mercoledì 29 febbraio 2012

Il piano energetico comunale di Spezia usato per giustificare la centrale a carbone

IL GIOCO STRUMENTALE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE  SUL PIANO ENERGETICO COMUNALE
L’Assessore all’Ambiente del Comune di Spezia nella presentazione del Piano Energetico Comunale (di seguito PEC) ha dichiarato vedi qui : Con questo piano prevediamo entro il 2020 di abbattere le emissioni del 14% intervento su i vari settori partendo proprio dal patrimonio pubblico per dare il buon esempio”; tesi confermata più recentemente qui.  

Il giochino promosso da Sindaco e Assessore all’Ambiente è il seguente: “è vero che stiamo per avvallare la nuova autorizzazione del gruppo a carbone della centrale…. Ma in cambio svilupperemo politiche energetiche locali per ridurre drasticamente l’effetto serra.”
In realtà questa logica non solo continuerà a produrre un pesante attacco alla salute, come ben ha spiegato il Comitato  Speziaviadalcarbone (vedi quima contribuirà ad aumentare le emissioni di gas serra che a parole l’Amministrazione Comunale dichiara di voler ridurre.

Il PEC, come dimostrerò di seguito, costituisce quindi lo specchio per allodole per nascondere il vero obiettivo dell’Amministrazione Comunale giustificare la presenza della centrale a carbone in pieno centro urbano. Il tutto rimuovendo
1. norme vigenti vedi qui  e qui    
2. le prescrizioni contenute nella autorizzazione alla centrale del 1997 vedi qui 
3. i documenti degli stessi consulenti del Comune (ISS e Ambiente Italia) e questo lo dimostrerò nel seguito del presente post 

martedì 28 febbraio 2012

Elezioni: Amministratori Comunali e alleati scoprono la partecipazione…un caso?


PARTECIPAZIONE  O PROGANDA ELETTORALE?

Il Sindaco Federici ha dichiarato al convegno di SEL sabato scorso: “non sono stato il sindaco della partecipazione”.  UAOHH una bella autocritica! Una autocritica che ad un mese dalle elezioni suona molto come propaganda.

Ma la partecipazione la stanno scoprendo anche gli alleati di Federici ( si sa i voti servono a tutti no?) anche quelli che di partecipazione in quasi 5 anni di legislatura non si sono occupati neppure verso i propri militanti. 

Così (vedi quianche Schiffini ha scoperto la partecipazione a 2 mesi dalle elezioni.  Con un comunicato si è fatto promotore di una “mediazione” tra Comitato Spezia via dal carbone e Assessore Ruocco esprimendo una visione della partecipazione come dire “da tarallucci e vino”.

Dice in sintesi il consigliere Schiffini: “vediamoci tutti insieme, parliamoci e vedrete che ci capiremo soprattutto se noi politici (Schiffini è un consigliere comunale quindi ricopre in questo caso un ruolo politico) faremo da mediatori”.

Beh con tutto il rispetto per la buona volontà del consigliere Schiffini la partecipazione, la trasparenza, il coinvolgimento attivo della società civile sono ben altra cosa che questa sorta di intermediazione “amorosa”.

giovedì 23 febbraio 2012

Botta e risposta sul mio post su cosa fare alle elezioni a spezia

Mi scrive un certo Diego un commento al mio post (per il post vedi qui ) su cosa fare alle elezioni. Un commento molto critico su quello che ho scritto al limite della derisione, tipo o sei un sognatore o sei uno che non capisce un tubo della politica.
Lo riporto di seguito e poi proverò a rispondere ringraziando comunque Diego perchè con il suo commento mi ha permesso di chiarire ulteriormente la mia proposta. 

Elezioni Spezia: cosa si poteva fare, cosa non si farà, cosa farò io!


Ma davvero alle prossime elezioni amministrative dovremo al massimo dare un voto di testimonianza contro il sistema di potere locale : a 5 Stelle o a qualche lista civica personale che non andranno oltre il 3-5%? 
Davvero non c’era altra possibilità? Davvero chi almeno a parole è critico con questo sistema di potere locale dovrà subire per l’ennesima volta il comportamento da Tafazzi dei soggetti politici operanti nel nostro territorio?

Io dico di no un'altra possibilità c’era e formalmente ci sarebbe ancora. 
E’ una questione di volontà politica e di coraggio civile!



lunedì 20 febbraio 2012

Centrale Enel, Effetto Serra e... la confusione dell’Assessore

LE AVVENTATE (?) DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI SPEZIA
L’Assessore all’Ambiente del Comune di Spezia dichiara in questa intervista (vedi qui): “Il Comune della Spezia si impegna a portare in sede nazionale un’uscita dai combustibili fossili causa delle emissioni climalteranti, a partire da quelle città che vedono la presenza di centrali in zone fortemente urbanizzate.”


È vero quello che afferma l’Assessore?
Leggete la sequenza logica, tratta solo da dati e documenti ufficiali istituzionali,  e poi verificate la coerenza tra la sequenza e le mie conclusioni.

venerdì 17 febbraio 2012

Centrale Enel: Federici ignora la data entro cui doveva essere autorizzata e…


In una intervista (qui), già ben stigmatizzata sotto il profilo della cultura politica da speziapolis (quiil Sindaco Federici afferma: “l'AIA avrebbe dovuto essere rilasciata nel 2007, cinque anni sono andati persi e la legge non prevede alcuna compensazione”.
In questa affermazione c’è tutta la insipienza e la confusione amministrativa di questo Sindaco e dell’Amministrazione che lui rappresenta.  

Elezioni a Spezia: una riflessione fuori dai soliti giochi di ruolo!


Campagna elettorale iniziata da tempo a Spezia.

Il futuro prossimo mi sembra chiaro, sicuramente per i risultati elettorali ma anche per la nostra città e i suoi problemi. 

Basta analizzare la realtà dei soggetti organizzati (partiti,liste civiche etc.) che stanno preparandosi per la nuova scadenza elettorale amministrativa

mercoledì 15 febbraio 2012

Una riflessione sul progetto di Waterfront

Ricevo e pubblico volentieri questo interessante commento critico al progetto di Waterfront da parte di Roberto Porrini aderente al movimento 5 stelle. Il commento è personale e non impegna il Movimento politico 5 Stelle.




Elezioni Spezia: Radicali o moderati? Basterebbero buoni amministratori!


Quando arrivano le elezioni a Spezia le critiche diffuse,  soprattutto se provenienti dal c.d. popolo della sinistra, al modo di amministrare da parte del centro sinistra vengono in parte edulcorate dalla solita questione: “non si può essere troppo radicali, bisogna essere moderati o comunque trovare mediazioni per continuare a far governare la sinistra nella nostra città”.

Ma cosa vuol dire essere radicali o moderati? Io personalmente non mi sono mai considerato un estremista soprattutto quando si tratta di problemi concreti come l’ambiente, la salute dei cittadini, l’uso del territorio.  Il problema è che la distinzione tra radicali e moderati (anzi responsabili) è costruita ad arte per impedire al momento della campagna elettorale una discussione di merito sui problemi della città e su modo di governarla da parte degli Amministratori del centro sinistra.

Allora vorrei portare degli esempi concreti dettati dalla mia breve esperienza di ex amministratore e dalla mia lunga esperienza di cittadino attivo sui problemi del nostro territorio.  
Parto volutamente da lontano non per fare della polverosa storiografia ma per dimostrare che quello che ha governato e governa questo territorio è un potere radicato da decenni che non ha mai cambiato il proprio modo di gestire la cosa pubblica: clientele e affari, condite da incompetenza ed inefficienza, il tutto contro l'interesse generale della città e della stragrande maggioranza degli spezzini. 


giovedì 9 febbraio 2012

La partecipazione secondo il Sindaco Federici… e secondo me


PREMESSA: LA CULTURA DELLA DEMOCRAZIA DEI PARTITI CONTRO QUELLA DELLA DEMOCRAZIA DEI CITTADINI

Il Sindaco Federici inviando una lettera a SEL
vedi qui  ha affermato che “Voglio inoltre rimarcare che sono a disposizione per confronti programmatici di coalizione con i cittadini, nelle forme di forum, assemblee o quant’altro possa costituire occasione di partecipazione e arricchimento dei nostri contenuti e delle nostre proposte. I prossimi saranno anni così importanti per la città da richiedere un impegno nuovo e un coinvolgimento vero della comunità tutta.”

Come è noto la Amministrazione Federici non ha brillato per volontà di coinvolgimento dei cittadini spezzini in questi anni. Perché? Le ragioni sono molte ma credo che una di queste sia nella cultura istituzionale dell’attuale Sindaco di Spezia: una cultura che vede ancora le istituzioni e i partiti al centro della democrazia rappresentativa e i cittadini in un ruolo al massimo di complemento: cioè dei soggetti da sentire ogni tanto, a cui comunicare ogni tanto ma mai da coinvolgere, attivamente e fin dall’avvio dei processi decisionali, sulle scelte strategiche per il nostro territorio.

Lo dimostra uno scambio di mail risalente allo scorso settembre dopo la decisione di inviare, da parte del Comitato SpeziaViadalcarbone una diffida al Sindaco a non rilasciare pareri sulla nuova autorizzazione della centra Enel senza una adeguata valutazione dei rischi sanitari dovuti alla presenza della centrale nel nostro territorio da circa 50 anni.
In queste mail di Federici in risposta alle mie sollecitazioni culturali e politiche si manifesta una profonda sfiducia verso un coinvolgimento attivo dei cittadini, in queste mail c’è tutta la dimostrazione della incapacità della politica attuale di stare in mezzo ai cittadini: alle loro contraddizioni, alle loro critiche, al loro bisogno di essere ascoltati prima che vengano prese scelte che li riguardano! Come dire una politica preoccupata di salvare la democrazia dei partiti quando invece è a rischio la capacità della democrazia di rappresentare i cittadini che sono e dovrebbero essere i veri attori del sistema democratico.

N.B. Trattandosi di uno scambio tutto politico e senza riferimenti personali credo di non violare alcuna regola della privacy nel pubblicare quanto segue, ma semmai di dare un contributo di verità per capire davvero quale sia la reale cultura sulla partecipazione del Sindaco Federici e quindi il reale significato delle dichiarazioni riportate all’inizio in vista della prossima campagna elettorale.
Chi legge trarrà le proprie conclusioni liberamente.

Lo scambio di mail tra me e il Sindaco Federici sulla partecipazione


10/9/2011 mi Scrive Federici

Caro Marco,
mi spiace di come hai preso le mie dichiarazioni e mi scuso per l’eccesso polemico.
Non intendevo offendere in alcun modo la tua storia.
Tuttavia, sai bene che nel confronto aspro a volte si va sopra le righe. Anche tu fai la tua parte.
L’essere stato “diffidato” non mi ha fatto piacere, anche in nome della mia storia, oltreché del mio attuale ruolo.
Dietro le mie parole, ribadisco, non c’era alcun disegno e, per la verità, non pensavo venissero riportate così seccamente. Ciò che mi interessava era ribadire le altre questioni di merito. Cosa per la quale avevo chiesto di intervenire.
Nonostante il conflitto…dunque  ti saluto cordialmente e ti stimo.
Massimo Federici



10/9/2011 la mia risposta
bene grazie per il chiarimento, una precisazione. La diffida non è alla tua persona o alla tua storia ma al tuo ruolo di Sindaco ed è volta a sollecitare un tuo approfondimento, se lo vorrai, e quindi ad un migliore esercizio delle tue funzioni nel rispetto della tutela della salute dei cittadini. Come dire ognuno fa il suo ruolo, cosa che in questa città non avviene quasi mai, noi facciamo gli ambientalisti tu fai il Sindaco è dentro all'esercizio di questi ruoli che sta la diffida quindi niente di personale. Riguardo alla mia parte di polemiche, ti faccio notare che io non ho mai attaccato pubblicamente, a livello della vostra storia personale, ne te ne Laura Ruocco (Assessore all’Ambiente del Comune di Spezia ndr.) certo ho polemizzato e polemizzerò con voi ancora, se sarà per me necessario, nel merito delle questioni, anche duramente, ma questa è altra cosa rispetto alle accuse che hai rilasciato al Secolo. Cmq chiusa qui la questione sul punto.
Lasciami invece concludere però con una riflessione più generale, vista la rara occasione che ho di comunicare con te. Al di la dei limiti nelle scelte concrete della tua amministrazione e delle estremizzazioni degli ambientalisti non credi che anche sull'Enel (come è già successo su Tavolo per il PRP, sul Waterfront e sull'area IP) ci sia una scarsa attenzione della tua amministrazione sotto il profilo della qualità del vostro modo di comunicare e del vostro modo di coinvolgere gli stakeholders cittadini nei tempi e nei modi per garantire un coinvolgimento preventivo e consapevole alle scelte della tua amministrazione?  Mi piacerebbe fare una riflessione generale con te su questo aspetto, sugli errori che fate e continuate a fare, ho provato fino a qualche tempo fa a spiegarlo anche a Laura senza risultato, ma non so se riusciremo ad uscire dal gioco dei ruoli in cui ormai siamo schiacciati tutti in questa città incapace di produrre decisioni realmente partecipate ma soprattutto meditate.
C'è in voi decisori pubblici locali, tutti, un vizio di pensiero fondato sull'idea che la partecipazione quella vera faccia perdere tempo e che una volta eletto dai cittadini il Sindaco non abbia  più bisogno di verificare i suoi programmi ma al massimo comunicarli al pubblico con le solite assemblee di consultazione unilaterale (vedi Waterfront).
Forse questo modo di pensare non inficierà la tua rielezione ma di sicuro ridurrà la qualità delle decisioni della tua amministrazione e soprattutto produrrà dei cittadini confliggenti sempre peggiori e sempre meno disponibili al dialogo.  Non dimenticare mai:  chi ha il potere è colui che deve sempre fare la prima mossa di apertura all'esterno.
Saluti,
Marco Grondacci



13/9/2011: risponde Federici
Caro Marco,
effettivamente una riflessione di carattere generale può essermi di aiuto (specie in un momento nel quale non si riflette da nessuna parte). Riserviamoci, pertanto, questa opportunità prossimamente. Non voglio deviare dai punti che poni con le mie pseudo-macroanalisi, ma oggi ciò che vedo sottoposta a grave minaccia  è la democrazia rappresentativa, sotto schiaffo (e che schiaffi) da più parti. Credo sia in corso un tentativo di dimostrare che questa forma (presentata come una tra le tante) non è capace del governo delle cose complicate di questo secolo. E una parte, inconsapevole, in questo gioco la fanno anche alcune espressioni della società civile in nome della “vera democrazia”.
Detto questo, dalle nostre parti, creare condizioni per smentire qualche pregiudizio ogni tanto non guasterebbe. Voglio dire che la sensazione spesso è che ciò che si vuole davvero non è una costruttiva interlocuzione, uno spazio di coinvolgimento e opportunità di partecipazione ai processi e alle scelte, ma altro. Individuare e attenuare questo “altro” forse permetterebbe di aprire una pagina nuova nella crescita della qualità democratica in questa città. So che ce ne è bisogno. Il pendolo tra chiusure e finti contenitori partecipativi, tra demagoghi, saltimbanchi della ggente, seriosi professionisti della partecipazione e decisori pubblici diffidenti e respingenti  è un pendolo avvilente. Diciamo che è anche colpa nostra, seppure, visto il ruolo, di più mia.
Ti saluto
Massimo



13/9/2011: la mia risposta
Io penso in una battuta che la democrazia rappresentativa si salva se riconosce il conflitto come costitutivo della democrazia e su questo prova di volta in volta, conflitto per conflitto, a costruire modelli decisionali alternativi a quelli falsamente decisionisti (in realtà solo autoritari e inefficienti) che si sono instaurati da tempo anche dalle nostre parti e non mi riferisco in questo caso solo alla tua amministrazione ovviamente. Faccio un esempio proprio sulla questione Enel. La amministrazione avrebbe dovuto impostare il confronto con la città, con il consiglio comunale, con le altre istituzioni locali interessate (gli altri Comuni), in modo totalmente diverso e lo riassumo:
-          confrontarsi con il punto di vista di tutti gli altri soggetti (associazioni, consiglio comunale, circoscrizioni, altri Comuni) convocandoli all'inizio del procedimento e chiedere il loro punto di vista sulla questione
-          costruire delle proprie linee guida operative sulla questione e tornare al confronto con i soggetti di cui sopra
-          predisporre un documento di indirizzo politico e tecnico per i propri consulenti sulla base del quale incaricarli
-          ogni passaggio ed incontro formale avrebbe dovuto essere reso pubblico in anticipo, presentando report di preparazione con sintesi non tecniche e confrontando preventivamente il tutto con i soggetti di cui sopra
-          ogni conclusione di incontro con i relativi verbali andava resa pubblica, con appositi documenti anche  in versione di sintesi non tecnica,  immediatamente a tutti gli interessati
-          alla fine di questo percorso la amministrazione avrebbe dovuto presentare una proposta di parere sanitario e una proposta di convenzione socio economica mettendola a disposizione di tutti per osservazioni e momenti di confronto sia tecnici che politici.
-          a quel punto la amministrazione prendeva la sua decisione in autonomia come è giusto che sia in una democrazia rappresentativa ma sulla base di una istruttoria articolata e che aveva dato a tutti in tempo reale di intervenire per portare il proprio punto di vista ed interesse.

Questo è un esempio di modello che coniuga democrazia rappresentativa e gestione anticipata del conflitto.

Certo diciamoci la verità il problema non sono però solo le amministrazioni ma anche i soggetti confliggenti che spesso e volentieri non sono migliori di chi gestisce il potere, gli stessi ambientalisti hanno a volte dimostrato di non avere le idee chiare sul come ci si rapporta con una istituzione elettiva e non mi riferisco alle diffide, agli esposti e ai ricorsi, che secondo me sono  atti giusti e necessari per chi crede nella giustizia e nel rispetto della legge, ma in generale alla incapacità di capire che la questione della centrale Enel come le altre questioni ambientali del nostro territorio non sono solo un problema di milligrammi di inquinamento ma investono tre temi centrali della democrazia moderna:
1. il modo di usare il sapere soprattutto da parte del potere, per cui l'esperto  non deve più essere, nella logica del principio di precauzione, il  soggetto che valida gli asserti scientifici a supporto delle decisioni pubbliche o a rilevanza pubblica , ma piuttosto come soggetto che prima di tutto garantisce la credibilità sociale ai suddetti asserti scientifici sviluppandone gli aspetti di trasparenza delle fonti, di origine delle fonti, di descrizione di tesi alternative, di evidenziazione delle situazione di incertezza scientifica, di semplificazione del linguaggio e della comunicazione.
2. l’importanza del rispetto delle regole di democrazia da parte delle istituzioni,  di trasparenza e informazione, sulla distinzione delle funzioni e sulla gestione delle stesse.
3. Ma e qui veniamo al terzo punto perché c’è una incomprensione di questi aspetti anche da parte di comitati e associazioni ambientaliste? Perché dal versante società civile emerge spesso un disinteresse verso la crisi e la perdita di sovranità delle istituzioni pubbliche come pure di una riorganizzazione delle stesse, come se ci fosse una fuga verso un neocorporativismo comunitario e territoriale anti-istituzionale per principio.   In altri termini il terzo tema centrale è quello della responsabilità su come si sta dentro un conflitto e qui faccio un esempio e per il momento chiudo. Se l’obiettivo è, insieme a quello settoriale (il disinquinamento della centrale) anche e soprattutto quello di rafforzare e migliorare la sfera pubblica delle decisioni i soggetti organizzati della società civile devono porsi (siamo o no nell’epoca della sussidiarietà orizzontale) in una duplice ottica: confliggente su ciò che non condividono ma responsabilmente integrativa. Voglio dire che se le istituzioni non svolgono fin in fondo il punto 2 (regole su democrazia, trasparenza, distinzione ed esercizio delle funzioni) i soggetti configgenti devono operare anche con una logica integrativa/sostitutiva che aiuti la sfera pubblica a capire come svolgere i temi del punto 2. Faccio un esempio il Parere sanitario che il Comune deve rilasciare all’interno della procedura della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale della centrale Enel. Io penso che se l’amministrazione  comunale non riesce a svolgere la sua funzione su questo punto in modo adeguato allora il movimento deve quanto meno costruire un indice ragionato di come deve essere questo parere; quindi non possiamo chiedere alla istituzione di esercitare le proprie funzioni se poi non sappiamo e/o vogliamo esercitare le nostre.
Un saluto,
Marco Grondacci



14/9/2011: la risposta di Federici
Come potevo facilmente aspettarmi, conoscendoti un pò, hai alzato l’asticella della discussione. Non credo, lo dico sinceramente, di riuscire a stare  a quelle altezze. La mia attività inaridisce e costringe a un pragmatismo talvolta eccessivo (anche se ha il pregio di porti in una sorta di panottico che ti permette di osservare a 360 gradi le cose). Cosa per niente positiva perché oggi sicuramente c’è molto bisogno di pensare e di pensiero.
Ribadisco una mia angoscia: la democrazia rappresentativa  si salva se riconosce il conflitto come costituivo ok, ma la democrazia non può essere solo fine, deve essere  anche mezzo.  Non solo il pensiero populista, ma anche tutto il filone di critica alla Politica, anche coloro che non fanno dell’antipolitica (che a mio parere è una copertura dell’antidemocrazia) di maniera,  cosa mettono al centro se non il tema dell’efficienza e soprattutto dell’efficacia dei sistemi democratici rappresentativi?  Lo sottolineo perché è uno degli aspetti del cortocircuito in corso non alla Spezia, ma ovunque. Dico ovunque perché non riesco a trovare modelli  di riferimento in altre zone d’Italia (e mi pare che spesso chi ci ha provato tra i decisori pubblici a fare il “vero democratico” poi si è visto costretto a rapide virate fino alle inversioni di marcia vere e proprie. Ma ora vediamo questo Pisapia..).  Dico questo perché mi pare che l’aver lasciato il campo a movimenti oppositivi senza se e senza ma non abbia aiutato i promotori della partecipazione ad assumere una soggettività riconosciuta e riconoscibile. Così è accaduto che la frammentazione corporativa, la logica conservativa, la naturale tendenza immobilistica, i grovigli di norme e di burocrazie, i veti incrociati del sistema politico italiano, etc etc  abbiano incentivato impostazioni decisionistiche, alcune antidemocratiche esplicitamente o populistiche, altre nate in difesa della residua autorevolezza delle funzioni espressione dei mandati elettivi. Lo so che sto semplificando e sto anche forzando il concetto, ma ti assicuro che nel panottico questi aspetti pesano abbastanza.
Il percorso che hai proposto sarebbe perfetto, in un sistema ben funzionante e strutturato dalla consapevolezza dei ruoli. Applicato così e a questa nostra realtà (di cui hai messo in risalto alcuni limiti coraggiosamente) rischia di produrre incertezza degli esiti e dei ruoli (sindaco, consiglio comunale, etc) specie se applicato a una così particolare procedura che è l’AIA. Forse ci sarebbe da pensare a una strada più che a un metodo perfetto, fatta di tappe intermedie, di apprendimenti collettivi e di reciprocità, di riacquisizione di filamenti di fiducia. Ma ora non so dirti se riusciremo mai anche solo a provarci.
Ora devo mollare, ma se la discussione non ti annoia troppo, proviamo a continuarla.
Ciao
Massimo



15/09/2011: la mia risposta
E' vero non è facile e come ti ho dimostrato nella mia precedente mail le condizioni oggettive non sono ottimali e mi riferisco anche alla mia parte ai movimenti soprattutto quelli ambientalisti. 
Quindi non è facile ma cavolo bisognerà pure provarci una volta e sul serio.
1. Fallito l'osservatorio su Acam
2. Fallito l'osservatorio sulle bonifiche
3. Fallito l'osservatorio sull'area IP
4. Fallito il Tavolo di confronto sull'attuazione del PRP
5. Mai avviato un confronto serio e organizzato sulla nuova AIA alla centrale Enel
6. Non accettato un modello di confronto (che in lungo documento ti avevo proposto oltre due anni fa ed al quale non hai mai risposto) sul nuovo Waterfront.

Tutti questi fallimenti od occasioni mancate non sono certo imputabili principalmente agli ambientalisti o ai cittadini, soprattutto sull'area IP e sul tavolo del PRP e poi sulla centrale Enel non si è voluto da parte delle amministrazioni (anche quelle precedenti alla tua) avviare un percorso vero di confronto. E credo che su questi fallimenti e sulle responsabilità andrebbe aperta anche una discussione seria sull'incapacità del livello burocratico di rapportarsi da funzionari pubblici, e non da autocrati, con i cittadini. E tu sai che su questo punto parlo con cognizione di causa visto che dentro le istituzioni ci sono stato e ho avuto modo di conoscerle bene.
Allora io credo fatta la tara delle difficoltà oggettive e dei limiti soggettivi di tutti, a me pare che ci sia proprio una reticenza delle amministrazioni e dei partiti di governo spezzini ad aprirsi a momenti di confronto veri. 
Avanzo una modesta proposta che riprende il tuo ragionamento sulle tappe intermedie di cui scrivi alla fine della tua ultima mail......  cominciamo a discutere su un bilancio degli errori fatti da tutti fino ad ora. Discutere sul passato (come tu sai almeno per formazione) da un lato è meno traumatico e dall'altro aiuta a comprendere meglio cosa fare per il presente e per il futuro.  Troviamo il luogo e i tempi giusti ma facciamolo e facciamolo non tra dieci anni ma ora.

Ciao,
Marco







mercoledì 8 febbraio 2012

7 temi per la campagna elettorale nel Comune di Spezia e….. non solo


PREMESSA
La campagna elettorale per le prossime amministrative è iniziata da tempo ma la discussione sui nomi, sugli schieramenti tende ancora a prevalere rispetto a quella sui contenuti. Anche i primi abbozzi di programma presentati fino ad ora appaiono generici e soprattutto, e questo non è un bene per la democrazia, piuttosto simili a conferma che in questa città l’intero sistema democratico è bloccato da troppo tempo. Soprattutto come ho avuto modo di scrivere ed affermare più volte prevale la logica della “boutade” (come quella di chi propone un tubo che colleghi la Snam di Panigaglia alla centrale enel) o dello slogan facile (recuperiamo le aree dismesse della marina militare) sull’analisi  rigorosa del merito dei problemi e sulla impostazione di un metodo che rompa la logica chiusa ai soliti noti delle decisioni strategiche della città.
Intanto prima di entrare nel merito dei temi programmatici bisognerebbe riconoscere lo stato di sofferenza profonda, della nostra città e della nostra Provincia, sotto il profilo
1. Ambientale : vedi qui 
2. Socio economico: vedi qui e qui
3. Politico amministrativo: vedi qui


E ora veniamo ai temi programmatici, intanto un tema che li presuppone tutti: se in democrazia il metodo con cui si decide è fondamentale allora è decisivo il modo con cui verrà condotta la campagna elettorale: partendo dal cittadino e dai suoi problemi e non calando dall’alto programmi precotti nelle stanze ristrette dei partiti o liste civiche dell’ultima ora. 


martedì 7 febbraio 2012

Autorità di Bacino confusa sull’outlet e non solo…


L’Autorità di Bacino del Magra in esecuzione della delibera Regionale (per il testo di questa vedi qui e quiha rilasciato il proprio parere in relazione alla valutazione sulle condizioni per la continuazione delle opere che, pur non iniziate, avevano ricevuto il permesso di costruire prima della suddetta delibera come è il caso dell’outlet di Brugnato. Per il testo del Parere vedi qui .
  

PRIMA DI TUTTO VEDIAMO SE L’AREA E’ STATA ALLUVIONATA

venerdì 3 febbraio 2012

Stazione crocieristica utile a Spezia? Tutto da dimostrare…


Nel post precedente vedi qui ,  ho analizzato  il mancato rispetto delle prescrizioni previste con l'approvazione del PRP (ambito di Calata Paita ed ipotesi di stazione crocieristica).   



In questo post voglio analizzare altri due aspetti fondamentali per valutare l’utilità di una stazione crocieristica per il nostro territorio, partendo dall’assunto che la valutazione è una fase decisiva per prendere decisioni meditate nell’interesse generale. I due aspetti sono:
1. Mancata valutazione dell’impatto cumulativo della stazione crocieristica con attività esistenti soprattutto in termini di traffico marittimo civile e militare
2. Mancata valutazione delle utilità economiche e sociale del progetto di stazione crocieristica in rapporto con altri scenari.