamente a:

1. sperimentazione piani emergenza esterni che riguardano la popolazione residente nella zona, 

2. la gestione delle informazioni al pubblico,

3. lo svolgimento delle ispezioni 

4. come migliorare le comunicazioni sugli impianti classificati Seveso III da parte degli Stati membri.

 

L’Italia risulta indietro rispetto agli altri Stati membri in particolare su:

1. Piani emergenza esterni non sperimentati: la peggiore a parte due Stati che non hanno dato informazioni

2. Informazioni al pubblico non messe regolarmente a disposizione per singolo impianto: la peggiore nettamente con il 70%

domenica 12 febbraio 2023

Rischi da eventi naturali per le infrastrutture portuali: uno Studio

Studio (QUI), pubblicato sulla rivista online Nature, che afferma come nonostante la loro importanza economica, il rischio che i porti devono affrontare a causa di molteplici pericoli naturali non è stato ancora monetizzato su scala globale.

Lo studio svolge un'analisi del rischio a livello di asset delle infrastrutture portuali globali da molteplici pericoli, quantificando il rischio di danni fisici alle risorse e ai servizi logistici (cioè rischio specifico del porto) e ai flussi commerciali marittimi a rischio (cioè rischio commerciale).

sabato 11 febbraio 2023

Infrastrutture critiche: una Raccomandazione della UE e il caso Panigaglia

Raccomandazione del Consiglio Ministri UE del 8 dicembre 2022 (QUI) su un approccio coordinato a livello dell'Unione per rafforzare la resilienza delle infrastrutture critiche.

Le infrastrutture critiche sono quelle che forniscono servizi essenziali in detto mercato, in particolare in settori chiave quali l’energia, le infrastrutture digitali, i trasporti e lo spazio, nonché le infrastrutture critiche di significativa rilevanza transfrontaliera, la cui perturbazione potrebbe avere un significativo impatto su altri Stati membri.

La protezione delle infrastrutture critiche europee nei settori dell’energia (si pensi ad esempio a centrali termoelettriche e nucleari e rigassificatori) e dei trasporti è attualmente disciplinata dalla Direttiva 2008/114/CE del Consiglio (QUI), recepita in Italia dal DLgs 61/2011 (QUI). Invece, la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione, con particolare riguardo per le minacce di natura informatica, è assicurata dalla Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio (QUI).

venerdì 10 febbraio 2023

Reti energetiche il rischio privatizzazioni per lo sviluppo delle rinnovabili

Parere del Comitato Economico Sociale della UE (QUI), del 22 settembre 2022 ma pubblicato solo alla fine di dicembre 2022, che parte da una constatazione: La legislazione europea in materia di energia non riconosce la protezione del clima come obiettivo della regolamentazione delle reti.

La conseguenza di ciò è che anche le autorità nazionali di regolazione hanno difficoltà a creare incentivi per attività di trasformazione, potenziamento e modernizzazione delle reti di distribuzione elettrica che rispondano ai requisiti della neutralità climatica.

Il documento svolge una analisi critica degli effetti delle privatizzazioni che hanno prodotto la riduzione degli investimenti sulle reti energetiche e infrastrutture di stoccaggio che hanno ostacolato lo sviluppo delle rinnovabili.

Significativo anche il passaggio del documento dove si auspica una rimunicipalizzazione di imprese di servizi pubblici e quindi di investimenti pubblici destinati alla produzione decentrata di energia a livello dei comuni.

giovedì 9 febbraio 2023

Nuova legge speciale per estrarre gas in deroga a norme ambientali

La legge 6 del 2023 (QUI) ha convertito il Decreto Legge 18 novembre 2022 n° 176 che all’articolo 4 integra l’articolo 16 della legge 34/2022.

In sintesi la nuova norma prevede il rilascio di nuovo concessioni di coltivazioni di idrocarburi in deroga ai limiti di aree coltivabili esterne ma vicine ad aree marine protette nonché a distanze dalla linea di costa, limiti che erano previsti dal testo unico ambientale (DLgs 152/2006).

Si eliminano così i divieti di ricerca e prospezione in quelle aree fino ad ora stabiliti.

Il tutto condito con un dimezzamento dei tempi di valutazione dei progetti di queste nuove concessioni.
Tutto questo non è giustificabile dalle crisi internazionali, come dimostrano documenti ufficiali rimossi dalla politica politicante, ad esempio QUI.

Ma vediamo più in particolare cosa afferma l’articolo 16 della legge 34/2022 e come viene modificato dalla nuova legge 6/2023.

mercoledì 8 febbraio 2023

Idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse pubblicato bando tipo per le Regioni

Con Decreto Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica n° 427 del 23 dicembre 2022 (QUI) dà attuazione al Decreto del Ministro della Transizione Ecologica 21 ottobre 2022, n. 463 (QUI PAGINA 44), finalizzato alla selezione di proposte progettuali volte alla realizzazione di siti di produzione di idrogeno rinnovabile in aree industriali dismesse, da finanziare nell’ambito del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica” (QUI), componente 2 “energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, investimento 3.1 “produzione in aree industriali dismesse”, finanziato dall’unione europea – next generation EU.

La Regione Liguria ha perso di già il treno del filone di finanziamento del bando progetti bandiera per idrogeno in aree industriali dismesse (vedi QUI), vediamo che non si perda questo secondo filone di finanziamento interessante anche, ad esempio per l'area della centrale a carbone a Spezia. I finanziamenti previsti per la Liguria sulla base del Decreto 463/2022 ora recepito nel bando del Decreto attuativo 427/2022, d seguito esaminato, sono di 14 milioni di euro. Per ora la Regione Liguria ha emesso un avviso pubblicato oggi sul Burl (QUI) vedremo come sarà gestito.

martedì 7 febbraio 2023

Trasporto marittimo: Accordo sul regolamento UE per le emissioni navi

Con questo post si analizza la proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio (FuelEU QUI) sull'uso di combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio nel trasporto marittimo e che modifica la direttiva 2009/16/CE (QUI).

Queste le principali novità della Proposta poi analizzate più specificamente dopo questa breve introduzione:

1. La proposta contiene l’obbligo di alimentazione elettrica per le navi nei porti entro il 1/1/2030 con alcune esenzioni.

2. Inoltre, la Proposta definisce limiti per l’intensità della produzione di gas serra con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) delle navi durante i viaggi verso, da o all'interno dell'UE. FuelEU tiene conto di tutte le emissioni di gas a effetto serra (non solo di CO2) dell'intera catena di approvvigionamento ("well-to-wake") e mira ad aumentare l'uso di combustibili rinnovabili ea basse emissioni di carbonio (RLF). Tutto questo mette in difficoltà l’uso strategico del gnl per il trasporto marittimo e comunque per l'armatore medio, ciò significa che l'impatto ei costi saranno più elevati rispetto ad altri regolamenti come l'EU ETS.

3. Le compagnie di navigazione sono responsabili del monitoraggio del tipo e della quantità di energia utilizzata durante il funzionamento e all'ormeggio. Devono presentare ai verificatori un piano di monitoraggio delle emissioni standardizzato per ciascuna delle loro navi entro il 31 agosto 2024.

4. FuelEU Maritime consente agli operatori una certa flessibilità: possono rinnovare o prendere in prestito la conformità in eccesso da un anno all'altro o mettere in comune la conformità tra più navi. Se una nave ha un deficit di unità conformi, il suo armatore può ottenerne alcune in anticipo, anche se non per oltre il 2% dell'obiettivo, o per due periodi di riferimento consecutivi.

5. sono previste sanzioni importanti per gli armatori che non rispetteranno gli obblighi del nuovo Regolamento

Successivamente alla proposta c’è stato un parere del Comitato Economico e Sociale della UE (QUI) ma la Proposta dovrà ora avere il confronto con il Parlamento UE che ha proposto una serie di emendamenti QUI.

Lo scorso 22 Marzo Commissione UE e Parlamento hanno raggiungo un accordo sulle parti più controverse della proposta di Regolamento che analizzo all'interno del post che segue queste brevi note introduttive. Intanto si anticipa che l'accordo prevede che la Commissione riesamini le norme entro il 2028 per decidere se estendere i requisiti di riduzione delle emissioni alle navi più piccole o se aumentare la quota di energia utilizzata dalle navi provenienti da Paesi non UE.

Si veda inoltre, dal punto di vista degli imprenditori, il documento sul FuelEU del World Shipping Council QUI.

lunedì 6 febbraio 2023

Tumori in Italia in aumento, ma gli studi su quelli da inquinamento sono insufficienti

Un nuovo Rapporto (QUI) sul cancro in Italia conferma il ruolo dell’inquinamento fino a 12,6 morti evitabili ogni 100.000 abitanti che vanno a integrarsi con quelli da fattori di rischio comportamentali. Ma il dato significativo in generale, visto il legame che spesso sussiste tra i diversi fattori di rischio ambientali, comportamentali e genetici, è nell’aumento delle diagnosi di tumori nel 2022 390.770 contro le 376.000 del 2020.

 

domenica 5 febbraio 2023

Incentivi per ricerca e sviluppo del 5G ma non per studi sul rischio salute pubblica

Soldi per lo sviluppo del 5G ma non per capire gli impatti di questa tecnologia sulla salute pubblica nonostante che questa necessità insieme con quella di maggior informazione e partecipazione sia emersa da uno studio dell’Ispra di cui ho trattato QUI.

Un nuovo Decreto che analizzeremo di seguito finanzia progetti di ricerca e sviluppo per la tecnologia 5G in attuazione del Programma di supporto al 5G approvato nel 2019.

Vediamo di cosa si tratta…

sabato 4 febbraio 2023

Indagine su percorsi partecipativi nella installazione del 5G

In questa indagine di Ispra e SNPA (testo completo QUI) sono state individuate e analizzate le opinioni e le percezioni delle comunità locali in riferimento alle recenti installazioni di impianti di telefonia 5G nella città di Roma.  

Le aree di analisi individuate sono due quartieri romani limitrofi collocati nel Municipio II e IV, territori in cui le antenne di telefonia mobile sono state causa di problematiche all’interno delle comunità locali.

Il lavoro è stato svolto con l’utilizzo di tecniche qualitative della ricerca sociale:

1. Raccolta e analisi di documenti sul tema del 5G.

2. Interviste discorsive a rappresentanti delle comunità locali.

venerdì 3 febbraio 2023

La Revisione della Direttiva emissioni industriali e AIA: estensione agli allevamenti intensivi

La Commissione UE ha avanzato una proposta (QUI) di Direttiva di modifica della vigente Direttiva 2010/75/UE (QUI) relativa alle emissioni industriali ("direttiva Emissioni industriali" o "IED") 

La Direttiva 2010/75/UE, in particolare, ha al centro la disciplina di tutte le categorie di impianti e attività assoggettate ad Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA)

Si veda QUI, il Parere del Comitato Regioni della UE sulla proposta di modifica della Direttiva 2010/75

La proposta di Direttiva (QUI) contiene in sintesi le seguenti novità poi descritte nel post che segue: 

1. Tutte le autorizzazioni rilasciate (quindi anche l’AIA) devono essere non solo pubblicata senza limiti di accesso per il pubblico ma devono contenere una sintesi in modo da favorirne la comprensione ad un pubblico non esperto.

2. Si lega esplicitamente la presenza di rischio sanitario anche solo potenziale alla sospensione dell’esercizio dell’ìmpianto fino a che non sono approntate misure di soluzione di detto rischio

3. Si obbliga gli stati membri ad imporre all’interno delle autorizzazioni (AIA compresa) misure di efficientamento energetico per ridurre emissioni di gas serra.

4. si prevedono nuovi principi da attuare nelle autorizzazioni quali il ciclo di vita della produzione e il sistema di gestione ambientale

5. il concetto di norma di qualità ambientale (che permette di applicare limiti di emissione più bassi di quelli di legge) viene rivisto stabilendo che le misure supplementari sono finalizzate a ridurre il contributo specifico dell'installazione all'inquinamento che interessa la zona in questione.

6. la necessità di rispettare la norma di qualità ambientale è una delle condizioni per rivedere l’AIA.

7. si prevede che i cittadini possono agire davanti alla giustizia nazionale a prescindere dal ruolo che hanno svolto durante la fase partecipativa delle procedure decisionali, quindi anche se non hanno partecipato per niente.

8. si prevede che i gestori di alcune tipologie di impianti tra le più inquinanti (energetici e chimici ad es.) debbano entro il 2030 presentare un piano di trasformazione degli stessi al fine di contribuire alla nascita di un'economia sostenibile, pulita, circolare e climaticamente neutra entro il 2050.

9. vengono previste specifiche condizioni di autorizzazione degli allevamenti di bovini, suini e pollame.

giovedì 2 febbraio 2023

PROPOSTA NUOVA DIRETTIVA UE SULLE ACQUE DI SCARICO CIVILI E INDUSTRIALI

La Commissione ha riveduto (QUI) la direttiva  sulle acque reflue (91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991 QUI)  in linea con i risultati di una valutazione e sulla base di un'ampia valutazione d'impatto, adeguandola alle norme più recenti. La revisione mira a:

1) ridurre l'inquinamento, il consumo di energia e le emissioni di gas serra,

2) migliorare la qualità dell'acqua affrontando l'inquinamento residuo delle acque reflue urbane,

3) migliorare l'accesso ai servizi igienico-sanitari, in particolare per i più vulnerabili ed emarginati,

4) far pagare all'industria il trattamento dei microinquinanti,

5) richiedere ai paesi dell'UE di monitorare gli agenti patogeni nelle acque reflue portare a un settore più circolare.

mercoledì 1 febbraio 2023

La newsletter su leggi sentenze in materia ambientale pubblicate a GENNAIO 2023


 

 

Pubblicate, nell'apposita sezione del Blog (QUI) la Newsletter NEWSAMBIENTE su Leggi, Sentenze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale italiana e della UE nel mese di GENNAIO 2023.

La NewsLetter contiene la sintesi commentata delle parti più significative di detti ATTI con i link alla versione completa degli stessi, inoltre troverete anche documenti ufficiali e studi in materia ambientale ed energetica di particolare significato.

Consiglio di Stato sul biodigestore di Vezzano Ligure: la storia e qualche presunte verità da sfatare

Il Consiglio di Stato (QUI) ha ribaltato la sentenza del TAR Liguria che sosteneva la incompatibilità del sito del progetto di biodigestore nel Comune di Vezzano Ligure con la pianificazione vigente sia provinciale (di area nella dizione della legge ligure) che di ambito (secondo l’approvato piano del 2018), piani che indicavano come sito per il biodigestore quello di Boscalino nel Comune di Arcola.

Il Consiglio di Stato quindi con la sua sentenza ha di fatto ma soprattutto di diritto dato il via libera alla realizzazione del mega-biodigestore a Saliceti nel Comune di Vezzano Ligure.

Su questa sentenza mi sento di svolgere le seguenti riflessioni sia generali che più strettamente giuridiche