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martedì 26 maggio 2015

Impianto rifiuti pericolosi di Follo: diffida a Provincia e Comune

I cittadini residenti in località Cerri di Follo hanno inviato al Presidente della Provincia e al Sindaco di Follo una lettera/diffida nella quale invitano le due autorità e gli uffici competenti delle istituzioni che rappresentano ad intervenire per far cessare la situazione di violazione delle autorizzazioni rilasciate all’impianto di deposito e recupero di rifiuti pericolosi della ditta Ferdeghini.


L’invito è stato rivolto alla Provincia in quanto ente che rilascia la autorizzazione all’impianto e al Sindaco di Follo in quanto massima autorità sanitaria presente sul territorio



LE PRESCRIZIONI VIOLATE SECONDO LA LETTERA/DIFFIDA DEI CITTADINI
Secondo la Lettera/Diffida l’impianto in oggetto è stato autorizzato più volte e anche recentemente, vedi determina della Provincia della Spezia del 3/4/2015 n. 209.  

Le autorizzazioni imponevano prescrizioni relativamente alla quantità e qualità di rifiuti gestiti dall’impianto ma anche alle modalità di deposito dei rifiuti nell’ambito delle strutture dell’impianto
Relativamente al deposito le prescrizioni delle suddette autorizzazioni prevedevano i seguenti obblighi:
a) lo stoccaggio dei rifiuti potrà avvenire solo nelle aree individuate nella planimetria pervenuta in data 18 aprile 2004
b) lo stoccaggio all’esterno dei capannoni potrà avvenire solo in contenitori muniti di copertura
c) in caso di stoccaggio esterno dei rifiuti, sia posta particolare attenzione alla raccolta delle acque piovane al fine di evitare che le stesse, venendo a contatto con i rifiuti, possano inquinare la falda o direttamente i corsi d’acqua,
d) lo stoccaggio esterno comunque dovrà essere dotato di appositi sistemi di copertura e avvenire su adeguata pavimentazione e non superare mai i limiti di quantità stoccabili;
e) non dovranno essere mescolate diverse categorie di rifiuti pericolosi,
f) per il tempo di stoccaggio dei rifiuti è fissato nel periodo massimo di 6 mesi e comunque al raggiungimento del quantitativo massimo stoccabile.
  
La Lettera/Diffida rileva poi che l’impianto in oggetto, come dimostrato dalla documentazione fotografica allegata alla stessa non rispetta le suddette prescrizioni:
1. sono sistemativamente violate relativemente a quelle delle lettere a), b) c), d)
2. che  potrebbero, come conseguenza delle violazioni dell sopra citate prescrizioni, essere violate anche le prescrizioni di cui alle lettere e) ed f).



LA INSUFFICIENTE AZIONE DI VIGILANZA DELLE AUTORITÀ PREPOSTE
La Lettera/Diffida sottolinea che il verbale ispettivo dell’Arpal del 18/3/2015  si è limitato a riportare unicamente la violazione dello stoccaggio in contenitori non coperti, ma che dalla documentazione fotografica allegata al presente documento, si dimostra la violazione anche di altre prescrizioni in atto da mesi anche precedenti al verbale ispettivo dell’Arpal

A sua volta sulla base della insufficiente ispezione dell’Arpal la Diffida della Provincia della Spezia n. 209 del 3/4/2015  si limitava a chiedere il rispetto solo della prescrizioni citata in detto verbale dell’Arpal


LE RICHIESTE DELLA LETTERA/DIFFIDA
Secondo la Lettera/Diffida questa situazione di violazione delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni  è ancor più aggravata dal fatto che l’impianto in oggetto è collocato ad una distanza, in linea d’aria, molto ravvicinata a numerose abitazioni civili. Chiaro il rischio di disagi e impatti sanitari sui residenti determinati anche dalle polveri emesse quotidianamente dai  cumuli di rifiuti, per non parlare degli ulteriori e più gravi rischi di contaminazione determinati dal mescolamento dei rifiuti anche pericolosi o dalle piogge stante la assoluta mancanza di ogni copertura di detti cumuli

La Lettera/Diffida conclude chiedendo un immediato intervento alle due istituzioni al fine di far cessare la palese violazione delle autorizzazioni e quindi della vigente normativa in materia.



LA LETTERA DI SCUSE DELLA DITTA FERDEGHINI NON CONVINCE  ANZI SEMBRA UNA PRESA IN GIRO
La Lettera/Diffida dei cittadini residenti  aggiunge alla fine che, in assenza di riscontri da parte delle Autorità interpellate,  entro i 15 giorni dal ricevimento della presente,  ci si riserva di adire le vie legali a tutela della salute e  della qualità della vita dei residenti delle aree limitrofe all’impianto in oggetto.

La lettera di "scuse" è stata inviata ieri (25 maggio 2015) ed il giorno dopo, guarda la combinazione,  la ditta scrive al rappresentante dei residenti chiedendo scusa (vedi foto a fianco) per i disagi prodotti in tutti i mesi passati. La motivazione addotta da parte della ditta è che starebbero introducendo un nuovo impianto di selezione dei rifiuti gestiti dall’impianto.

Questa motivazione, al di la degli aspetti di cortesia che possono certo essere apprezzati, sotto il profilo della legalità e quindi del percorso amministrativo corretto a tutela della salute e dell’ambiente , non convince.

Infatti in primo luogo la Autorità competente, la Provincia di Spezia, avrebbe dovuto comunque intervenire per imporre il rispetto delle prescrizioni già vigenti da anni. Infatti la presentazione di progetti di modifica di un impianto non può assolutamente giustificare la violazione delle autorizzazioni vigenti.
Sia l’articolo 256 del DLgs 15272006, che disciplina le sanzioni per violazione delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni, sia l’articolo 208 del DLgs 152/2006, che disciplina la procedura autorizzatoria degli impianti di rifiuti come quello in oggetto, non contemplano l’ipotesi di deroga alle vigenti autorizzazioni in caso di presentazione di un progetto di modifica sostanziale dell’impianto.

D’altronde è ovvio che sia così considerato che la modifica sostanziale dell’impianto deve essere oggetto di una nuova autorizzazione e non può certo essere effettuata in deroga o addirittura contro la  legge vigente.
Questo ultimo aspetto fa emergere un ulteriore elemento inquietante infatti secondo  il comma 19 articolo 208 del DLgs 152/2006 anche le varianti sostanziali in esercizio degli impianti devono essere autorizzati come fossero impianti nuovi.
Che quella indicata nella lettera di “scuse” della ditta Ferdeghini sia una variante sostanziale è chiarissimo anche ai sensi della definizione di modifica sostanziale prevista per gli impianti di rifiuti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale, la c.d. AIA ( e l’impianto in oggetto deve andare ad AIA come vedremo subito) : un “potenziamento dell’impianto" con possibili effetti ambientali. Ora è indiscutibile che introdurre un impianto di selezione costituisce una variante sostanziale.
Il punto è che non risulta pubblicata alcuna domanda di variante sostanziale, ne questa variante è citata negli atti ufficiali della Provincia, neppure nella diffida dello scorso 3 aprile 2015.

Ma c’è di più  perché,  come ho ampiamente dimostrato QUIquesto impianto doveva andare ad AIA ed il termine per presentare la domanda di adeguamento a questa normativa è scaduto il il 7 settembre 2014. Non solo ma questo impianto non ha mai avuto neppure la Valutazione di Impatto Ambientale.

Ora avendo avviato da tempo una variante sostanziale dell’impianto  i gestori di questo impianto avrebbero dovuto presentare domanda di AIA e anche domanda di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Peraltro su questa ultima procedura proprio recentemente la Regione Liguria (ne ho trattato QUI)  ha introdotto con legge regionale 12/2015 la c.d. VIA ex post relativa a quei progetti ed impianti che non avevano avuto la Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA), violando all’epoca la normativa in materia  e che ora in sede di rinnovi di autorizzazione o di ampliamenti devono essere sottoposti a VIA per la prima volta nel rispetto della vigente normativa in materia.

CONCLUSIONI
Questa vicenda compresa la coda delle presunte scuse dei gestori dell’impianto in oggetto conferma la situazione di inaccettabile confusione con la quale vengono gestite istruttorie autorizzatorie e controlli su impianti potenzialmente pericolosi per la salute e l’ambiente.
Infatti:
1. la Regione non fa rispettare la procedura di VIA applicabile da anni a questo impianto
2. la Provincia non avvia la procedura di passaggio ad AIA dell’impianto in oggetto
3. l’Arpal non controlla adeguatamente le violazioni di tutte le prescrizioni autorizzatorie
4. la Provincia non effettua a sua volta alcuna verifica sul campo limitandosi a recepire le uniche violazioni rilevate dal verbale dell’Arpal
 5. il Sindaco di Follo non esercita mai i suoi poteri di Autorità Sanitaria sul territorio di competenza
6. la ditta che gestisce l’impianto non solo viola le prescrizioni autorizzatorie da mesi ma nel frattempo dichiara in una lettera informale ai cittadini residenti che sta realizzando una modifica dell’impianto senza dimostrare di aver presentato una nuova domanda di autorizzazione.
7. la cosa incredibile è che in questa lettera di scuse la ditta non chiarisce neppure i tempi precisi per finire i lavori di modifica sull'impianto , forse la fine del mese ma non è detto. In questo modo è la ditta che decide quanto dovranno durare le violazioni delle autorizzazioni. Pazzesco e lo scrivono pure!

Insomma siamo alle solite siamo in Provincia di Spezia, anzi siamo in Liguria. 








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