giovedì 30 aprile 2015

Inchiesta spezzina sulle Navi dei Veleni: una archiviazione che sembra una rimozione!

Svolgendo indagini incomplete come è emerso in udienza, non utilizzando tutte le notizie e  gli indizi provenienti dalla voluminosa documentazione presentata da Legambiente e dal pool legale e tecnico che la ha sostenuta, la Procura di Spezia ha chiesto l'archiviazione dell'esposto che  voleva la riapertura  (sarebbe meglio dire la apertura) dello spezzone spezzino della Inchiesta sulle navi delle veleni.  Oggi il Giudice per le Indagini Preliminare ha emesso il decreto di accoglimento di questa richiesta.  

Lo ha fatto in una paginetta e mezza con la quale ha "riassunto" centinaia di pagine e di documenti prodotti da Legambiente all'interno del procedimento.  

lunedì 27 aprile 2015

Centrale Enel: il non uso del gas contra legem – i rifiuti e l’Antitrust

Ho sempre trovato sostanzialmente ipocrita la discussione sulla dismissione dei due gruppi a gas naturale della centrale termoelettrica di Spezia. 


Infatti da un lato, soprattutto da parte di Enel, non si chiariscono le vere ragioni che stanno dietro  la sbandierata  ma mai resa operativa, decisione di dismettere quei due gruppi (vedi QUI). Dall’altro in questa discussione si sono rimosse le responsabilità da parte delle Autorità pubbliche nell’usare tutte le norme di legge per imporre l’uso del metano in centrale e soprattutto si è rimosso un dato gravissimo la violazione della precedente autorizzazione (quella del 1997) da parte Enel senza alcun intervento di dette Autorità. Violazione protrattasi fino al 2013. 

D’altronde il difetto stava nel manico e cioè nel non avere mai, con adeguati atti prescrittivi, imposto un uso del metano in centrale, non come combustibile alternativo al carbone, ma come strumento di prevenzione sanitaria. 

domenica 26 aprile 2015

Granulati Muto quando le accuse di mafia vengono rivoltate in danno dei cittadini.

In un articolo di oggi sul Secolo XIX, che mette in luce la vicenda della Inerti Muto ora Granulati , l'avvocato della Granulati Muto dichiara che chiederà a nome della società il risarcimento danni per il ritardo nel rilascio dei permessi all'impianto gestito nella località Lagoscuro comune di Vezzano Ligure a causa del provvedimento interdittivo antimafia che ha colpito detta società....

Ci vuole un bel coraggio a chiedere una cosa del genere. 

Voglio ricordare all'egregio Avvocato che l'impianto di lavorazione inerti in questi mesi ha sempre funzionato, mentre quello che frantuma gli inerti (in piena area parco Magra Monte-Marcello peraltro) invece è sotto sequestro da tempo per altra vicenda giudiziaria. 

Guardate queste foto, di qualche giorno fa, vi sembra un impianto che non funzioni??????? 

sabato 25 aprile 2015

Inerti Lagoscuro il provvedimento antimafia e i danni alla salute dei residenti

Come avevo scritto, su questo blog, la Conferenza dei Servizi  del 8 ottobre 2014, convocata dal Comune di Vezzano Ligure, aveva dato via libera alla adozione (da parte della Provincia) e alla successiva approvazione (da parte del Comune) della nuova autorizzazione all’impianto gestito dalla Granulati Muto.

Un impianto situato in località Lagoscuro nel Comune di Vezzano Ligure che lavora inerti per lo più dalle cave di marmo per produrre ciottolati per giardini.
Un impianto la cui ditta che lo gestisce è ora sottoposta ad un provvedimento interdittivo antimafia con conseguenze paradossali sotto il profilo ambientale e sanitario a danno dei cittadini invece che in danno di chi è accusato di infiltrazione mafiosa ('ndrangheta per la precisione) come spiego di seguito in questo post.....

giovedì 23 aprile 2015

Udienza su navi dei veleni e sito di Pitelli: non disturbare il “conduttore”

Stamani si è svolta, presso il Tribunale della Spezia, l'udienza di discussione della richiesta di archiviazione dello stralcio spezzino della inchiesta sulle navi c.d. dei veleni e dei relativi affondamenti abusivi lungo le rotte meditterrenee nonchè dei presunti affondamenti di rifiuti pericolosi nel nostro golfo o in aree ad esse limitrofe. Legambiente ha presentato da tempo opposizione a questa richiesta di archivazione della Procura della Spezia e stamane sono state presentate ulteriori memorie a sostegno di detta opposizione.......  

Ovviamente attendiamo con fiducia e rispetto la decisione del giudice per le indagini preliminari e su questo come dire e per ora non ho altro da aggiungere.

Ma questa mattina nel contraddittorio in aula non ci si è confrontati solo nel merito della vicenda ma il Procuratore che ha richiesto l'archiviazione si è avventurato ben oltre quelli che erano i suoi compiti che ricordo erano e sono quelli di valutare le condizioni per la prosecuzione delle indagini oggetto dell'esposto a suo tempo depositato da Legambiente.  

mercoledì 22 aprile 2015

La Corte di Giustizia sul diritto di cittadini e comitati ad impugnare le decisioni di VIA

La Corte di Giustizia con sentenza del 16 aprile 2015. Causa C-570/13 (vedi QUIha precisato ulteriormente, rispetto a pronunce precedenti, i principi che definiscono il diritto, dei  cittadini organizzati o singoli, ad impugnare le decisioni in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA) sia quelle che escludono la VIA (procedura di Verifica) sia quelle che concludono il procedimento di VIA ordinario.
Il caso oggetto della sentenza riguardava la esclusione dalla VIA di un grosso centro commerciale sul quale il giudice nazionale (austriaco) aveva rinviato, con domanda pregiudiziale, la questione alla Corte di Giustizia affinchè verificasse il rispetto della norma nazionale austriaca sui limiti ad impugnare le decisioni di VIA con il diritto comunitario in materia.

martedì 21 aprile 2015

Il Decreto sui criteri per definire gli alberi monumentali urbani.

Gli amici dell’interessante sito Molise Alberi (vedi a questo LINKmi hanno segnalato l’avvenuta pubblicazione del Decreto Ministeriale (vedi QUIche fissa i criteri per definire in ogni Comune l’elenco degli alberi monumentali in aree urbane, di cui ho trattato QUIalla luce della recente legge regionale ligure che disciplina nella nostra Regione la introduzione di questa nuova categoria di alberi monumentali.

L’Avvocatura UE definisce i costi dell’accesso alle informazioni ambientali

Importanti conclusioni della Avvocatura della Unione Europea presentate lo scorso 16 aprile nella discussione della causa C‑71/14 in relazione ai costi che devono essere sostenuti da cittadini e associazioni per l’accesso alle informazioni ambientali. Le conclusioni dovranno essere recepite in apposita sentenza della Corte di Giustizia. 


La discussione riguarda una domanda pregiudiziale posta alla Corte di Giustizia al fine di chiarire l’interpretazione di due norme della Direttiva UE 2003/4 sull’accesso del pubblico all'informazione ambientale (di seguito Direttiva, per il testo vedi QUIsecondo i principi della Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale.

L’Avvocatura UE afferma principi che chiariscono le modalità con le quali gli Stati membri , nelle loro diverse articolazioni istituzionali, dovranno definire i costi dell’accesso alle informazioni ambientali. 

Riassumo in questo post  schematicamente i  principi, rinviando al testo completo delle conclusioni della Avvocatura (vedi QUIper una analisi più approfondita.

Vediamo quindi questi principi ovviamente applicabili anche nei nostri  diritto e giurisprudenza nazionali, con due paragrafi premessa per spiegare meglio l’oggetto della controversia…

lunedì 20 aprile 2015

La nuova legge ligure, gli alberi monumentali urbani e i filari di pini abbattuti

Il Consiglio Regionale della Liguria quasi a fine legislatura ha approvato una norma (articolo 21 della Legge Regionale 12/2015) che introduce nella nostra Regione l’albero monumentale urbano.   
Si tratta della attuazione di una legge nazionale la n. 10/2013. Questa legge nazionale (vedi QUI) all’articolo 7,  e ad integrazione delle vigenti norme regionali vigenti,   stabilisce disposizioni per la tutela degli alberi monumentali. In particolare questa norma prevede un periodo istruttorio per il censimento degli alberi monumentali in Italia con il coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni.

venerdì 17 aprile 2015

Dopo l’avviso di garanzia le responsabilità politico-amministrative dell'Assessore Paita

Dopo gli avvisi di garanzia per i tragici eventi legati all'alluvione dell'ottobre 2014 l'assessore alla Protezione Civile Raffaela Paita dichiara: "Avrei dovuto fare un illecito amministrativo, un abuso di potere perché dare l’allerta non era, e non è,in mio potere,come non è nel potere di un assessore alla Sanità imporre esami ad un paziente”.

È davvero così? 
L'Assessore - candidata  fa (volutamente?) confusione tra diversi livelli di responsabilità. 
In realtà, come dimostrerò nel seguito del post, se è vero che formalmente l’atto di allerta è di competenza del Dirigente del settore Protezione Civile della Regione (quindi non certo dell’Arpal) è altrettanto vero che compito del livello politico amministrativo della Regione (Assessore alla Protezione civile, Presidente e Giunta Regionale) è di mettere in condizione sia i centri di gestione tecnica delle allerta meteo che il settore Protezione Civile della Regione di lavorare in modo efficiente per prevenire  tragedie come quella dell’ottobre scorso a Genova.  

Vediamo perché……. 

giovedì 16 aprile 2015

Gli ambientalisti possono impugnare atti urbanistici-edilizi

Interessante sentenza del Consiglio di Stato ( n. 839 del 2015 vedi QUIsulla legittimazione delle associazioni ambientalisti ad impugnare atti a rilevanza urbanistica sia di tipo pianificatorio (es. piani urbanistici generali, strumenti/piani attuativi) sia di tipo autorizzatorio (es. permessi di costruire, nulla osta).

L'oggetto della controversia è un programma integrato di intervento finalizzato a riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio ed ambientale del Comune interessato. La controparte degli ambientalisti nel caso in esame ha sollevato la questione di legittimazione ad impugnare in generale gli atti a rilevanza urbanistica ed edilizia.


I PRINCIPI AFFERMATI NELLA SENTENZA
Il Consiglio di Stato con la sentenza in esame ha definito una nozione ampia di atto a rilevanza ambientale impugnabile da una associazione ambientalista ed ha affermato in particolare i seguenti principi:

mercoledì 15 aprile 2015

Centrale Enel:il bugiardo è il Sindaco Federici!

Il Sindaco Massimo Federici Dichiara oggi sul Secolo XIX: «l'impianto a biomasse nella centrale Enel di Spezia: è un’invenzione di gruppi politici mascherati da comitati: una bugia costruita per crearsi un nemico da combattere».

Il Sindaco Federici è un maleducato ed un bugiardo; che sia un maleducato ormai lo hanno capito tutti da tempo, ma è anche un bugiardo per tre motivi chiarissimi:

Mancata allerta alluvione del 2014: perchè la Paita è responsabile

Avviso di Garanzia per Raffaela Paita nella sua qualità di Assessore alla Protezione Civile della Regione Liguria per i fatti legati alla alluvione dell'ottobre 2014. A prescindere dalle responsabilità penali che saranno accertate dalla magistratura, è indiscutibile che l'Assessore Paita abbia omesso di utilizzare tutti i suoi poteri, che aveva al momento dell'alluvione, sia sotto il profilo della organizzazione del settore allerta che degli indirizzi verso la stessa, come dimostro di seguito....

sabato 11 aprile 2015

Enel chiude i gruppi a gas per aprire a biomasse/rifiuti!

Nel Documento di Economia e Finanza che il Governo sta preparando per accedere ai finanziamenti del piano  Junker della UE  (il piano di investimenti infrastrutturali per la crescita in Europa), finiranno sicuramente grosse richieste di finanziamento all’Enel per l’utilizzo delle biomasse nella generazione termoelettrica.

La questione potrebbe sicuramente riguardare anche la centrale di Spezia per tre concrete ragioni:
La prima è che con la dismissione dei gruppi a gas naturale si creerebbero spazi nuovi nell’area della centrale proprio per impianti ad utilizzo delle biomasse

La seconda è che esiste un progetto di co-combustione delle biomasse nella centrale di Spezia presentato in sede di domanda di AIA alla fine del 2006 e tutt’ora agli atti del Ministero dell’Ambiente ( si veda la apposita sezione della centrale di Spezia QUI nel file collocato nella sezione C6  allegati scheda C – domanda – documentazione del gestore). Il progetto mai ritirato dimostra il permanere da lunga data dell'interesse di Enel a questo settore.

La  terza è che è in vigore da tempo una normativa che agevola moltissimo la combustione di materiali provenienti dai rifiuti che vengono considerati come meri combustibili. 

Sulle due prime ragioni c’è poco da dire parlano i fatti  e le dichiarazioni ufficiali, vorrei invece soffermarmi sulla terza ragione.

giovedì 9 aprile 2015

Acam confusa sugli obiettivi di raccolta differenziata

L’AD di Acam (la società pubblica che gestisce il ciclo dei rifiuti in provincia di Spezia) Garavini dichiara oggi sui mass media locali: “Raggiungeremo il 65% per la differenziata  e avremo 5 anni di vantaggio rispetto al piano regionale. Quando? Non più tardi del 2018, mentre la legge nazionale mette come deadline il 2020.

Quindi secondo il signor Garavini la legge nazionale stabilirebbe il limite del 2020 per raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata? Vediamo se è vero….

sabato 4 aprile 2015

Il GIP di Spezia: su impianto rifiuti di Saliceti si deve continuare ad indagare!

Nella sua  richiesta di archiviazione (Per il testo vedi QUI) sull’esposto di cittadini contro le emissioni odorigene dall’impianto di Saliceti, la Procura spezzina  affermava  testualmente che: “gli accertamenti compiuti hanno escluso la sussistenza di ipotesi penalmente rilevanti” . Per suffragare questa conclusione la Procura citava solo la relazione dell’Arpal del 17/7/2013 senza invece citare i verbali e le relazioni di altri organi di vigilanza pure presenti nel fascicolo di indagine che dimostrano esattamente il contrario di quanto afferma l’Arpal.
Non solo ma lo scorso 16 luglio era stato presentato un nuovo esposto dai cittadini, vedi QUI le cui motivazioni sono state totalmente ignorate dalla Procura nella sua richiesta di archiviazione che è datata 18 agosto. 
Non solo ma come rilevato nella udienza dell’altro ieri da parte dell’Avvocato Massimo Lombardi è in corso un altro procedimento dal quale sono scaturiti avvisi di garanzia e, a quanto risulta da notizie di stampa, il rinvio a giudizio dei vertici di Acam e dei responsabili dell’impianto di Saliceti per gli stessi fatti e reati che ora hanno portato il GIP del Tribunale di Spezia a respingere la richiesta di archiviazione del procuratore dott. Monteverde.

In sintesi le contestazioni che il comitato con il supporto tecnico legale dell’Avvocato Lombardi e del sottoscritto portavano nella opposizione alla richiesta di archiviazione ora accolta dal GIP erano e sono le seguenti: