martedì 30 ottobre 2012

Rapporto Ecosistema Urbano: su Spezia classifica taroccata!

Nuova edizione del Rapporto Ecosistema Urbano (vedi quie ancora toni trionfali da parte di amministratori locali e mass media locali (vedi qui), rispetto ad una classifica generale che ci vede al terzo posto delle città medie (tra 80 e 200.000 abitanti).  

I toni trionfalistici non corrispondono alla verità dei fatti e dei numeri, se letti con obiettività,  come  avevo già chiarito per il Rapporto dello scorso anno vedi qui  e dell’anno precedente vedi qui.

Nel post che segue dimostrerò che quanto analizzato per gli anni passati vale anche per il Rapporto attuale. 


lunedì 22 ottobre 2012

Area ex IP: ma la magistratura a Spezia in questi anni dove è stata?

"  In caso di molestie olfattive l'evento del reato consiste nella molestia, che prescinde dal superamento di eventuali limiti previsti dalla legge, essendo sufficiente il superamento del limite della normale tollerabilità ex art. 844 c.c.; se manca la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l'intensità delle emissioni, il giudizio sull'esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell'espressione di valutazioni meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nei riferimenti  a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti." 

Così afferma la Cassazione in una recente sentenza n. 37037 del 26 settembre 2012, per il testo vedi qui.  

Ma questa giurisprudenza non ha mai trovato e continua a non trovare udienza alla Spezia in relazione alla vicenda della bonifica dell'ex area IP. Eppure le molestie olfattive sono continuate anche recentemente vedi qui e qui (pagina 42) ed iniziano dal 2004 (cioè dall'avvio effettivo della bonifica dell'area). 

giovedì 18 ottobre 2012

Porto di Spezia: il “porto dei ritardi” in danno alla salute dei cittadini!

La Direttiva europea in materia di emissioni inquinanti da navi è  del 2005  ed è stata recepita dallo stato italiano con Decreto legislativo 205 del 2007. Per un esame approfondito del DLgs vedi qui e per il testo vedi qui
  
In questo Decreto legislativo si prevede, dal 1/1/2010, il divieto di utilizzo di combustibili  per  uso  marittimo  con tenore di zolfo superiore allo 0,1%  in  massa  su navi all'ormeggio.  Il divieto si applica anche ai periodi di carico, scarico e stazionamento. La sostituzione dei combustibili utilizzati con combustibili conformi a tale limite deve essere completata il prima possibile dopo l'ormeggio. La sostituzione dei  combustibili conformi a tale limite con altri combustibili deve avvenire il più tardi possibile prima della partenza.

La Direttiva è nata dal rischio sanitario prodotto dalla sosta delle navi mercantili e passeggeri nei porti come quello della Spezia.
Sui suddetti rischi sanitari e sugli obblighi e le responsabilità in materia (compresi quelli della Autorità Portuale) ho trattato già qui.    

Più recentemente, agosto 2012,  il Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, con un apposito studio ha misurato i parametri chiave della qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo prima e dopo l’entrata in vigore  della normativa sopra citata.

Questo studio ha dimostrato che nei porti dove è stata applicata la nuova normativa c’è stata una riduzione delle emissioni di diossido di zolfo (anidride solforosa). Spezia non rientra nei porti monitorati.

Inoltre lo studio ha confermato che vi è una correlazione tra diossido di zolfo ed elementi chimici tipicamente emessi dalle ciminiere delle navi, dimostrando che le navi

rappresentano la fonte principale di diossido di zolfo nei porti.

A tutt’oggi non è dato sapere come e se la suddetta normativa sia stata rispettata nel porto di Spezia, anzi nei mesi estivi dalla centralina di rilevamento dell’Arpal (dati maggio - giugno 2011 rapporto qualità aria della Provincia) sono stati rilevate emissioni anomale, orarie, di anidride solforosa, alle quali nessuno degli enti preposti ha saputo dare fino ad ora risposta.  Non solo ma le medie delle 24 ore delle concentrazioni di anidride solforosa a Fossamastra pur essendo nei limiti di legge sono nettamente al di sopra delle medie delle altre centrali cittadine nei due mesi interessati, a conferma di un problema tutt’altro che transitorio.    



mercoledì 17 ottobre 2012

Area ex IP: per il Comune resta un porto delle nebbie!

Il Comune di Spezia fino ad ora si è ben guardato da pubblicare sia un elenco che il contenuto degli atti che hanno portato agli interventi di bonifica nell’area ex  Ip nonché alla realizzazione del centro commerciale le Terrazze; elenco e contenuto che potevano far capire il processo decisionale su questa area che tanto ha fatto discutere la città.

Il Comune invece ha fino ad ora pubblicato:
1. una paginetta di discorsi generici da cui non si capisce un tubo di quello che è accaduto dal 1997 ad oggi vedi qui.   
2. una serie di schede volte (vedi a questo link alla voce Bonifica dell’area ex IP, recentemente rimosso come risulta alla data del febbraio 2016) solo a confutare le tesi critiche verso le modalità di bonifica attuate in quest’area.  Schede che trattano solo una piccola parte ed in modo molto generico le contestazioni fatte, contestazioni  che sono state oggetto di ricorsi al TAR Liguria nonchè di memorie aggiuntive ed esposti (Comitato Salamandra) , di perizie (Dott. Busà peraltro ex consulente del Comune di Spezia), di numerosi documenti di associazioni e singoli, come i post del sottoscritto. Per  non parlare degli atti processuali relativi alla Inchiesta per il reato di disastro ambientale aperta a suo tempo dal dott. Attinà e poi, con l’allontanamento di quest’ultimo, finita nascosta in qualche cassetto della procura di Spezia.  

Insomma una informazione pesantemente incompleta, di parte e soprattutto reticente in quanto  non sono stati mai pubblicati neppure gli atti scomodi per l’Amministrazione Comunale come ad esempio la relazione della dott.sa Tunesi e soprattutto del dott. Boeri ( redatte su incarico del Comune) con le quali si demoliva nel 2007  la attività di bonifica fino ad allora svolta da Agip prima e poi Grifil ed infine Helios quali proprietari in successione dell’area dove verrà realizzato il centro commerciale Le Terrazze e i nuovi interventi edilizi previsti dal Piano d’Area del 2007; attività di bonifica ovviamente autorizzata da Comune, Regione Provincia con la supervisione di Arpal ed Asl nell’ambito delle rispettive competenze. Neppure sono mai stati pubblicati i tre pareri legali di rinomati studi che contestavano la possibilità di rilasciare la concessione edilizia  per il nuovo centro commerciale Le Terrazze, prima della certificazione della avvenuta bonifica dell'area dell'ex raffineria! 

Fino ad ora l’unico spazio pubblico in cui è stato ricostruita in buona parte la storia documentale della bonifica dell’ex area  IP è la apposita sezione del  mio blog vedi qui

Giusto per integrare quanto fino ad ora elaborato ora, anche su richiesta di vari lettori del mio blog,  svolgo in questo post una ricostruzione sintetica degli atti principali  relativi alla vicenda dell’area ex Ip  che costituisce una chiave di lettura per i documenti  riportati nella apposita sezione del mio blog sopra citata come pure dei post che ho fino ad ora scritto sul tema.   

martedì 16 ottobre 2012

Il sindaco può bloccare il carbone nella centrale Enel!


In relazione ai poteri del Comune sulla nuova autorizzazione integrata ambientale alla centrale enel (AIA) la tesi da sempre espressa dai nostri Amministratori locali (Sindaco Federici in primo luogo) è sempre stata la seguente: noi al massimo possiamo sollecitare il ministero con dei  pareri consultivi  ma in realtà non abbiamo alcun potere formale per incidere sulle decisioni del Ministero dell’Ambiente e del Governo.

Come ho spiegato anche in un post recentissimo il Sindaco ha in questa materia il potere di rilasciare un parere sanitario a contenuto prescrittivo, nel  senso che il Sindaco, nella sua qualità di Autorità Sanitaria ai sensi del Testo Unico in materia, può chiedere apposite prescrizioni a tutela della salute pubblica che dovranno essere recepite in sede di Conferenza dei Servizi e tradotte poi nel decreto ministeriale di rilascio dell’AIA.

Ma  fino a che punto contano giuridicamente queste prescrizioni proposte dal Sindaco?

In una sentenza, “curiosamente” dimenticata dallo stuolo di  consulenti e dirigenti del Comune di Spezia, il  Tar Lazio sezione Latina sentenza n.819 del 2009
(vedi quisi è pronunciato in relazione al  dissenso espresso dal Sindaco con apposito parere sanitario allo interno della procedura di autorizzazione integrata ambientale (AIA) per la realizzazione di una centrale alimentata a biomasse.

E’ una sentenza interessante perché per la prima volta chiarisce bene natura ed efficacia giuridica di questo Parere Sanitario del Sindaco in materia di AIA di cui tanto si è discusso anche nella nostra città da un anno a questa parte.

E le affermazioni di questa sentenza, se non fosse bastato quanto scritto nella vigente legge nazionale e comunitaria, ha confermato che tutte le tesi  dei “suggeritori” del Sindaco sulla mancanza di poteri reali del Comune nella vicenda del rilascio dell’AIA alla centrale enel, sono balle per giustificare la conferma del carbone in cambio del solito piatto di lenticchie a danno di salute, ambiente ed economia degli spezzini.  

Ecco cosa afferma questa sentenza: 


lunedì 15 ottobre 2012

La salute, l’autorizzazione alla centrale Enel, il Sindaco che non c'è!


La questione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (di seguito AIA) alla centrale termoelettrica di Vallegrande è sempre all’ordine del giorno. La nuova Amministrazione Federici sembra continuare nel solco della precedente secondo un indirizzo teso a minimizzare  i poteri del Comune all’interno del procedimento di autorizzazione e allo stesso tempo a giustificare di fato la conferma del gruppo a carbone come sezi0ne principale della centrale spezzina.

Con il post che segue voglio riprendere, aggiornandolo, il ragionamento sulle potenzialità della normativa che disciplina l’AIA  e su quello in particolare che potrebbe fare il Comune e il Sindaco Federici e che tutt’ora non viene fatto. 


giovedì 11 ottobre 2012

Ricorso contro la legge ligure sulla VAS. Ha ragione il Governo e torto la Regione: ecco perché!


OGGETTO DELLA CONTROVERSIA DI FRONTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Il Consiglio dei Ministri attraverso l’Avvocatura dello Stato (vedi QUIla recente legge regionale sulla Valutazione Ambientale Strategica  ( di seguito VAS)  su una aspetto di grande rilievo per la corretta applicazione di questa procedura di valutazione, tra gli altri, dei piani a rilevanza urbanistica e territoriale.
Per il testo integrale della legge regionale ligure vedi qui.  
Devo dire che condivido i motivi di impugnazione e i profili di illegittimità costituzionale individuati dal Governo e spero che la Corte Costituzionale li accolga o addirittura la Regione faccia subito marcia indietro modificando la legge e quindi anticipando la probabile decisione della Corte a favore del Governo.

Di cosa si tratta? Si tratta dei cosiddetti piani o programmi riguardanti aree limitate dei territori comunali o delle modifiche minori, ma sempre rilevanti ambientalmente, dei piani/programmi generali.  
Come è noto a chi segue lo sviluppo della pianificazione urbanistica anche nel nostro territorio provinciale, costituiscono il veicolo amministrativo e procedurale attraverso cui passano le scelte maggiormente impattanti nel nostro territorio.
Infatti sempre più si pianifica con varianti o strumenti urbanistici attuativi , così ad esempio furono approvati l’ipercoop Le Terrazze, il c.d. piano Botta a Sarzana, gli interventi vari nei Comuni di Portovenere e Lerici , e, più recentemente (anche se non ancora attuato) l’outlet di Brugnato. 

Prima di entrare nel merito della questione posta dal ricorso del Consiglio dei Ministri, ricordo ai non addetti ai lavori che la procedura di VAS può consistere:
1. in una procedura di verifica dell’impatto potenziale del piano/programma
2. nella procedura di valutazione una volta dimostrato tale impatto potenziale.